venerdì 16 agosto 2013

Monsters university


Che le pellicole della Pixar siano fra quelle che preferisco (se non le mie preferite in assoluto) nel panorama occidentale, credo sia una cosa più che ovvia, leggendo fra le pagine di questo blog. Eppure ultimamente pure loro sembrano aver perso il lustro che li contraddistingueva, quei piccoli colpi di genio che sopraelevavano i loro prodotti. Basti pensare che recentemente il loro Ribelle - the brave si è fatto surclassare dal tenerissimo Ralph Spaccatutto di mamma.-matrona Disney, quindi c'era chi vociferava di un rapido quanto imminente tracollo. Fermo restando che io non sono uno di quelli che viene subito a conclusioni affrettate, ammetto che questi minimi cali mi sono pesati alquanto, quindi avevo molte aspettative su un film come questo. Anche perché riprendeva la coppia di mostri che ho sempre preferito, i protagonisti di quel piccolo capolavoro che da piccolo mi aveva esaltato e che adesso da semi-adulto riesce ancora a farmi sognare.

Siamo nel passato, le urla sono ancora un motore energetico e la Monsters inc continua indisturbata il suo lavoro. In questo scenario vediamo un piccolo Mike Wazowski in gita con la scuola proprio alla Monsters inc, e dopo aver visto in azione uno degli spaventatori decide che anche lui da grande farà quel lavoro. Così qualche anno dopo decide di iscriversi alla Monsters University, dove incontrerà James P. Sullivan. M ail loro primo incontro non sarà molto lieto...

Sono passati ben dodici anni da quel capolavoro di Monsters & co [porca troia, inizio a sentirmi vecchio!] e alcune cose sono cambiate. Una su tutte il progresso tecnologico, poiché questo film è realizzato in maniera decisamente molto efficace. Cere scene sembrano davvero riprese dal vivo, non sembrano appartenere a un cartone animato, e per quanto ad alcuni questa ostentata ricerca di realismo vada contro tutti i principi cardine dell'animazione, a me fa sempre il suo porco effetto. Da questo punto di vista la Pixar non è solo uno dei precursori di un modo di fare e intendere animazione, ma è proprio un fiore all'occhiello dell'intero sistema, forse i migliori a trappolare coi pc senza far risultare il prodotto finito come un qualcosa di freddo e senz'anima. Anche perché ce la facevano pure quando le tecnologie erano decisamente meno all'avanguardia di adesso, e nonostante l'effetto retrò che possono dare alcune visioni ai giorni nostri, la magia è sempre immutata. E' cambiato però anche il periodo in cui si fanno i propri lavori, però, e qui si devono fare almeno un paio di note estremamente gravose. Oramai le idee sono state sfruttate tutte, c'è poco da fare, quindi diciamo le cose come stanno. I film Pixar non hanno più l'originalità dei primi fantastici soggetti, e il fatto che ultimamente siano sempre dietro a fare il sequel dell'unica opera non ancora sottoposta a quest'operazione (se non il sequel del sequel) è la triste dimostrazione di questo mio pensiero. E' cambiato anche il tipo di pubblico, e forse quando dico che l'umanità sta andando verso un baratro non ho tutti i torti, perché il questo caso mi sembra che tutta la provocatorietà iniziale sia andata perdendosi a favore di una storia di amicizia e redenzione canonica come poche. Solo questi due aspetti sarebbero bastati a creare il tracollo definitivo di qualsiasi progetto, e invece... beh, mi tocca ammetterlo, il film decolla benone. Non c'è la genialità assoluta del precursore, ma siamo ancora lontani dall'imbarazzo di un Mucche alla riscossa. Il film sa riscattarsi in pieno anche perché, pur essendo scesi a molti compromessi, la Pixar fa quello che sa fare meglio: raccontare. E lo fa con passione e intelligenza, cosa fondamentale per ogni avventura narrativa nella quale ci si vuole imbarcare. La storia è ben studiata e, pur non esagerando ne in termini di spettacolarità che di colpi di scena, immette una storia gradevole e ben studiata che delinea in maniera precisa e divertente i caratteri di ogni personaggio, facendo man bassa di stereotipi ma rendendoli efficaci. Ci sono le dovute citazioni dal film cardine, ma soprattutto le battute fanno ridere e certe scene sono realizzate con un senso della regia davvero estremo e ben dettagliato. Seriamente, alcuni passaggi (specie quelli che fanno vedere l'entrata in scena dei mostri quando devono spaventare i bambini) sono molto più spaventose della stragrande maggioranza degli horror che ho visto di recente, cosa non da poco per quello che dovrebbe essere semplicemente un 'semplice prequel'. Un'ottima prova quindi per il regista Dan Scanlon, anche autore della sceneggiatura insieme ai colleghi Daniel Gerosn e Robert L. Baird, anche se la presenza di tre sceneggiatori mi fa storcere il naso circa alcune facilonerie presenti nella parte centrale e nel finale. Comunque nulla di mai eccessivo, anzi, l'unica nota stonata è la presenza della premiata ditta Biggio & Mandelli nel cast vocale italiano - si, proprio i due coglionazzi de I soliti idioti.

