martedì 30 luglio 2013

The prestige


Cari lettori, oggi il caro Christopher Nolan compie la bellezza di quarantatré anni. Sì, Nolan, parlo proprio di lui. Quel regista pseudo-autoriale che piace molto ai g-g-g-giovani. Quello che prima faceva dei thriller che nessuno si cagava e che adesso è piombato nel mondo delle megaproduzioni hollywoodiane. Quello che è stato definito come il nuovo Kubrick dopo che ha fatto un film che ha incassato un botto e che non era poi così male. Quello che sembra essersi montato la testa come non si sa cosa e che cerca di fare una menata esistenziale anche dove non servirebbe. Quello che prima era adorato dagli hipster perché era una novità e che adesso è detestato dagli stessi perché è apprezzato da troppa gente. Insomma, uno di cui si è parlato in abbondanza, forse anche troppo, ma che io nonostante tutto ho sempre trovato un ottimo regista. Non il migliore della sua generazione, ma sicuramente fra i primi dieci. Ma rimane il fatto che oggi è il suo compleanno, quindi faccio il poser e gli dedico una bella rec su un suo film (stranamente) non molto conosciuto - ah sì, i suoi fan hipster lo conoscono solo per la trilogia di Batman e Inception. E mi viene la contentezza a pensare che una persona comunque molto talentuosa a quell'età sia già così rinomata e conosciuta nel mondo.

Inghilterra, primi del Novecento. Fra i prestigiatori Alfred Borden e Robert Angier è in corso una feroce rivalità. Quando erano due apprendisti il primo causò incidentalmente la morte della moglie del suo amico e collega. Da allora ognuno ha fatto di tutto per rovinare la vita all'avversario, fino a che Borden non ha trovato il trucco che sembra sconvolgere il mondo: il trasporto umano. Come ha fatto ad attuarlo? Angier farà di tutto per scoprirlo, scoprendo così anche la parte più oscura di sé...

Finora, se si esclude Memento, è l'unico film del regista a essere tratto da un romanzo - il racconto del fratello all'epoca non era ancora stato pubblicato, e solo grazie alla trasposizione la cosa è stata possibile. Certo, Batman l'ha inventato Bob Kane, ma se si escludono alcuni passaggi obbligatori possiamo dire che in quei casi Nolan ha creato delle storie nuove. In questo caso è costretto a seguire la traccia del romanzo di Christopher (?) Priest, il cui romanzo è stato edito in sordina da noi in Italia e che io, tanto per cambiare, non ho letto. Mi sono informato però del fatto che lo scritto è strutturato attraverso le pagine dei diari dei due maghi, il che ha creato non pochi problemi a Nolan ed a suo fratello Jonathan, che hanno impiegato qualche annetto per stendere in maniera soddisfacente la sceneggiatura. Quello che si ha alla fine è una storia compatta, chiare ed avvincente, nonostante non ci si scazzotti per nulla, e che lascia adito a molti interrogativi. Innanzitutto l'ambientazione nel mondo dei prestigiatori e molto affascinante ed inusuale, quindi tanto di cappello (o cilindro, vedete il film per capire) ai due mattacchioni britannici per aver saputo approfittare di una trovata così originale e accattivante, ma soprattutto il vero prestigio si ha nella risoluzione finale. Quella che si è venuta a creare è una bellissima storia thriller gettata in un contesto storico che ha sempre il suo bell'appeal, quello dell'Inghilterra che lascia spazio a molte fantasticheria dark, e che grazie alla cupa fotografia di Wally Pfister ha modo di farsi vedere in tutto il suo splendore. Ma non è solo un thriller storico, e come la miglior tradizione insegna, la storia è solo un contorno per mostrare l'evoluzione comportamentale dei personaggi racchiusi al suo interno. Quella di questo film è innanzitutto una storia sull'ossessione, una storia sulla sfida e la voglia di superarsi, tantoché mi viene da chiedere se, visto il tema, fra le menti dei due fratelli non sia mai scoppiata qualche rivalità visto che non si capisce chi sia debitore dell'altro. I due personaggi principali sono davvero accattivanti e insani: uno cerca il successo, vuole superare sé stesso e il mondo per dimostrare qual'è il suo vero valore, l'altro invece se inizialmente è mosso da una [comprensibile] vendetta a lungo andare finisce per diventare una figura grottesca e quasi malvagia, e se all'inizio si finisce per parteggiare per lui alla fine si comincerà a provare solo e unicamente disgusto per un uomo così abietto e incline a un superamento dell'avversario quasi gratuito e totalmente crudele. L'ossessione trasforma, e alle volte rende peggiori gli uomini, questo sembra essere un certo messaggio del film. Ma non solo. Questa è anche una storia che parla del cambiamento non solo dell'uomo, ma anche della Storia con la esse maiuscola, come dimostra il personaggio di Tesla, che vede rinnegate le invenzioni che lo renderanno celebre e benefattore del mondo, e di come esse cambiano il modo di fare e intendere la magia. A tutto questo uniamo la regia dello zio Chris, calibrata al millesimo e permeata del suo solito 'realismo tremolante', che riesce a dare un ritmo che non si ferma mai ed a far risultare gli inevitabili spiegoni fluidi e naturali come delicati torrenti, sapendo suggestionare con due semplici inquadrature, dando quindi prova del suo vero talento. Ottimo anche il cast, capitanato dal duo formato da Hugh Jackman e Christian Bale [Wolverine e Btaman insieme, wow!], davvero molto bravi nel rispecchiare i tormenti dei loro personaggi. Sempre immenso il caro vecchio Michael Cane, storica spalla del regista britannico, anche se i miei occhi erano per la mia musa Scarlett Johansson, che non sarà forse il massimo come attrice, ma io la trovo di una bellezza strepitosa - anche se la più brava Rebecca Hall non è da meno. Vero fiore all'occhiello perl sono il cantante David Bowie e Andy Serkins (quello che fa Gollum), rispettivamente nei panni di Tesla e del suo assistente.

