sabato 31 agosto 2013

Elysium


L'ho sempre detto, nella vita non vorrei mai essere un genio. I geni hanno un duro compito sulle loro spalle, perché hanno due strade: o manifestano la loro genialità mano a mano con un processo di continua evoluzione, oppure la palesano fin da subito al loro esordio. In ambo i casi si finisce per riscontrare un qualcosa di molto stressante che però si ripercuote con diversa intensità. Quelli del primo caso hanno sulle loro spalle un'aspettativa da parte del loro pubblico non indifferente ma, complici del passaggio evoluzionistico che hanno fatto per arrivare al capolavoro, viene recepita con meno disagio; i secondi invece si trovano nella scomoda situazione del secondo film, che tutti si aspettano paritario se non uguale al capolavoro col quale hanno esordito. Infatti io preferisco non essere un genio delle recensioni e dire la mia piccola parte di verità col mio solito tono cazzone perché, oltre che per il fatto che geniale proprio non lo sono, non sopporterei l'aspettativa dei miei fans [evviva la modestia!]. Tornado seri, posso solo immaginare cosa debba essere passato in questi quattro anni di silenzio nella mente di Neill Blomkamp, che doveva dimostrare che da quel suo folgorante esordio avvenuto con District 9 era ulteriormente maturato e divenuto capace di donare al mondo un film che tutti i suoi fan si aspettavano come il capolavoro definitivo. Ci è capitato quindi questo Elysium.

Siamo in un futuro distopico, il 2154. La terra è un gigantesco slum dove stanno comuni cittadini e criminali senza distinzioni di sorta, in un clima di totale povertà. I ricchi è un ristretto gruppo elitario sono su Elysium, stazione orbitante lussuosa nello spazio. Max Da Costa è un povero teppistello che vive sulla terra che un giorno, lavorando in fabbrica, per un incidente viene investito da una dose letale di radiazioni, che gli lasciano solo cinque giorni di vita. Inizia così la sua guerra privata per arrivare su Elysium e ottenere le cure necessarie.

Per analizzare questo film nella sua totalità dobbiamo prima rispondere ad alcune domande. Innanzitutto, è un buon film? Diciamo che quello speso nel guardarlo non è decisamente tempo buttato nel cesso. Raggiunge i fasti del precedente lavoro del regista? Diciamo che a 'sto giro Blomkamp non ha fatto un passo indietro, ma una maratona. E' un film scontato? Altamente, dopo cinque minuti dall'inizio si sa già come finisce. E' ben scritto? Possiede le inevitabili ingenuità del genere ma mantiene sempre una coerenza di fondo. Il tema della differenza fra le classi sociali è ben sviluppato? E' una semplice scusa per far iniziare la storia ed infarcirla di scene action, ma viene solo accennato. E' ben diretto? La regia non fa miracoli ma mantiene sempre un ritmo costante che non annoia mai, offrendo combattimenti chiari e non caotici insieme anche a un paio di soluzioni visive davvero niente male. Gli effetti speciali come sono? Diciamo che il budget quintuplicato rispetto alla prima fatica del regista si fa sentire. Insomma, alla fine della fiera, è un film che consiglio? Sì. Elysium non è minimamente paragonabile alla pellicola sui Gamberoni del Distretto Nove perché, se quel film offriva un'originale e ben sviluppata riflessione sul razzismo, la compravendita delle armi in guerra e la differenza di razza, qui si regala allo spettatore solo una vagonata di effetti speciali accollati a una storia che in certi punti mi ha ricordato una versione più tamarra di Ergo proxy insieme al rimasticamento di molti altri topoi della fantascienza cinematografica e letteraria (un paio di flebili rimandi da Dick e Asimov) più abusata. Poteva quindi diventare una copia ancora più brutta di Oblivion, ma qui abbiamo un qualcosa che nel film summenzionato non c'era: un bravo regista. Perché spesso non conta tanto cosa si racconta, ma come - un film come Pacific rim ne è l'esempio lampante. Blomkamp, forse per via delle pressioni fatte dalla major che con tutti quei soldi spesi forse voleva andare sul sicuro, stende una sceneggiatura che di certo non brilla per originalità, ma lo fa nel modo migliore. Il film si prende sul serio quanto basta per far empatizzare lo spettatore coi personaggi e le loro dinamiche, offre delle battaglie coerenti con lo sviluppo delle varie situazioni e un finale retorico, consolante e quanto più americaneggiante possible, ma senza pestare troppo il pedale della melansaggine e della stucchevolezza. Il risultato è quindi un film che sa divertire senza però far mai azzerare il cervello, offrendo una storia abusata e degli stereotipi evergreen ma rendendoli godibili grazie a un sapiente uso della narrazione. Molti potranno mal giudicare che il tema della lotta fra le classi venga forse eccessivamente banalizzato in alcuni punti, ma a mio parere lo fa perché l'intento del film non è quello di far riflettere su un simile problema come nella precedente pellicola. Siamo lontani dall'idealismo stilizzato e incoerente di un V for vendetta, qui la tematica serve solo per far smuovere gli eventi e creare l'ambientazione della storia, l'intento del film [purtroppo, per certi versi] non è quello di illuminare, ma di intrattenere. E lo fa nella migliore delle maniera, quella più umana. Matt Damon infatti porta avanti uno degli stereotipi cinematografici più carismatici e, è proprio il caso di dirlo, umani dell'anno, e vi troverete di certo a fare il tifo per lui. Unico neo è la parte di Jodie Foster, temibilissima con quei suoi occhi azzurri come pochi, ma trattata un po' come una macchietta, senza contare che non rende pienamente giustizia alla bravura dell'attrice. Blomkamp, anche se non a pieni voti, supera anche stavolta la prova dimostrando che sa fare film anche con un alto dispendio di budget. 

