venerdì 2 agosto 2013

Pirati dei Caraibi: la maledizione del forziere fantasma


Era solo questione di tempo, ma prima o poi sarebbe successo. Dopo il successo di incassi (ma soprattutto, di critica) de La maledizione della prima luna, che ho avuto modo di recensire per il 'Johnny Depp Day', un seguito era d'obbligo. Anche perché un simile finale lasciava l'opzione di uno o più sequel aperta quanto le gambe di Cicciolina su uno dei passati set - scusate la volgarità, ma oggi sono stanco. Ecco quindi che i due sceneggiatori si sono spremuti le meningi per creare una nuova avventura che coinvolgesse di nuovo i due amanti atipici-ma-alla-fine-non-così-tanto e l'amatissimo capitano di (s)ventura Jack Sparrow. Replicare la formula di ironia, orrore e divertimento della precedente pellicola non era facile, ma comunque possiamo godere al momento di un risultato tutto sommato soddisfacente che ci ripropongono i vecchi personaggi in una nuova veste che non farà storcere il naso ai sacerdoti del culto. A mio parere questa è anche il definitivo termine della carriera artistica di Johnny Depp che, trovato successo con questo personaggio, si ridurrà fino ad oggi a fare quello che sa fare meglio: Johnny Depp. Ma bando alle ciance, e leviamo l'ancora!

Jack Sparrow è di nuovo nei guai. A causa di un vecchio contratto stipulato nientemeno che con Davy Jones, capitano dell'Olandese Volante, un vascello che affonda le navi e porta nelle profondità del mare le anime della ciurma di turno. Ma anche per Elizabeth e Will, in procinto di sposarsi, le cose non vanno meglio, e la sorte li riporterà a unirsi con il corsaro per una serie di mirabolanti avventure.

Qualcosa è cambiato, nonostante il cast e la componente tecnica sia quasi immutata. Certo, ora Hans Zimmer è autore totale delle musiche, e si sente, perché se già nel primo erano davvero convincenti, adesso la colonna sonora può dirsi magistrale. E nonostante ultimamente il mio compositore preferito sia ingrippato in una serie di tonalità timbriche di stampo epico, qui ha modo di sviluppare appieno tutta la sua genialità e versatilità. E nelle scene d'azione, ve lo assicuro, la music giusta aiuta molto. La regia di Gore Verbisnsky poi ha acquisito molta esperienza e, forte di un budget davvero ingente, può permettersi delle evoluzioni di stile davvero sensazionali. La telecamera fa delle vere e proprie piroette, ma non si limita solo a concedersi degli inutili manierismi, riesce anche a caratterizzare certi passaggi con dei tocchi d'atmosfera di gran classe - uno su tutti, quando Davy Jones compare davanti a Will Turner, il cui passo e segnato dal dischiudersi dei coralli che avvinghiano la sua nave. Tutti dei benefici che danno un tocco in più a questa pellicola, rendendolo un giocattolone di gran classe come ce ne sono pochi. Complici anche degli effetti speciali davvero ben fatti, il film dimostra anche un apparato visivo che molti prodotti moderni si sognano, soprattutto per quanto concerne il design delle creature e delle ambientazioni. Sembra tutto perfetto fino a qui, ma cos'è che non ingrana troppo? Purtroppo la sceneggiatura. E l'ho detto più di una volta che una regia portentosa può salvare film destinati ad essere ignorati (vediamo Drive o Sucker Punch), ma la cosa va vista solo se la trama è lineare e senza troppe pretese. Quando invece si ha l'intenzione di fare quella che dovrebbe essere una storia articolata e di un certo rilievo, la musica allora è un'altra, in quel caso pure gli sceneggiatori devono sbattersi non poco per far valere il gioco che hanno iniziato, altrimenti si ha un senso di ridicolo davvero fuorviante (qualcuno ha nominato Biancaneve e il cacciatore?). Elliot e Rossio qui hanno giocato a fare i grandi, e la semplicità autoironica del precedente esperimento è andava vagamente a farsi benedire. La trama di per sé non è male, e prende diversi punti salienti di quella che è la tipica mitologia marinaresca, ma purtroppo esagera con l'elemento fantasy precedentemente così dosato e messo da parte a favore di un sentito omaggio verso quelle che erano le storie d'avventura più classiche. Mostri ed effetti speciali la fanno da padrone in maniera quasi snervante, a tratti quasi casualmente e, pur affidandosi a degli elementi molto affascinanti, una durata eccessiva e certe cadute di ritmo si fanno sentire. Forse è complice anche il mancato senso di novità che poteva esserci in origine, ma pure le entrate di Sparrow cominciano ad annoiare proseguendo il cammino. Si ha quindi la sensazione di un qualcosa di fin troppo esagerato che forse sarebbe stato meglio dosare, anche perché le lunghe sequenze di battaglia sembrano inutilmente allungate con dei barocchismi non necessari e destinati solo a far superare a questo film le due ore di durata. Si finisce la visione così con la testa che rimbomba per le troppe cose viste, sentite e ammirate, e per quanto certe sequenze siano davvero meritevoli nel loro ambito, a lungo andare si dimostrano unicamente gratuite, una mera fruizione di esercizio di stile dove precedentemente c'era solo entusiasmo narrativo e raffinata inventiva. Il trio protagonista così si divide in un Johnny Depp in procinto di diventare la lenta caricatura di sé stesso, ad un Orlando Bloom moscio come non mai - scusate, ma come attore proprio lo odio. Keira Knightley poi... beh... dannazione, quando c'è lei io ho la salivazione che aumenta come quella di un pastore del Bernese. L'unica cosa che continuo a non spiegarmi però è il perché del titolo italiano, quando quello originale, Dead man chest, si rifaceva a una simpatica canzone in origine omaggiata anche da Robert Louis Stevenson.

Tutto sommato alla fine la visione rimane godibilissima, e il film sa intrattenere con intelligenza. Peccato però che a lungo andare lo si ricorderà unicamente come 'il film delle cose che rotolano'.


Voto: 

7 commenti:

  1. Ma Orlando Bloom che fine ha fatto? Non che sia preoccupato perché come attore è un cane tremendo, ma è da un bel po' che non ne sento parlare, da quando era in voga tra le ragazzine in balia degli ormoni.
    Poi un giorno mi spiegherai dove trovi bella la lastra della mia colonna vertebrale (Keira).

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    1. Ha fatto qualche particina qua e là, ma è da molto che non si fa vedere in ruoli di rilievo - per fortuna.
      Tu piuttosto spiegami come fai a non farti incantare da quegli occhietti da cerbiatta XP

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    2. Preferisco gli occhioni "da cerbiatta" di Anne Hathaway *.*

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  2. Jack Sparrow è l'unico che tiene a galla questa saga a parer mio!

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  3. Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

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  4. troppo buono, tanti elogi che non si merita. La Knightley poi è terribilmente esagerata, confrontandola con la sua performance del primo film.

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    1. Io l'ho sempre trovato estremamente godibile, poi a livello registico ha delle piccole chicche.
      E non toccarmi Keira, lei può tutto u.u

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Ragazzi, mi raccomando, ricordiamoci le buone maniere. E se offendete, fatelo con educazione U.U