venerdì 14 giugno 2013

Star Trek: Into Darkness


Posso definirmi certamente un fanboy dell'ultim'ora. Ho scoperto Lost solo quest'anno [sono a metà della terza stagione, quindi le cose sono ancora vagamente in una situazione accettabile] e già mi definisco un fan di J.J. Abrams. Ed ho visto Star Trek sempre solo in questi ultimi tempi [ammetto, era per prepararmi alla visione di questo] che già mi definisco una sorta di trekker. Sì, se fossi un metallaro sarei facilmente definito come un poser e... un momento, ma io in parte sono metallaro... vabbeh, fatto sta che il rinnovo da parte di Abrams di uno dei franchise più influenti al mondo e verso il quale ero meno interessato in assoluto, mi ha davvero colpito, convin-cendomi anche a seguire tutti i progetti futuri legati a questo nuovo reboot. Sottolineo però che il mio entusiasmo è legato solo e unicamente alla mera parte ludica, e che le aspettative di una certa dose di serietà da parte di questi film è praticamente nulla. Anche se una locandina così e un trailer particolarmente pompato fanno aumentare un ciccinino l'hype...

Kirk è oramai il capitano dell'Enterprise, anche se preferisce seguire il proprio istinto che le regole del protocollo. La cosa costringe il vulcaniano Spok a segnalare il suo comportamento al comando stellare, che si trova costretto a destituire il giovane irruento. Ma sarà la comparsa di un nuovo ed enigmatico cattivo a far tornare in campo i giovane Kirk, deciso a vendicare la morte del proprio mentore, ucciso proprio per mano di questa minaccia. Che però, in realtà, si scoprirà che...

Piccole precisazioni... Sì, questo è un buon film. E sì, mi ha deluso un poco. Ciò non intacca la sua qualità, bensì la sua coerenza narrativa. Si potrebbero fare molti appunti sulle cazzate presenti nella trama e in certi passaggi delle vicende, cose già presenti nel primo capitolo e che qui si riconfermano in tutta la loro potenza. Ma non mi hanno disturbato, poiché una certa ingenuità di base credo che sia all'origine di film e storie di questo genere. Star Trek, almeno questa nuova versione che sto seguendo, è una sana fantascienza vecchio stampo un po' cazzona che ha il solo scopo di divertire lo spettatore senza fargli sembrare che la produzione lo stia prendendo per il culo sottovalutando la sua intelligenza. Tutto questo è possibile grazie a una regia che da il giusto ritmo, e fin qui il buon Doppia J fa un lavoro egregio. Riprese ben studiate, un paio di momenti visivamente davvero buoni, e delle battaglie molto tamarre riprese sempre dalla giusta angolazione. A mio parere però è la sceneggiatura che da qualche piccolo problemino, intaccando un piccolo principio di coerenza del quale parlavo poco fa. Ovviamente questo è un sequel di un film che aveva convinto una gran fetta di pubblico, ergo il puntare l'asticella dell'esagerazione a un livello superiore era d'obbligo, escogitando così piani sempre più complessi e risoluzioni sempre più estreme. Il che è una legge narrativa e di mercato doverosa da seguire, perché è ovvio che se un personaggio nel corso della sua vita ha modo di migliorare e diventare più forte (sia a livello fisico che mentale) il prossimo avversario che deve fronteggiare deve essere all'altezza di questi suoi progressi. Una cosa che i tre sceneggiatori sembrano ben ricordare e, dopo un canonico e incazzoso Eric Bana, ecco che decidono di far affrontare alla ciurmaglia un villain più mentale e cervellottico, una sorta di superuomo che eccelle per intelletto e prestanza atletica. Una sorta di Joker che sa le arti marziali - e qui potrei aprire una parentesi infinita su quanto sia in parte nolanizzata la pellicola, ma proprio non ne ho voglia. Un cattivo davvero cool e che mi aveva fatto gridare al miracolo, ma che fa vedere quanto i tre sceneggiatori avessero le idee poco chiare sul cosa fare. Che forse in parte è solo colpa di Lindelof, che ultimamente sembra aver dato cervello e fisico in dono alle lasagne sfornando una cazzatona dietro l'altra. Il cattivo come già detto è davvero figo, ma il problema è che è troppo poco sfruttato. La prima metà del film consiste in una riconferma di quelli che sono i caratteri dei protagonisti, delle loro reazioni alla nuova politica narrativa e alla descrizione del primo attacco di questo superuomo misterioso. Poi si va a cercarlo, e la cosa porta via molti minuti buoni di film. Poi lo trovano, e per molto tempo sta lì imprigionato a non fare un cazzo, svela alcuni colpi di scena davvero fighi e poi si scatena. La sua vera potenza distruttrice è mostrata solo nelle ultime parti del film, lasciando da parte l'effettuarsi di quella che poteva essere una vera minaccia - io sognavo che il suo esercito si risvegliasse, e invece no. I danni ci sono e sono pure belli grossi, ma vengono vagamente banalizzati a tal punto che la distruzione di mezza città viene fatta passare come se nulla fosse successo (cose che ti fanno rimpiangere gli stralci di tg presenti verso la fine di The Avengers) e la prima incazzatura di Spock si risolve con una mera scazzottata. Il film raggiunge inavvertitamente una serietà decisamente poco coerente con quelli che erano gli intenti primari, e la cosa si sposa decisamente male rispetto alla freddezza del tutto. Ed è proprio questo che mi ha infastidito maggiormente.

Non lo sconsiglio, ma questa mancanza precisa di intenti mi ha lasciato abbastanza interdetto e fatto uscire dalla sala abbastanza scazzato. Ci sono anche molte questioni che potranno scazzare i trekker duri e puri, ma quelli sapete pure dove li manderei volentieri...


Voto: 

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