Forse un giorno, continuando così, saprà far coincidere i costi di produzione alti con le proprie ambizioni artistiche.


Voto: 

14 commenti:

  1. Certo che potresti pure imparare a scrivere...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. No, se facessi tutte le cose per bene sarei troppo perfetto e la gente morirebbe d'invidia <3

      Elimina
    2. E l'anonimo potrebbe anche imparare a leggere.

      Spero di vederlo la prossima settimana anche se dal trailer non mi aspetto nulla di così esaltante. In sti giorni ho voluto recensire una regista delle balle, che odio forse un pelino in più di Spielberg XD

      Elimina
    3. Per la serie: si critica senza metterci la faccia (o il nome)...

      Elimina
    4. @Denny B: dai, una visione merita. Non saprei dire se vale o meno i tuoi soldi, ma comunque in giro si è visto mooooooolto di peggio.

      @Frank: dai, povero anonimo, nonostante il suo stato inarrivabile ha diritto anche lui ai suoi tre minuti di gloria

      Elimina
  2. sinceramente non capisco cosa volesse dire l'anonimo, a me pare che scrivi bene eccome :-)

    Cmq sul film sono più entusiasta di te e l'ho preferito (seppur di poco) a District 9, infatti non concordo quando dici che questo film è solo effetti speciali, cioè l'action e gli effettoni ci sono, ma anche qui, come nell'altro film il sottotesto c'è eccome, infatti non è un action da vedere a cervello spento tutt'altro.

    Pienamente d'accordo con te sulla Foster, personaggio scritto male che è poco più di una macchietta

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Diciamo che in "District 9" si dava quasi più spazio alle tematiche che alla storia in sé, a mio parere. Qui è una sana e onesta tamarrata, e le tematiche però sono solo un pretesto.

      Per quanto concerne l'anonimo... boh, anonimo è ed anonimo rimane, per me.

      Elimina
  3. Film di cui stanno dicendo peste e corna. Secondo te invece, da quanto ho capito, come intrattenimento è valido...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Per me sì. Poi conta che io sono uno che sa come rilassarsi u.u

      Elimina
  4. beh oddio frank, in realtà non ne stanno dicendo peste e corna, si in molti dicono che c'è stato un calo da District 9, x me è il contrario, ma nel complesso sta piacendo abbastanza, ricordo i commenti l'altro giorno di tutta la gente che usciva dalla sala ed erano tutti entusiasti.

    Poi ovvio ci son sempre i soliti haters che vivono per smontare e criticare i films XD

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Personalmente penso che ogni individuo abbia il diritto di dire la propria su un film, l'importante è farlo argomentando (e non a livelli generici: è lento, è noioso e così via). Io ad esempio ne ho letto male e letto bene, solo che leggendo le argomentazioni propendo per chi ne ha parlato male (e non posso nemmeno andare al cinema a vederlo per dire la mia, maledizione)

      Elimina
  5. Tutti a parlarne male, io mi ci sono divertito abbastanza. Ha due o tre idee davvero geniali, prima tra tutte quella di non avere un eroe per destino ma per scelta (checché ne dica la tata/mamma/nonna sudamericana).

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Pardon, non per scelta, per necessità

      Elimina
    2. Finalmente uno che la pensa come me!

      Elimina

Ragazzi, mi raccomando, ricordiamoci le buone maniere. E se offendete, fatelo con educazione U.U