lunedì 12 agosto 2013

In the name of the king


Avrete avuto modo di notare, leggendo queste mie inutilissime recensioni, che a me il genere fantasy piace molto, specie se in formato cartaceo. Purtroppo a parte per la trilogia tolkieniana di Peter Jackson e Il prigioniero di Azkaban, raramente al cinema ho mai avuto modo di farmi infervorare da una pellicolla appartene te a questa categoria. Al cinema il fantasy raramente ha saputo brillare, e quando alla regia ci si mette Uwe Boll si sa già in partenza che sarà un fiasco su tutti i fronti. Chi è Uwe Boll? Vi basti pensare che è un teutonico ex pugile reinventatosi regista, famoso per fare quelle che sono considerate da tutto il globo come le pellicole più brutte di tutti i tempi - una delle quali è tratta da un videogame da sala giochi. Per alcuni rimane un personaggio di culto per essere un Re Mida della merda, per chi come me invece il trash lo sopporta solo a piccole dosi nella realtà, rimane unicamente un povero buffone. Ma forse il vero buffone sono io perché ho voluto guardare più di un suo film nonostante fossi a conoscenza della pessima fama del cineasta, ma ad ognuno il suo... almeno io ho una faccia più intelligente di questa.

Fattore è un contadino dedico a coltivare la sua terra insieme alla bella moglie e il figlioletto. Un giorno però il mago Gallian decide di spodestare il re del regno, e nell'orda di caos e distruzione che porterà sulla terra, alcuni dei suoi mostruosi seguaci rapiranno la moglie di Fattore e ne uccideranno il figlio. Il contadino decide quindi di partire alla ricerca della propria vendetta, scoprendo un suo antico legame col re del regno...

Fare una storia di genere fantastico comporta delle notevoli facilitazioni, ma anche alcune cose che se non curate possono creare dei veri e propri disastri. Il genere fantastico comprende delle notevoli facilitazioni portate da un maggior uso della sospensione dell'incredulità, che riesce a far passare come credibili delle situazioni che altrimenti non lo sarebbero, ma bisogna stare comunque attenti a non esagerare perché da fantasiosi si passa per essere unicamente idioti. Quello che si ha fra le mani inoltre è un mondo che, in quanto tale, ha bisogno di una propria coerenza narrativa, storiografica, geografica e culturale, in modo che possa sembrare credibile e non una serie di stereotipi messi a casaccio - altrimenti il problema si può ovviare passando al genere favolistico. Tutte cose che qui mancano a favore di una spettacolarità insulsa e anche orribile a vedersi, perché qui non abbiamo a che fare solo con un pessimo mestierante, ma anche con degli sceneggiatori che non possono dirsi da meno. Il film è tratto dalla serie videoludica Dungeon siege, e da quello che era un gioco di ruolo hanno cercato di ricavarne una trama per un film di durata media. Abbiamo così uno sfacelo di situazioni insulse, personaggi inutili e avvenienti messi proprio alla cazzo di cane. Infatti il fattore protagonista sceglie quel nome perché 'un uomo èp ciò che sceglie di essere', peccato però che il mite contadino sappia maneggiare un boomerang (cioè, in pieno medioevo abbiamo il boomerang?) come un esperto cacciatore, e quando arriveranno i mostri e distruggergli la casa farà proprio delle esplicite mosse di wrestling per fronteggiarli... insomma, un contadino standard, direi. A questo punto poi vediamo la sua assente tristezza dinanzi alla morte del figlio, cosa che non verrà più citata per il resto del film, creando quindi un effetto straniante come pochi - che non mi pare fosse voluto. Altra cosa davvero fastidiosa poi è il vedere di come tutto sia stato messo in maniera insulsa e quasi casuale, come i mostri fango o gli elfi che combattono con le arti marziali, senza che sotto ci sia uno studio vero e proprio dei personaggi e delle ambientazioni, senza contare che poi dal nulla in quello che sembra un medioevo europeo salta fuori un nero. Veramente, una delle cose peggio fatte che mi sia capitate di vedere, e contribuisce all'effetto di schifo anche una fotografia indegna di questo nome e la capacità di Boll di rendere orribile ogni sequenza, anche la più semplice, tanto che pure le musiche sembrano montate a caso con Windows Movie Maker, senza contare una ridicola ripresa dall'alto di un esercito i cui comèponenti sono visibilmente fatti con le statuine di Warhammer. La risata quindi è involontaria, e tutto sembra fatto anche con le migliori intenzioni, peccato che l'unica cosa che sappia venirne fuori è una incrollabile e sempiterna noia, perché la risata quando è involontaria finisce per stufare. Boll conferma il suo status di regista più incapace del mondo, e viene da chiedersi dove cacchio abbia preso quei sessanta milioni di dollari per girare una simile sozzeria. Così come mi chiedo dove abbia trovato un cast così ricco e, manco a dirlo, così sprecato. Abbiamo Jason Statham, uno degli action hero più simpatici degli ultimi anni, che sembra un Peter Pan calvo. Ray Liotta è il mago cattivo più ridicolo che mi sia mai capitati di vedere in un film, mentre John Rys-Davies (il Gimli del Signore degli Anelli) fa una parte che non ho ancora capito bene quale sia. L'unica che si salva è la parte autoironica di Ron "Hellboy" Perlamn, mentre delle bellezze come Leelee Sobieski, Claire Forlani e Kristanna Loken sono sprecatissime. Stupisce però una leggenda come Burt Reynolds, che doveva avere delle bollette molto esose da pagare.

Sconsigliato in tutte le maniere anche come B-movie, poiché privo di quell'autoironia che avrebbe potuto permettere di prenderlo in altro modo. Sul ridere, per esempio, e non per il culo.


Voto: 

7 commenti:

  1. ne ho visto un pezzo ieri in tv mentre cenavo ed era veramente inguardabile...la scena in cui Jason Statham è catturato dalle donne nella foresta roba da morire dal ridere...lui chiede a lei di farlo scendere....cazzo ma sei Jason Statham, dalle una calcagnata in mezzo alla fronte e scendi senza chiedere nulla , no? vogliamo poi parlare del Burt Reynolds plastificato che compare?

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    1. E pensa io che l'ho guardato fino alla fine... Tu poi cenavi, come hai fatto a vedere il tutto senza vomitare?

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  2. Film orripilante, tra i peggiori di Boll, il quale cmq a mio avviso non è così pessimo come molti dicono, quando non si occupa di film tratti dai videogames, sforna anche qualcosa di interessante (Seed, Rampage e Stoic).

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    1. Purtroppo io ho avuto modo di conoscerlo solo per i film pessimi, che non mi hanno di certo invogliato ad approfondire la sua cinematografia.

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    2. beh allora recupera questi titoli: Stoic, Rampage e Seed ;-)

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  3. Io l'ho visto solo perchè c'era Leelee Sobieski, unico vero motivo per guardare una schifezza del genere...

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  4. Ma poraccia la Sobieski, da Kubrick ai film demmerda, che brutta fine cinematografica che ha fatto... Se continua così finirà per farsi beccare sbronza al volante, andare in rehab, rifarsi la bocca + botulino e andare alle udienze con un vestito griffato che il giorno dopo le sue fan/stalker avranno già comprato. Ah no, ma quella è la Lohan... :-p

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