venerdì 7 giugno 2013

Stoker


Che Park Chan-Wook sia uno dei miei registi preferiti è una cosa semi assodata. E come potrebbe non esserlo dopo aver fatto un capolavoro di tecnica e filosofia quale Old Boy [senza contare quell'altra perla che è il bellissimo Lady Vendetta]? Dopo un qualcosa di simile, tutta la sua produzione diventa una graditissima scoperta, perché di sicuro egli possiede sia lo stile che le cose da dire. Ci sono sempre gli inevitabili flop [qualcuno ha detto Thirst?], è vero, ma sono cose che si affrontano in ogni carriera. E se avvengono, sono sempre permeati di quel suo stile e della sua filosofia di cinema, rendendola quindi un opera che permette di visualizzare la sua continua sperimentalità. Questo film però arriva in un momento particolare, poiché dopo l'esordio di un altro suo conter-raneo molto ganzo [Kim Jee-Woon con The last stand] pure il buon Park si appresta a debuttare sul suolo stel-lestrisce. E si sa, in America sembra tutto più grande... vero?

La famiglia Stoker sta affrontando un duro dramma. L'uomo di casa è morto in un incidente stradale. La giovane e apatica India, insieme alla madre, cerca di superare il dramma, quand'ecco che in casa si presenta un giovane e attraente zio del quale nessuno sembrava ricordarsi. India prova dei sentimenti molto contrastanti verso l'individuo, sentendosene attratta ma al contempo schifata. Troppi misteri però gravitano intorno a quella figura, e India scoprirà la verità, su di lui e anche su sé stessa.

E' difficile dare in giudizio su questo film... nel senso che non conosco un'unità di misura idonea (probabilmente quando la spiegavano a scuola stavo dormendo) a descrivere la mia immensa delusione. E lo so che forse è l'eccessivo hype che nutrivo verso questa pellicola a decretare questa delusione a tratti davvero eccessiva, ma proprio non mi capacito di molte cose. Park Chan-wook si autosputtana in maniera clamorosa, imbastendo uno dei film più vuoti che io abbia mai visto negli ultimi tempi. Che poi almeno su quello di mantiene fedele ai fasti ai quali ha sempre abituato, perché visivamente questo film really rocks! La qual cosa dovrebbe essere scontata, dato che il tizio dietro la macchina da presa ha gli occhi a mandorla, però la delicatezza di certe sequenze è davvero antologica. Certi cambi sequenza, uniti da un gusto fotografico sopraffino e delle musiche davvero delicate (mi si dice che abbia collaborato persino Philips Glass), che di certo contribu-iscono a rendere il tutto il più raffinato possibile. Forse troppo, e qualcheduno in certi punti potrà rimanerne abba-stanza inquietato dalla freddezza di certe immagini. Quello che infatti non quadra in questo film dalla confezione ai limiti della patinosità è la sceneggiatura scritta dall'attore Wentworth Miller, davvero priva di contenuti ma però piena di buchi narrativi e psicologici. I personaggi sono antipaticissimi, TUTTI, senza nessuna accezione. E non è quell'antipatia che può portare dalla propria parte per via di una serie di motivazioni, vedere a tal proposito un certo dr House, perché questi personaggi sono amorfi in una maniera incredibile. India sembra una incapace di venire neppure se armeggiasse col pennone di una nave, la madre non si capisce bene che funzione abbia, e lo zio ha una serie di momenti in cui sa diventare totalmente insopportabile - oltre che ridicolo. Ciò che però davvero non riesco a capire è il tratteggio psicologico della giovane protagonista, perno di tutta la vicenda e ironicamente la cosa peggio spiegata di tutto l'insieme. A prima vista ho molto apprezzato il suo accostamento alla figura del cacciatore (la caccia era uno sport che praticava col padre) e come questa metafora venga usata in alcune sequenze, ma a fine visione avevo le idee ancora più confuse su quello che effettivamente la storia voleva narrare. Ok, certo, è un thriller malato di quelli che solitamente dovrebbero piacermi, ma proprio perché si prende così seriamente mi aspetto una certa lucidità di fondo a favore di un discorso specifico e ben argomentato. Specie da un regista che ha creato uno dei film che mi hanno cambiato la vita. Si vuole narrare della crescita mentale e sessuale di una giovane psicolabile affidandosi però a una serie di stereotipi. La scena dello sgrillettmento sotto la doccia dopo che vede lo zio uccidere uno con cui si era appena limonata è una delle cose più ridicole che mi sia capitato di vedere, come la scena finale presenta una serie di questioni che durante il film mi sembra proprio di non aver colto. Cosa rende questa giovane donna una vera e propria assassina? Perché la furia omicida si risveglia solo a quel punto? E perché in quella famiglia tutti sembrano presentare dei disturbi mentali? Proprio non ci siamo, e quindi è naturale che il film tracolli. Fa quello che può la giovane Mia Wasikowska, ma da sola non riesce a risollevare le sorti di un personaggio ai limiti del ridicolo. Davvero insopportabile Matthew Goode (l' Ozymandias di Watchmen, che guarda caso anche lì era l'unico del cast a non avermi convinto) con le sue smorfiette da checca, mentre la bellissima Nicole Kidman è sprecata come non mai. Piuttosto che questo avrei sicuramente preferito che pure il buon Park, come il collega Kim, esordisse con un film action. Magari con Stallone, giusto per fare rivalità...

