giovedì 4 luglio 2013

L'alba dei morti dementi


Devo ammettere che io amo lo humour inglese. E certi, vedendo quanto sanno essere pessime le mie battute in certi frangenti - cioè sempre - non si stupiscono della cosa. Ma quelle battute british sempre sul limite fra il nonsense e la stupidità, che fanno sorridere più che ridere (io invece mi ci scompiscio!)... insomma, si può dire che adoro le battute di merda. E ne faccio anche tante. Però vedo che comunque la gente ride fino alle lacrime e... ah... dite che la gente piange dalla disperazione e non dalle risate, in quel caso? Peccato... Uno passa tutta la vita a illudersi di poter diventare un gran co,ico, e alla fine scopre questa amara verità in maniera così crudele. Fortunatamente invece esistono degli inglesi che sembrano mettere d'accordo tutti. E l'hanno fatto con questo film, dando inizio alla ormai alla famigerata Trilogia del Cornetto, chiamata così perché in ogni film della saga (tutti slegati fra loro, ovviamente, tranne per il presupposto che si mira a parodiare un determinato genere narrativo) i personaggi mangiano tal tipo di gelato in una scena. Ed è qui che si è formato uno dei trii artistici migliori di sempre: ovvero quello fra il regista Edgar Wright e gli attori comici Simon Pegg e Nick Frost. Che questi ultimi dalle loro parti sono delle specie di santoni nazionali, mentre qui da noi... beh, avevamo Lino Banfi, non possiamo stupirci di nulla.

Shawn è un adulto svogliato che nella vita non fa altro che il proverbiale casso lungo un brasso. Il suo passatempo preferito è quello di cazzeggiare con l'amico grasso e svogliato, le sue serate tipiche sono quelle passate al locale Winchester in compagnia di questi, la sua ragazza e i migliori amici di lei. Questo porta alla rottura definitiva fra Shawn e la sua fiamma, peccato che... i morti resuscitano. Quale occasione migliore di far nuovamente breccia nel cuore della propria bella se non quella di prenderla e cercare di difenderla... proprio dentro al Winchester?

Ricordo che all'Accademia di Comics di Torino un professore ci aveva detto che la commedia è il genere più difficile da trattare e, solitamente, chi sapeva scrivere delle belle commedie poteva gestirsi con maggior facilità anche il resto. E per quanto la cosa sia comprovata da innumerevoli autori comici che hanno saputo sfociare con successo in altri generi [pensate a Leo ortolani e al suo Rat-man, ad esempio, che in maniera intelligentissima mischia generi e stili] io rimangio convinto, con quella freddezza di base che mi caratterizza, che più che altro serve intelligenza e una conoscenza spropositata del mezzo che si vuole usare. E infatti è difficile valutare un film simile, proprio per via della sua ambivalenza, perché pur essendo una commedia dall'inizio fino alla fine mantiene intatte pure tutte le caratteristiche dell'horror, sviluppandole meglio dei veri film dell'orrore. Anzi, in realtà è molto facile, ma ci sono una serie di cose da argomentare per descrivere appieno tutta la sua potenza. Innanzitutto potremmo dire che è una commedia divertentissima. Le battute volgari si contano sulle dita di mezza mano e quando ci sono non le si nota manco troppo - pure English style. La regia è davvero ben rodata, non fa perdere un attimo di brio e movimento al ritmo generale e prende lezione da quello che i maestri del settore hanno offerto in passato, con dovuto citazionismo. Ma non solo, perché questo film vive di luce propria e sui fa riconoscere per via di una spiccata personalità in termine di divertimento. Inoltre è un horror coi controcazzi, uno dei migliori che abbia visto negli ultimi anni. Gli zombi non sono decontestualizzati o altro, non c'è nessuna parabola sul comunismo di massa voluta da Romero o altri significati affini. Semplicemente, fanno cose da zombi, si muovono lentamente e mangiano cervelli. Un puro omaggio alla più classica delle figure dei non morti, che i puristi potranno apprezzare. Il trucco poi è eccelso e un paio di scene splatter fanno schifare in maniera davvero vomitevole quanto basta. Ed è proprio questo che rende questo film il capolavoro che molti decantano. E il far collimare questi due generi così diversi senza entrare nella volgarità più gratuita e mantenendo intatti tutti i topoi tipici di queste narrazioni, non è cosa da poco. L'esordio di Wright quindi è forse una delle opere più convincenti degli ultimi anni, che nella sua particolarità conquista ogni tipo di pubblico, sia quello più cazzone che quello più cinefilo ed esigente. Infatti la risata non è scaturita unicamente dalla battuta o situazione buffa, bensì anche dal modo in cui è raccontata. La regia accompagna i vari sketch, perfettamente amalgamati alla storia e che non si presentano con la malsana natura episodica di molte commedie moderne. Ma soprattutto sono i personaggi a colpire, così umani nella loro cazzonaggine e perfettamente descritti. Shawn compie un percorso di maturazione che lo porterà non solo a sopravvivere, ma anche a migliorare come essere umano. E tutto avviene fra sangue, sparatorie, situazioni surreali e risate. Se non basta questo a renderlo un semi capolavoro... di certo forse basterà il duo comico Pegg/Frost, in sintonia veramente azzeccata e che da soli valgono la visione. Raramente mi è mai capitato di ridere così tanto nel vedere due 'idioti' fare cazzate - forse perché in pochi sono stati diretti così bene. Non male anche la citazione musicale dai Queen, con una intramontabile Don't stop me now che offre una delle scene più divertenti della pellicola (ammazzano uno zombi a bastonate a tempo di musica). E poi il finale, così irriverente e morbosamente tenero, che mi ha fatto davvero (non)morire.

Consigliato nella più presuntuosa e appassionata delle maniere. Anche perché non ve ne pentirete, e se proseguirete nel cammino, scoprirete che in seguito sono riusciti a fare anche incredibilmente di meglio.


Voto: 

7 commenti:

  1. Ti prego, metti il titolo originale, che la traduzione italiana non si può leggere. ;)

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  2. Filmone, anche se io lo sconsiglio a chi non apprezza (o non capisce) l'humor inglese, che poi si ammazza un film perché non fa ridere (quando in realtà non deve far ridere ma sorridere)

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    1. Chi non lo apprezza non sa apprezzare u.u

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  3. Spettacolo! Potrei guardarlo all'infinito!

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  4. Genialità allo stato puro. Non vedo l'ora di recuperarmi Hot Fuzz

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Ragazzi, mi raccomando, ricordiamoci le buone maniere. E se offendete, fatelo con educazione U.U