Un ottimo film per tributare un regista così discusso e osannato/osteggiato. Io lo consiglio ai suoi haters, che credo avranno modo di ricredersi. O anche semplicemente a chi ama le belle storie narrate in maniera superba.


Voto: 

17 commenti:

  1. Probabilmente il miglior Nolan in assoluto, di sicuro è il film che ho amato di più!!

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    1. Capisco bene quello che provi ^^' rivederlo è sempre una gioia!

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  2. io non lo definirei un film non molto conosciuto, però... :)

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    1. Ci credi che dalle mie parti non lo conosce quasi nessuno?
      Ma io abito in una valle di idioti, ergo...

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  3. CAPOLAVORO, meglio dei Batman

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  4. L'ho visto solo in occasione dell'uscita cinematografica ma ricordo che mi era piaciuto tantissimo!!!

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    1. Ti consiglio di rivederlo, la seconda volta ha un effetto ancora più devastante :)

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  5. Il miglior Nolan anche per me, un film splendido e travolgente. Finale pazzesco.

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    1. Il finale... mamma mia, che avrei dato per averlo inventato io!

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    1. Come ho già scritto, nel mio caso è una battaglia aperta fra questo e "Memento"

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  7. Il capolavoro di Christopher Nolan. Tornasse a fare dei film del genere e lasciasse perdere l'intrattenimento commerciale finto-intellettuale di Inception e The Dark Knight Rises, mannaggia a lui.

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    1. Dai, magari con "Interstellar" ritorna ai vecchi fasti...

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  8. Adesso non vorrei delirare, ma mi sembra di ricordare che il film sia uscito a pochissima distanza da The illusionist e che per questo si era creata una confusione pazzesca che ha favorito Edward Norton, forse per migliore pubblicità.
    Bel film comunque The prestige, originale.

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    1. Non deliri per nulla, è andata proprio così. E purtroppo il pubblico idiota ha preferito il più mediocre, ovvero "The illusionist". Che per carità, non è un film brutto, però... questo è tutto un altro pianeta.

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    2. sì quella è solo una storia d'amore, anche se particolare. Molto meglio The prestige ovviamente, anche se trovo che Norton sia un attore dalle grandi possibilità mai sfruttate.

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Ragazzi, mi raccomando, ricordiamoci le buone maniere. E se offendete, fatelo con educazione U.U