lunedì 1 luglio 2013

Blood


Ogni tanto succede, nella vita. Succede più di quanto e lo aspetti. Sei a casa con la morosa, in uno di quei pomeriggi che sembrano non prometterti nulla di buono, e né tu né lei sapete cosa fare [sì, una cosa da fare ci sarebbe, ma sapete che è maleducazione vantarsi...], quindi opti per la classica scelta di vedere un film. Ed è lì che le cose apparentemente più semplici si rivelano essere anche le più complicate. Infatti, cosa potete vedere? La scelta è sempre ardua. Io ultimamente ho voglia di film sui supereroi tutti effetti speciali e scazzottamenti, perché sono i classici periodi in cui il tuo cervello rischia di andare ad Acapulco con la sua segretaria neuronale e quelli sembrano essere le uniche pellicole in grado di rilassarti, lei invece vorrebbe qualcosa più vicino alla commedia francese. E quindi si passa quasi più tempo a litigare su cosa guardare, col risultato che il cielo inizia a imbrunire e non si fa più nulla. Che carini che siamo, vero? Quasi quanto gli opossum morti nelle piscine americane. Ma comunque oggi è successo che si è visto il trailer di questo film. Un film che non avevo minimamente sentito nominare (il che è strano, dato che è patrocinato da Sam Mendes, che non è proprio il primo idiota che passa) ma che invogliava parecchio, dato che di thriller decenti è un bel po' che non ne vedo. Poi lo si paragonava a un certo Mystic river, ergo...

In una piccola cittadina una ragazza viene uccisa. Le indagini di due fratelli poliziotti portano sulle tracce di uno sbandato che ha già dei precedenti per molestie. Quest'ultimo però viene rilasciato per mancanza di prove, ma una notte nel tentativo di torchiarlo i due poliziotti finiscono per ucciderlo. Occultano il cadavere, decidendo di non dire nulla a nessuno, ma alla fine si viene a scoprire che il colpevole dell'omicidio della ragazza era un altro...

Il paragone col capolavoro dello zio Clint non è del tutto casuale, anche se davvero eccessivo, perché nonostante si avvicini solo in parte alla dirompente capolavorosità del film già citato, questo Blood è davvero una pellicola che merita di essere visionata. E sinceramente, per le atmosfere cupe e i personaggi borderline, mi è sembrato proprio di essere in un romanzo di Dennis Lehane, con quelle trame intriganti che solo lui riesce a fare e le profonde tematiche sociali/filosofiche che si nascondono fra le righe di una storia che sembra a prima vista il classico thriller da ombrellone. In questo film infatti la sua natura da poliziesco si combine molto bene alle intenzioni da drama-movie che erano la portata principale del piatto. Alla fine si finisce la visione ponendosi molti interrogativi, il che non è mai un male, e uno strano disagio che in storie come questo trovo quantomai necessario. Non so chi sia il regista Nick Murphy, e casomai avesse fatto delle cose importanti ammetto in toto la mia ignoranza. La regia è comunque a tratti forse troppo scolastica, ma risulta lineare ed efficace, e aiutandosi con una fotografia decisamente azzeccata riesce ad esprimere con semplice chiarezza tutti i tormenti interiori dei protagonisti. Ci sono un paio di scene ben studiate e che colpiscono, ma non si rasenta mai il vero e proprio maniersimo. Uno stile pulito e semplice, ma mai gratuitamente patinato, che riesce a dare la giusta atmosfera. E già questo è tanto, visti certi abomini che sono stato costretto a vedere in tempi recenti. Vero fiore all'occhiello dell'insieme però è la sceneggiatura, che mi si dice sia un adattamento della serie televisiva Conviction. Che io tanto per cambiare non ho visto, ma che ci volete fare, sono uno che ha scoperto Lost solo all'inizio di quest'anno... Basandomi qui di solo su quello che ho potuto vedere e senza commenti vari per fare i dovuti paragoni, dico che lo script di Bill Gallagher [no, non credo che sia uno dei fratellini litigiosi degli ex Oasis] è davvero ben gestito, e fa tesoro di quella che credo sia la lezione più importante per uno scrittore: i personaggi non devono mai soccombere alla storia o al genere cui essa appartiene. Infatti qui raramente vedremo scervellamenti a là Colombo o rocambolesche fughe di malviventi, perché tutto si concentra sui dilemmi interiori dei due protagonisti. Vedremo dipanarsi il loro particolare rapporto con la figura paterna, loro eroe d'infanzia che col tempo scoprirono essere solo un uomo, e che ora è in preda alla vecchiaia e all'Alzheimer. Vedremo anche il sottile confine che separa la giustizia dal giustizialismo e di come certe strutture sono molto fragili quando sono scosse da un vento eccessivamente forte. Tutte delle tematiche di un certo peso, ma che sono un po' difficili da gestire insieme. Il film in un paio di piccoli e appena percettibili punti si concede delle legittime facilonerie, oltre che a un paio di passaggi decisamente non molto appropriati, ma nulla di mai troppo grave. Unica cosa che davvero mi ha infastidito più del necessario è la freddezza dei personaggi di contorno, e se i due bravissimi protagonisti danno la possibilità di far intravedere una moltitudine di sfumature (alla fine, non è che si riesce a dar loro completamente torto) lo stesso non si può dire per gli altri comprimario, messi lì a fare giusto il loro ruolo funzionale e necessario ai fini della trama. Ne è una prova il poliziotto interpretato da Mark Strong, che impedisce all'attore di essere strong come vorrebbe, mettendo in risalto un suo lato più malinconico al quale non ero abituato e che però non ha saputo colpirmi in pieno. Mi è sembrato più un Mark Soft che altro...

Però grazie al cazzo! Il film merita ed è uno spettacolo per gli occhi e la mente. Lasciatevi catturare da questa torbida vicenda, e piangete insieme ai due protagonisti.


Voto: 

8 commenti:

  1. Volevo andarlo a vedere, ma dalle mie parti l'han tolto quasi subito :-(
    Recupererò in futuro, ma la tua bella rece mi ha invogliato ancora di più :-)

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    1. Sarà la classica litigata o concorderemo? XD

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  2. Nemmeno io lo avevo manco sentito nominare, ma adesso vedo di cercarlo!:)

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    1. Sono curioso di leggere ciò che ne scriverai :)

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  3. Ti dirò, per me un filmetto che è impossibile paragonare al Capolavoro di Eastwood, che si guarda e si fa dimenticare altrettanto velocemente.
    Buoni solo il setting e le interpretazioni.

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    1. Io del paragone (Mustic è uno dei miei film preferiti, sappilo) l'ho saputo dopo la visione, dopo aver cercato la locandina per il post. Forse è per quello che mi è piaciuto, sono partito senza aspettative.
      Certo ha delle analogie con gli scritti di Lehane, ma penso sia solo di atmosfera o altro.

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  4. Ne ho sentito parlare così male che subito l'ho depennato... però, quasi quasi, un tentativo lo farei!

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    1. Non capisci l'astio, sinceramente. Io l'ho gradito non poco, ma forse l'averlo visto con la moro aiuta XD

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Ragazzi, mi raccomando, ricordiamoci le buone maniere. E se offendete, fatelo con educazione U.U