domenica 4 agosto 2013

Attack the block - invasione aliena


Le serate-film con gli amici sono sempre una cosa ben accetta al di là di quello che si vuole visionare. Io però alle volte cerco di fare attenzione a quello che si visiona, perché non è cosa rara che fra dei titoli apparentemente trash o bistrattati dalla cultura media si nascondano dei veri e propri gioielli. Certo, il più delle volte si ripiega su cazzate perché magari la gente viene da lavoro e si vuole optare per qualcosa di rilassante e che non tenga occupati, sul quale fare battute a raffica o usarlo per il giochino dei baffi [si mettono dei baffi al centro dello schermo, e ogni volta che un personaggio si poggia su di loro in maniera corretta si beve], ma in certi casi si possono mirare anche dei veri e propri gioielli. Certo, sono cose che capitano una volta si dieci, però quando succede la goduria è doppia proprio perché inaspettata. Con questo film è successo proprio questo e, forse proprio complice quell'elemento di sorpresa assoluta, ho finito per amarlo letteralmente.

Nella periferia urbana londinese un gruppo di teppistelli amanti del rap e dell'erba vive come può. Una sera, dopo la solita ronda di taccheggi, qualcosa atterra su un'automobile, distruggendola. Moses, il capo della banda, riesce a ucciderla, ma subito dopo accade che molte altre creature similari discendono nel Blocco, e sembrano puntare proprio sui nostri piccoli antieroi.

Quanti sono gli elementi per fare un buon film? Pochi, ma stranamente sono proprio quelli più difficili da avere o da tenere sotto controllo. Una volta sottomessi, però, garantiscono una riuscita finale del prodotto davvero notevole. Come è successo qui, d'altra parte. Perché questo Attack the block potrebbe essere un filmetto pienamente trascurabile, ma questo suo assoluto controllo lo innalza a un livello che, se da una parte decisamente lontano dal capolavoro, da un altra non si può ammettere di come sia notevolmente superiore alla media del blockbuster medio. Innanzitutto ha una regia ottima e frizzante, il che non è male visto che Joe Cornish qui era al proprio esordio, raccomandato dal capo Edhar Wright (quello di Shawn of the Dead). Questo elemento quindi permette al film di avere un ritmo sempre costante e veloce, senza che lo spettatore si annoi o setta di prestare attenzione perché affetto dalla sindrome della palpebra calante. Gran parte del merito però lo ha una sceneggiatura davvero ben calibrata, che molti giovani mestieranti dovrebbero prendere come lezione. Innanzitutto la trama ricalca i principali stereotipi del genere, coi classici personaggi-tipo, ma sono trattai in maniera decisamente differente. Innanzitutto sono immessi in una spazio ben riconoscibile anche dallo spettatore medio e che non ha bisogno di presentazioni, e in un attimo abbiamo le presentazioni del loro caratteri - la prima caccia al mostro è esemplare. Altro elemento a favore sta nel fatto che la volgarità, pur essendo gratuita in certi casi, non è mai fuori luogo, poiché serve a descrivere un certo modus vivendi. Da dei ragazzini taccheggiatori e teppisti non potremmo mai immaginarci una parlata aulica (sempre secondo lo stereotipo, la realtà può ben essere diversa) qui i vari 'vaffanculo', 'merda' o 'cazzo' di turno possono ben starci, anche perché diventano degli intercalari nel discorso ma mai un qualcosa di predominante. Infatti sono ben dosati, e immessi in dialoghi frizzanti e divertenti, tanto che a fine visione più che con le parolacce si farà ridere col nesso logico di alcune disquisizioni. A questo poi aggiungiamo che ogni personaggio principale, a fine film, compie un suo personale processo di crescita. Sempre stando legati alla legge degli stereotipi e via dicendo, ma comunque la cosa avviene, ed è fondamentale per l'andazzo di ogni storia autoconclusiva. Il protagonista Moses alla fine sarà diverso da com'era a film iniziato, così come la ragazza che aveva taccheggiato e che si troverà sua involontaria complice, e il tutto avviene in maniera naturale e semplice, capibile da tutti e senza particolari sentimentalismi fuori luogo. Quindi a una regia attenta e frizzante uniamo una sceneggiatura davvero ben scritta e strutturata, e il gioco è fatto. E contando anche che il budget a disposizione non era dei più alti, allora il film stravince. C'è anche una simpatica sottotematiche alla quale avevo pensato e che, leggendo le varie recensioni in rete, ho potuto confermare, ovvero quella di una sorta di parabola che vede le creature venute dallo spazio più profondo invadere la parte più profonda della periferia, nella quale i derelitti e i rinnegati si ritroveranno eroi dopo infinite vicissitudini e, anche, perdite - difatti ho iniziato il film malgiudicando i piccoli protagonisti, ma proseguendo ho sofferto con loro per le piccole ferite che si venivano a scoprire. Tutti bravissimi gli attori, specie i ragazzini, ai quali è affiancata la superstar comica inglese Nick Frost in una parte marginale ma sempre molto spassosa.

Guardatelo con gli amici, che sicuramente si divertiranno. O guardatelo anche da soli, che male non fa. Comunque lo vediate, non potrete negare di come, quando c'è la passione, anche la storia più insulsa acquisisce un proprio valore.


Voto: ★½


5 commenti:

  1. divertentissimo, la versione zozza cattiva e scorretta di Super 8

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  2. Film delizioso, senza se e senza ma.

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  3. Bellino, sopratutto gli alieni davvero particolari! :)

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  4. Carino e divertente, con almeno un twist che non mi sarei aspettata!

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  5. Carino il gioco dei baffi sullo schermo, mi mancava! ;-)

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Ragazzi, mi raccomando, ricordiamoci le buone maniere. E se offendete, fatelo con educazione U.U