domenica 23 giugno 2013

Martyrs


E dire che i francesi io me li immaginavo come un popolo altamente snob, e di conseguenza pensavo che la loro potesse essere solamente una cinematografia raffinatissima e intellettualissima. Certo, la classica commedia leggere molto borghese ci sta, ma non immaginavo che fossero così efferati anche sul piano dell'horror. Quella d'oltralpe si rivela quindi come una produzione che potrebbe fare spietata concorrenza a quella americana, perché non si negano nessun genere, passando dalla commedia agrodolce, al film drammatico, al thriller e, come in questo caso, all'horror. E certe volte ci riescono pure bene. Altre volte invece no, ma quello credo sia una cosa comune a tutti. Del resto, se manco i coreani fanno sempre e solo capolavori... fattostà che i cugini con la puzza sotto il naso alle volte riescono persino a dare scandalo, come è successo con questa contestatissima pellicola di Pascal Laugier. E lo ammetto, vederla fino alla fine è stato abbastanza difficile...

Una bambina riesce a scappare seminuda dopo due anni passata a essere torturata da una setta di maniaci. Quindici anni dopo Lucie, ovvero quella bambina, uccide a fucilate una famiglia, dicendo che essi sono stati rei delle sue torture. Ma nella casa in cui ha fatto irruzione c'è un mistero ancora più grande: gli abitanti appartenevano a una strana setta che, con quelle torture, voleva trovare...

Per dire tutto quello che ho provato durante la visione potrei trascrivere una bella e interminabile serie di bestemmie. Solo così potrete capire l'angoscia e in fastidio che certe scene ai limiti dello splatter mi hanno causato. Ma non sarebbe corretto nei confronti di chi ha un minimo di fede oltre che di coloro che leggono, quindi mi tocca unicamente fare i serio e spiegare pro e contro di questo film. Che ammetto, sono davvero equi e pareggiati in maniera davvero strana, tanto che non riesco ancora capito se quella che ho visionato è un capolavoro o una cagata immensa. Nel dubbio, sto in mezzo. Perché valutare un film come questo è davvero difficile, quindi credo sia meglio dividere il tutto in due filoni particolari: quello più legato all'aspetto visivo e grandguignolesco e quello invece alla filosofia che fa da cardine sul finale. Arrivo a dire quindi che per quanto concerne l'aspetto della carneficina legato alle torture alle quali la povera protagonista sarà sottoposta, beh, da quel punto di vista si meriterebbe i massimo. Se vi piacciono le cose malate e difficili da digerire, allora avete trovato qualcosa che sicuramente fa per voi. Raramente mi è capitato di vedere un qualcosa di così malato e difficile da guardare, che per tutta la sua durata schiaccia il piede sull'acceleratore raggiungendo vette che prima d'ora non ero riuscito manco a concepire quando immaginavo a che torture sottoporre tutte le persone che mi stanno sul cazzo. Laugier, qui autore completo, si dimostra quindi una persona decisamente più malata di me, e la cosa in parte mi consola. Diciamo quindi che la prima metà del film passa via che è una goduria, con effetti molto realistici e situazioni ai limiti dell'estremo - la madre della famiglia che si risveglia con un buco in pancia e fra i cadaveri dei figli mi ha davvero shockato. Vero personaggio che da una marcia in più al tutto però è la ragazza con le placche di metallo in testa, che riserva alcuni dei momenti più grotteschi e disturbanti di questa prima metà, anche perché il pensare a quanti anni di angheria ha dovuto sopportare mi ha fatto venire uno strano malore allo stomaco. E fin qui a mio parere poteva diventare benissimo un capolavoro di genere, un po' come quel piccolo gioiello di A l'interieur, sempre di matrice francese, un film che puntava sullo shockare lo spettatore grazie a un comparto scenico e registico di tutto rispetto. Poi viene però la seconda parte, con quella matrice filosofica, e tutti i rischi che questo comporta. E lo devo dire, quella riflessione su chi siano in realtà i martiri è davvero ben studiata, peccato che a lungo andare Laugier mostri quelle che sono le sue pecche di scrittore. La riflessione ha il suo motivo di esistere, ma è trattata forse con una superficialità forse eccessiva, riducendo il tutto a un paio minuti di dialogo della vecchia inquisitrice che fa il classico spiegone da supercattiva Marvel. Ed è proprio qui che viene la prima delusione, perché questa inaspettata parentesi poteva essere ben apprezzata, e invece ci si riduce nel proseguire con lo spettacolo di truculenze precedentemente introdotto, risultando ripetitivo. Anche perché, quando la donna con le placche di ferro non viene più messa in mostra, è difficile farsi impressionare da ben altro. Se non fosse che poi la tizia viene addirittura scuoiata viva, dando inizio a quel (non)finale che mi ha infastidito non poco. Ed è qui che viene gran parte dell'insoddisfazione da parte di questa pellicola, perché mette in scena teorie e dialoghi che non riesce a concludere degnamente nel suo tentativo di essere sempre un qualcosa di più da uno spettacolo splatter per sadici, finendo vittima di questa propria ambizione.