Il film quindi si fa guardare che è un piacere, e se come me lo avete visto insieme alla morosa lo adorerete. La prova che la morte artistica della Pixar è, fortunatamente, ancora molto lontana.


Voto: ★½

8 commenti:

  1. La Pixar non morirá molto presto, ma hai visto che uscirá Planes?! D:
    Sí stanno finendo le idee, comunque niente male come film, si fa guardare e mi ha fatto ritrovare i miei beniamini, che ho conosciuto durante l'infanzia. Al primo posto il grande Up e al secondo sempre i miei cari mostri!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. "Up" non si tocca, credo che sia uno dei migliori film [ho detto film, non cartoni] che io abbia mai visto

      Elimina
    2. I primi minuti di Up con la storia d'amore da Carl e Ellie valgono più di tutto il Giulietta e Romeo di Zeffirelli! Quello sì che è un bel film che non cerca di imbambolarti solo col 3D.

      Elimina
  2. Io l'ho trovato molto mediocre. L'ho visto insieme a dei bambini e anche loro si sono resi conto della mancanza di sostanza. Purtroppo è un periodo di transizione tecnologica. Si cerca di approfondire l'utilizzo del mezzo ( il 3D) mettendo in secondo piano la qualità della trama. Sono periodi che si sono visti in letteratura, pittura, con esercizi di stile senza fine. E nel cinema anche. Questi ultimi film in 3D sono solo esercizi di stile allo scopo di migliorare la padronanza del mezzo. Unito alla necessità di fare soldi facili, perché è ancora un metodo costosissimo.
    Il primo Monsters & co. è un capolavoro di sceneggiatura.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Per me ci stai andando troppo di cattiveria. Certo, il primo è un fottutissimo capolavoro e questo non regge minimamente il confronto. Però, nonostante non se ne sentisse il bisogno unito al fatto che gli autori hanno avuto le mani legate, hanno fatto un buon lavoro. Anzi, è ben lontano dalle classiche morali consolanti, se pensiamo che si volge tutto sul fallimento del desiderio di Mike.
      Della serie: puoi avere dei sogni, ma puoi anche fallire nel raggiungerli.

      Elimina
    2. Sì quella in effetti è l'unica novità riguardo gli idilli cinematografici. Però è una finta, alla fine ce la fanno lo stesso, hanno solo adattato il finale alla società di oggi. Certo non possiamo pretendere troppo realismo, altrimenti i pargoli si deprimono. Anche io sono cresciuta a Disney, con tutti quello che mi è costato dopo! Ma ci si sta perdendo per mero denaro, e questo è un peccato. Una volta uscivano decine di film bellissimi fatti con pochi soldi, adesso spendono miliardi per prodotti di 2-3-5 anni, e magari poi sono delle ciofeche... un pò di delusione ci sta.

      Elimina
  3. Mah, sarà bello e tutto quello che vuoi, è la Pixar e non puoi volergli male, ma è ora di tirare fuori il nuovo "up"

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Più che il nuovo 'Up' è meglio che ritornino osare come un tempo. Questo è bello ma ha tutti i limiti di un (pre)quel

      Elimina

Ragazzi, mi raccomando, ricordiamoci le buone maniere. E se offendete, fatelo con educazione U.U