Esordio americano fallimentare e vuoto. Mi ha ricordato una ragazza con cui uscivo: tanto bella e raffinata alla presenza, quanto frigida e priva di spessore nei discorsi. Stavolta almeno ho avuto la soddisfazione di bocciare io per primo, anziché farmi rifiutare già dal primo appuntamento!


Voto: ★½

15 commenti:

  1. Azz, sei il primo che ne parla male, in rete ho letto un gran bene di sto film.
    A me personalmente ispira parecchio e appena esce in sala me lo vado a vedere, poi ti saprò dire

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    1. Davvero? Io in giro ho letto solo male :-/

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    2. Boh in siti americani e in riviste nostrane ne parlano molto bene, ma credo che questo film sia una pellicola che divide, essendo appunto Wook un regista molto particolare

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  2. Attendo che esca in Italia, se la distribuzione pacca mi par di capire sia già disponibile in altri luoghi.
    Comunque, mi spiace sia un diludendo ç__ç

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    1. Sarà che forse avevo troppe aspettative, ma boh... delusione totale. Non mi è rimasto nulla dopo averlo visto. Manco la noia.

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  3. premetto che del regista non avevo ancora visto niente,quindi questo e' il suo primo film che vedo.ci sono un paio di sequenze memorabili una bella fotografia e una bella musica, il tutto e' ben curato...fin troppo.e' sicuramente da vedere per farsene un'idea anche se mi e' sembrato un esercizio di stile fino a se stesso.Comunque in giro c'e' di peggio....

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    1. Forse è vero, c'è di peggio, ma come ho detto parte della delusione è che dietro la MDP c'è colui che ha fatto il mio film preferito, quindi forse l'hype era a livelli troppo alti.
      Il problema è la sua mancanza di argomentazione. Non diverte, non intrattiene, sembra voler essere profondo ma si ferma dopo appena tre metri... a mio parere questo è un ciccinino peggio dell'essere un brutto film. Ho finito la visione e non mi è rimasto nulla, manco la sensazione di aver visto un brutto film...

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  4. Questo volevo recuperarlo da tempo, in effetti ne ho sentito parlare un pochino meglio...in ogni caso lo vedo poi ti dico. ;-)

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  5. Ma davvero è così brutto? Almeno la Kidman sembra meno rifatta? :-p
    Scherzi a parte, nutrivo delle grandi aspettative su questo film...

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    1. Sarà che forse avevo un'aspettativa eccessiva, ma proprio non mi ha lasciato nulla. CHE è peggio dell'essere un film brutto, a mio parere...
      La Kidman è molto gnagna a prescindere, ma qui è decisamente meno botulinizzata di altre volte.

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  6. allora l'ho appena visto in streaming grazie ai "cari" distributori italiani, x me è un bel film, non capisco come mai non ti sia piaciuto, la regia è sempre ottima, Miller che come attore è na merda dimostra di essere un gran bravo sceneggiatore, il film è morboso, cattivo e scorretto al massimo, il cast da urlooooo, ok forse è un po troppo lento nella prima mezz'ora e forse non siamo ai livelli di Old Boy o Lady Vendetta, ma reputo cmq Stoker un buon thriller

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  7. di certo meglio questo di quella robetta che è Last Stand, io a differenza tua ringrazio il fato di aver fatto si che Wook esordisse negli USA con un film così che non quel filmettino con cui ha esordito Kim Jee Woon :-P

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    1. "The last stand" almeno è coerente con sé stesso. Questo si conclude con un nulla di fatto, e la storia non punta da nessuna parte.

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    2. Last stand sembrava il ritorno in pompa magna di Arnold e alla fine si è dimostrato un filmetto di stampo pseudo televisivo come ce ne sono tanti, per me arriva alla sufficienza solo per Schwarzy.

      Stoker è un feroce e geniale affresco nonchè un attacco all'istituzione familiare, istituzione che tanto è amata dai benpensanti, ma che il più delle volte è un cumulo di sterco, per me Wook ha sfornato un bel thriller morboso.

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  8. Mamma mia, ma te sei quello che l'ha stroncato di più, non ci sei andato leggero per niente... -)

    che dire, in disaccordo su quasi tutta la linea tranne che nel finale (vedi scena col poliziotto) davvero insensato anche se visto alla luce della nuova scoperta di sè di India.
    Thirst non l'ho visto...

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Ragazzi, mi raccomando, ricordiamoci le buone maniere. E se offendete, fatelo con educazione U.U