mercoledì 26 giugno 2013

Io sono leggenda


Ho scoperto proprio poco fa che Richard Matheson è morto. E l'ho scoperto tramite Facebook, esprimendo il mio disappunto nel mio secondo blog (ovvero, proprio qui). Comunque, checché ne dica il mondo, uno dei miei scrittori preferiti è morto senza che io ne sapessi nulla. E la cosa dopo le opportune incazzature che fondamentalmente a nulla servono, mi ha fatto pensare che qualcos'altro legato a questo autore non molti anni fa mi aveva fatto incazzare di brutto. Ed era proprio il film di I am legend. Dovete sapere che io lessi il libro da cui questo film è tratto nel 2007, nell'estate dei miei diciassette anni, e da allora è nella top ten dei miei libri preferiti. Il che non stupirà voialtri, specie sapendo quanto sono legato alle cose oltre che oscenamente critico, immaginare quanto questo film mi abbia fatto profondamente incazzare. Ma tanto tanto, vi avviso. Anzi, credo che sarei persino in grado di metterlo fra del dieci pellicole più insulse che ho mai visto. E non ho detto brutte - almeno per qualcosa lo si sarebbe ricordato, ovvero l'essere brutto - bensì insulse, inutili, quelle che vedi e ti dimentichi. Insomma... andiamo avanti...

C'è stata un'epidemia che ha trasformato tutti in vampiri-zombi, e il dottor Robert Neville è l'unico sopravvissuto. Da solo cerca di mantenere la sua solita routine, e intanto cerca di trovare una cura per il morbo che gli ha sottratto moglie e figlioletta. Però...

Però un par di balle, direi. Un film inguardabile, punto e basta. E non lo dico solo per le differenze dal cartaceo, perché mi reputo ben superiore dal classico nerd di 'stamminchia. Ma il problema fondamentale di questo film sta proprio che le differenze scelte non sono solamente a livello di mera narratività, ma tolgono all'originale anche parte del simbolismo che voleva avere. Robert Neville nel libro non era uno scienziato, era un uomo comune che si veda privato di tutto: affetti, famiglia, amori e via dicendo. Era il classico uomo medio americano che si faceva strada in un mondo che più non conosceva, che imparava la chimica mano a manco come autodidatta per far fronte alla minaccia nella quale si trovava immerso. Ma soprattutto, è un libro dove alla fine compariva un grande messaggio (il diverso alla fine è un concetto dettato dalla maggioranza al potere) che, nella sua totale semplicità, ho trovato di una profondità magistrale. E sinceramente, non me ne frega nulla che si siano cambiate certe cose, ma quello che è il senso di un'opera lo si deve preservare. O sennò tenere unicamente il mero canovaccio narrativo per quello che dovrà diventare un film di puro intrattenimento. Quest'ultima possibilità potrei sopportarla, lo ammetto, a patto che venga fatto con l'intelligenza base che merita ogni lavoro. Qui invece abbiamo un film senz'arte né parte, fatto male e recitato peggio, che pretende di avere addirittura una serietà di fondo. Un film dove uno scienziato cerca di ricreare da sé un antidoto al morbo e che, fra un flashback peggio costruito dell'altro, fa la sua vita in mezzo ai morti viventi. E per più di un'ora e mezza non succede un beneamato cazzo. Per davvero. Robe che a confronto Via col vento sembra un film di Sly. E quelle poche scene d'azione nelle quali compaiono gli zombi (o sono vampiri? non ricordo...) sono addirittura realizzate male, con una motion capture così orrida da far sembrare un film amatoriale come un kolossal hollywoodiano - quando Fede Alvarez, prima del patrocinio di Raimi, faceva cose così. E in più, quello che era il bellissimo finale escogitato da Matheson, così crudo e sprezzante, è sostituito da ben due finali, uno più perbenista dell'altro, dove la mania americana di eroicizzare a tutti i costi una persona sfavilla in tutta la sua demenzialità. Quella che voleva essere una pellicola sofferta diventa invece un brillantino tutto zucchero e cannella in quantità pericolose. E per fortuna che doveva essere un film serio, perché la serietà rende ancora più stonate queste caratteristiche. E tutto questo è la trasposizione di uno dei libri più cupi e pessimisti che ho mai letto, per un film che guarda caso ha pure incassato abbastanza ed è stato definito una sorta di capolavoro da molti miei coetanei. E sarà che forse sono un cervello leggermente più evoluto io [cosa che dubito, ma a questo punto...] ma veramente mi chiedo come si possa accettare il perbenismo. Specie quando è diretto di merda, perché dopo un semi-accettabile Constantine il buon Lawrence da il peggio di sé in tutto e per tutto, incapace di rendere elettrizzante anche una sequenza come l'attacco finale [e ce ne vuole, gente, ce ne vuole...]. Ma soprattutto mi chiedo come mai degli sceneggiatori pagati profumatamente vadano a complicarsi la vita in cazzate quando sarebbe bastato seguire un libro che era già perfetto così com'era. E la serietà con cui sembra prendersi fin da subito mette in vista in maniera ancora più marcata dei palesi errori di scrittura, e mi rendono incapace il capire come faccia uno scienziato senza più mezzi e collaboratori a ricreare uno studio così tecnologizzato nei suoi sotterranei. Oppure come mai se coloro che sono affetti dal virus retrocedono alla fase animale riescono ancora a fare pensieri così complessi come: lo spostare i manichini per far confondere il povero nigga, l'ammaestrare dei cani ancora più disevoluti di loro e il creare una trappola a trazione mediante il peso di due macchine abbandonate. Su Will Smith invece dico solo che il cane era più bravo a recitare, sennò nel proseguire potrei diventare davvero volgare...

