martedì 27 agosto 2013

Open grave


Anche nella vita di una persona super impegnata come il sottoscritto capita qualche serata magra. Non tutte le sere Scarlett Johansson ti invita ai suoi festini, e non tutte le sere sei invitato da qualche rete big per presentare il tuo nuovo successo editoriale... no, la verità è che sono un inguaribile pantofolaio e che, con la scusa che la palestra ad agosto chiude, mi passa anche la voglia di uscire. E avendo la ragazza che abita piuttosto lontano non ho manco quella scusa. Ci sono quindi serate di stanca dove proprio non si ha la benché minima idea di che cazzo fare, e siccome si è stati in giro tutto il giorno per consegnare il modello dell'Unico al Caf Acli e a cambiare compagnia di assicurazione, manco se avessi avuto uno stuolo di top model appena maggiorenni che sbraitavano in topless per farmi una serata con loro, non sarei uscito. Beh, in quel caso forse sì, ma sapete, sono un tipo fedele... Comunque ogni tanto una serata film in solitaria ci sta, specie se puoi vedere tal Open grave, quel film il cui trailer che hai visto sul televisore alla stazione dei treni ti ispirava non poco...

Un uomo si sveglia in mezzo a uno stuolo di cadaveri. Non ricorda nulla, né il proprio nome né che ci fa lì. Qualcuno lo aiuta ad uscire dalla fossa in cui si trova, e riesce a raggiungere una casa in mezzo a un bosco. Lì trova altre persone nella sua stessa situazione, mentre all'esterno strani uomini regrediti allo stadio animale sembrano volerli attaccare. Ma a poco a poco la memoria riaffiora, e...

Mi aveva davvero fatto sperare bene questo film, proprio perché ha un inizio davvero potente e ben calibrato. Un uomo smemorato che si risveglia in mezzo a un oceano di cadaveri, beh... sarà per quella fotografia così bella, sarà per quella ripresa dall'alto rivelatrice, ma io ci avevo ben sperato in questo film. Fino all'ultimo, fino a quando la puzza di cazzatona era palese come l'odore di cacca in una stalla. Purtroppo questo film ha un inizio a dir poco stupendo, in grado di ammaliare lo spettatore, e un plot di base forse scontato ma dal quale era possibile cavarne fuori qualcosa che potesse almeno aggiudicarsi le tre stellette, però ha un pessimo sviluppo. O almeno, una serie di scelte infelici che vanno proprio in ordine crescente, fino a quella finale che rende vano il tutto. Io ovviamente non potevo stare fermo e limitarmi a un bello o brutto, no, ho dovuto fare una serie di pensieri inerenti al narrare e alle sue mille forme, che guarda caso vi elencherò qui in tutto il loro mancato splendore. Innanzitutto però voglio iniziare con i pregi, che purtroppo sono pochi. Il film ha un'ottima fotografia che riesce a compensare quello che manca al regista, insieme a una trama che, come già detto, anche se visto molte altre volte poteva riservare ben più di una sorpresa. Il far ritrovare dei personaggi smemorati è croce e delizia di un film, perché se da una parte possono permettere all'autore di scatenarsi, dall'altra questo deve avere le palle sufficientemente quadrate per approfittare di questo iter narrativo. Perché se si inizia una storia con un totale mistero, devi fare in modo di stupire lo spettatore, che sicuramente sarà andato a pensare all'inimmaginabile. La colpa maggiore è di fare a stessa cosa che per me è successa con The hangover, ovvero di immaginarsi addirittura delle invasioni aliene, quando invece tutto si risolve molto banalmente. Ed è proprio quello che succede qui, accentuato però dal fatto che un clima così serioso ed un inizio così d'effetto influiscono negativamente sul tutto. Le psicologie dei personaggi sono appena abbozzate, e le cose non avvengono in funzione a una linearità della trama, accadono semplicemente perché devono accadere. Non c'è un vero sviluppo, c'è solo una progressiva e lenta (lentissima) concatenazione di aventi che accadono per pure botte di culo che alla fine risolvono un mistero che già da metà film si inizia a intuire. E quando il film lo palesa cade profondamente nel ridicolo. Insieme a tutto questo abbiamo anche un paio di scene senza il minimo senso (perché i morti spaventano i 'selvaggi', non lo spiegano?) e dei cambi di psicologia dei personaggi davvero improvvisi e senza il benché minimo filo logico. Si conclude il tutto con un'altra immagine bella potente come quella iniziale, ma viene totalmente svilita, riuscendo a risultare addirittura ridicola, per tutto ciò che si è visto prima. Senza fare spoiler particolarmente gravosi (o che non possiate capire già di vostro pugno dopo un'ora di visione) è un malriuscito zombi movie che evita la parte degli infetti cercando di dare un messaggio sul senso e il valore dei ricordi, diventando per la malriuscita fruizione del tutto ancora più insulso. Purtroppo il regista Gonzalo Lopez-Gallego non è Cristopher Nolan (anche se il massiccio uso della steadycam in certe parti fa la sua porchissima figura), i fratelli Borey non sono Jonathan Nolan e questo Open grave non è Memento. Quello della memoria è una tematica in grado di affascinare da che l'uomo ha memoria [battuta!] ma solo in pochi possiedono i giusti neuroni per parlare del degradamento degli stessi.