Film consigliato, quindi? Si e no. Dipende se avete lo stomaco per reggere a delle sene senza precedenti e non troppe pretese per le tematiche che verranno col tempo. Sicuramente, è un qualcosa che non si dimentica - e vorrei ben vedere, porca l'oca...


Voto: 

12 commenti:

  1. Per me film SOPRAVVALUTATO al massimo, la prima mezz'ora è ottima, ma la seconda parte quando appunto inizia il martirio è na palla da suicidio, il vero martirio l'ho provato per la noia, finale poi raffazzonato e frettoloso, non dico sia un brutto film, ma di certo non è sto capolavoro che molti decantano.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non sono drastico come te, ma concordo. Dai,vedi che alle volte dei punti di accordo li troviamo?

      Elimina
    2. Myers, concordo in pieno con te. Film che parte fortissimo per poi afflosciarsi.
      Lo vidi prima dell'apertura del blog, ma certamente l'avrei bottigliato da par mio!

      Elimina
  2. ah ps
    ho lasciato un messaggio nel tuo nuovo blog nel topic sulla Johansson, ma non credo ti farà piacere ciò che ho scritto XD

    vai a leggere cosa ho scritto qui in questo blog sul topic di stoker

    RispondiElimina
    Risposte
    1. ho letto infatti, e... tu set 'nu strunz!!!

      Elimina
  3. Un film che mi è sempre piaciuto a metà e non per il grado di violenza. Una prima parte molto bella, una seconda che, secondo me, cerca un'autorialità e una profondità esagerata.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Vedo che il parere su questo film, a parte coloro che decantano al capolavoro, è il medesimo XD

      Elimina
  4. Molto cruento ma mi è piaciuto abbastanza, il finale è un pò un bluff....

    RispondiElimina
    Risposte
    1. il finale... hanno aperto una parentesi che non sapevano gestire e l'hanno chiusa alla bell'è meglio, lasciando tutto all'immaginazione dello spettatore.
      Grazie al cazzo, da un certo punto!

      Elimina
  5. Mmm, si sono riuniti qua i mezzi detrattori di Martyrs?
    Io invece lo considero una delle 5 vette degli ultimi anni, anzi, mi pento del voto troppo basso che gli diedi.
    Ottima recensione però, obbiettiva e misurata.
    Ah, ora dai del gioiello a A L'interieur dopo avermi massacrato le balle? :)

    RispondiElimina
  6. Un film che non rivedrei. Fa star male, è troppo crudele. Ad essere martirizzata non è solo la sventurata protagonista, ma anche lo spettatore (a meno che non si tratti di un sociopatico anaffettivo), che soffre insieme a lei.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Aveva scosso particolarmente anche me, ricordo, che non sono di certo uno stomaco debole - almeno per i film. L'ho visto una sola volta ma non ho mai replicato la visione.

      Elimina

Ragazzi, mi raccomando, ricordiamoci le buone maniere. E se offendete, fatelo con educazione U.U