Film indegno di esistere e che, al ricordo, mi fa ancora incazzare moltissimo. Prego che qualche forza superiore elimini le prove dell'esistenza di questa fetecchia colossale, e che spinga i più a reperire il libro. Specie dopo una gravosa perdita come quella di pochi giorni fa.


Voto: ★½

14 commenti:

  1. Ohhhhhhh vedi che ogni tanto siamo d'accordo

    Filmaccio ridicolo e improponibile, concordo con te , non è degno di esistere

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  2. Bambin, ma... invece di guardarti sta mmmmerda che a prescindere era da evitare senza consentirgli nessuna chance, perché non hai cercato L'ultimo uomo sulla terra con Vincent Price, tratto sempre da Io sono leggenda? Non so quanto sia fedele al romanzo (non l'ho mai letto) ma come film è molto bello!!

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    1. L'ho visto, tranquillo, ma ero in modalità incazzosa XP

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  3. Al tempo lo reputavo guardabile anche se dopo quello che hai scritto tu veramente non so più cosa pensare su questo film, insomma la versione cartacea non l'ho mica letta quindi quando uscì non mi fece nè caldo nè freddo, forse anche adesso.

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    1. Sicuramente la lettura cartacea ha influito... ma proprio non sono riuscito a sopportarlo

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  4. Un film assolutamente indegno, che svergogna totalmente uno dei grandi Capolavori della Letteratura fantasy.

    Decisamente meglio è stato fatto con L'ultimo uomo sulla Terra, come dice giustamente Babol.

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    1. Esatto. Fortuna che ci siete voi che mi capite ^^'

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  5. Non ti ho mai letto così incazzato.
    Film assolutamente inguardabile e Will Smith non fa che peggiorare la situazione, mi chiedo perché continui a lavorare.

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    1. Will Smith secondo me non è un cattivo attore, a mio avviso se la cava bene sia in ruoli comici che drammatici, qui però è decisamente fuori posto

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  6. Si salva fino alla sequenza in cui lui va a recuperare il cane all'interno del palazzo. Ma quando entrambi ne escono incolumi e cattura la moglie del tipo... beh... da quel momento lì si può tranquillamente spegnere.

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  7. È angosciante l'elemento del solo sopravvissuto, ma non è stato sfruttato. Poco si discosta dal delirio di Resident Evil, quella ciofeca.

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  8. Ti sto esaurendo coi miei commenti, vero? XD

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    1. Anzi, magari commentassero tutti come te!

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Ragazzi, mi raccomando, ricordiamoci le buone maniere. E se offendete, fatelo con educazione U.U