Se per voi i film sono quelle cose da vedere mentre si fa altro magari può anche soddisfarvi. Se però dopo un antefatto simile volete che il film sia un crescendo, beh...


Voto: 

16 commenti:

  1. uhm, non concordo, sono andato a vederlo ieri e mi è piaciuto assai, la storia è imprevedibile e con diverse svolte inaspettate, la prima parte è fatta in un modo e la seconda cambia radicalmente.
    La scena finale poi, quel campo lungo è veramente d'effetto, regia notevole e attori in parte,
    Per me promosso

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    1. Ti dirò, io stavo lottando per non far calare la palpebra

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    2. boh non so che dirti a me ha preso parecchio

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    3. Dobbiamo necessariamente risolverla a pugni!

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    4. Allora ti tocca picchiare anche me perché concordo in toto con Myers :P

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  2. BEH io (come puoi vedere dal mio nick) la risolvo col coltellaccio da cucina XD ;-)

    Grande Babol, sto film merita assai, ora del regista voglio recuperare Apollo 18

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    1. Apollo 18, con tutti i suoi difetti, non era male come mocku... conta però che a me già solo l'ambientazione spaziale mette ansia!

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  3. Beh, la recensione è perfetta, mi sa che stavolta mi fai ricredere te...
    Però secondo me se lo vedevi al cinema le due stellette e mezzo se le prendeva...

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    1. Bene, allora è vero che la vita è un cerchio!
      Purtroppo l'ho streamingzato, ultimamente le finanze me le tengo buone...

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  4. L'avevo in programma, poi l'ho bypassato per vedere l'ultimo di James Wan. A quanto pare ho fatto bene :D

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    1. Ti dirò, quello di Wan proprio non mi ispira XD ma tutto sommato un'occhiatella tranquilla ci sta

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  5. Prima o poi lo guarderò, mi incuriosisce. Al massimo sarà l'ennesimo horror deficiente a cui, a quanto pare, ultimamente sono abbonata.

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    1. Per gli horror non è una decade felicissima, purtroppo, anche se quest'anno 3 titoli buoni ci sono stati

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    2. per me invece di horror belli ne sono usciti eccome.
      E' che buona parte del pubblico è incontentabile e critica sempre ogni singola cosa

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  6. Praticamente concordo con te su quasi tutto. Forse la regia di Lòpez-Gallego mi è piaciuta un po' più di rispetto a te. Comunque l'idea di strutturare il racconto in questo modo era interessante, ma non si riesce a gestirlo. Delusione.

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    1. Vero. E dire che fino a metà mi aveva davvero intrigato.

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Ragazzi, mi raccomando, ricordiamoci le buone maniere. E se offendete, fatelo con educazione U.U