domenica 15 settembre 2013

Percy Jackson e gli dei dell'Olimpo: il ladro di fulmini


Il fantasy è un genere [letterario più che cinematografico] che adoro particolarmente. Passando dai vari Terry Brooks fino a Michael Morkoock, posso dire di aver letto moltissime saghe - o seghe, come dicono alcuni. Purtroppo però andando avanti la passione è andata scemando, un po' perché il mio essere onnivoro non mi impone stare troppo tempo sullo stesso genere, un po' perché cominciavo a vedere una certa fastidiosa somiglianza che proprio non riuscivo a sopportare. Col cinema purtroppo è anche peggio, perché se le saghe fantasy letterarie sono destinate a un pubblico di nicchia (o a quei pochi esseri che sanno leggere) quelle cinematografiche devo rivolgersi al più ampio numero di persone possibile... e si sa quanto le persone sanno essere stupide. Si sa come le persone ritengano il fantasy un qualcosa da bambini (con Game of thrones forse no, ora) e quindi il cinema è andato verso questo pensiero, regalando all'audience alcune delle pellicola più stupide che io abbia mai visto. Fino a questo Percy Jackson, nuovo eroe della letteratura fantastica moderna che debutta al cinema con questa pellicola.

Percy Jackson è un ragazzo dislessico che vive con la madre e trova la propria pace solo quando è in acqua. Scoprirà di essere il figliastro del dio greco Poseidone, riunendosi quindi a tutti gli altri semidei - figli ottenuti da un dio e una donna mortale. E quando un misterioso ladro ruberà le folgori di Giove, avrà modo di dimostrare quel che vale.

I libri di Rick Riordan non li ho mai letti perché, già al tempo dell'uscita di questo film, l'età per gli young adult l'avevo passata da un pochetto. Ma a una prima visione devo ammettere che in sé, nel suo non dire nulla di nuovo ed essere banalissima, l'idea di partenza non è male. Specie in periodi come questi dove la mitologia greca è stata dimenticata a favore dei più rodati miti norreni - che piacciono molterrimo anche a me, ma ho iniziato ad appassionarmi di leggende grazie ai greci. Quindi potrebbe essere venuta fuori anche una pellicola fanciullescamente godibile ma, purtroppo, ci sono diverse analogie alle quali non ho potute fare a meno di esimermi dall'osservarle. Il protagonista è un bambino sfortunato che scopre di avere dei poteri che non sapeva di avere, questo ragazzino viene invitato ad andare in un mondo parallelo al nostro dove crescere con quelli come lui, questo ragazzino ha modo di risolvere il casino di turno muovendosi nel proprio mondo magico, e si muove nel suddetto grazie a due amici, un ragazzo e una ragazza... ok, avete pensato anche voi a un certo maghetto quattrocchi ricchione? Avete fatto bene, perché oltre alla formazione di gruppo totalmente uguale a quello della Rowling, il regista è pure lo stesso. Chris Columbus infatti ha firmato la regia per le prime due pellicola, ovvero La Pietra Filosofale e La Camera dei Segreti. Si vede che a girovagare per mondi magici si era trovato abbastanza bene, ed ecco che ha deciso di ripiegare su un'opera similare sia nelle intenzioni che negli aspetti. Ci sono diverse idee carine, ma purtroppo striminzite in una sceneggiatura troppo frettolosa che, pur non prendendosi troppo sul serio, non riesce a divertire nonostante la scanzonatura di base. La regia di Columbus non sembra essere a proprio agio in questo prodotto clone, e non riesce a dare la medesima sospensione dell'incredulità avvenuta con le prime pellicole del maghetto inglese, complice forse anche una trama e un'atmosfera generale decisamente più interessanti e inclini ai fini narrativi del tutto. Scelta leggermente infelice infelice invece sembra quella di mettere gli dei greci nell'era moderna, creando dei momenti di puro trash che non sono riuscito a giustificare manco pensando che sto guardando un filmetto. Una Medusa che gestisce un negozio di statue e che viene sconfitta mediante l'uso di un iPhone (sì, con la marca in bella vista) e una discoteca che distribuisce dolci conditi col Loto sono state alcune delle trovate più demenziali che mi sia mia capitato. Se non altro Ade che fa la rockstar e che ha l'entrata del suo regno sotto l'insegna di Hollywood è già più originale e questo fondere mitologia con un'America moderna poteva dare un certo interesse all'opera che operò non viene sfruttato. Non mi aspettavo di certo che si eguagliasse American Gods di Neil Gaiman, libro di tutt'altra levatura, ma che almeno divertisse con credibilità. Invece nonostante tutto il film suona fasullo, le scene d'azione non coinvolgono ed i personaggi non sono spinti da motivazioni credibili. Percy s'è perso da solo [ah ah ah!] perché cerca di inseguire un modello già rodato senza metterci nulla di proprio. Se non altro il protagonista Logan Lerman si è tirato fuori col delizioso Noi siamo infinito, e i comprimari sono di vero rilievo. Poseidone è interpretato da Sean Bean, il Boromir de La Compagnia dell'Anello, e il saggio Chirone il centauro ha il volto di James Bond Pierce Brosnam. Notevoli anche le parti femminili, che vedono la tarantiniama musa Uma Thruman dare le proprie fattezze a Medusa e la procace Rosario Dawson nella parte della moglie di Ade. Peccato per le musiche ancora più anonime della somma delle parti, che se da una parte godono della presenza di Highway to Hell dall'altra sogno marchiate dall'irritantissima presenza di Pocker face.

Poco da salvare, e infatti si dice che al botteghino sia stato un mezzo flop. Nonostante tutto però è stato fatto anche un seguito, Il mare dei mostri. Vedremo cosa ne uscirà fuori.


Voto: 

12 commenti:

  1. Non credo che guarderei mai uno di sti filmacci però la presenza della DEA Alexandra Daddario mi intriga assai :-P

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    1. Non ci avevo mai fatto caso ma, cercandola su internet, devo dire che la ragazza si è 'evoluta' XD

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    2. ah in Non aprite quella porta 3D è veramente qualcosa di sublime

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  2. Dopo aver visto il primo, mi salterò tranquillamente i due seguiti..

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  3. il primo non mi era piaciuto, non vedo perchè dovrebbe piacermi questo secondo...Deciso ! lo evito a meno che non me lo chiedano i bradipini!

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  4. Visto nel viaggio di andata in America... Terrificante... E dire che Columbus ci sa(peva) fare con la roba fantasy per bambini... Protagonisti troppo grandi?

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  5. Alcuni elementi avevano potenziale. Avrebbe potuto essere una cosa molto bella, alla Harry Potter, ma non l'hanno saputa sfruttare. Eppure la mitologia antica regala parecchi personaggi complessi e ben strutturati, con delle storie intriganti. Quando hanno fatto Pollon li hanno usati in modo comico e ne è uscito un prodotto delizioso :D non sarebbe male usarli sul serio, ora. Le sceneggiature sono pronte da millenni, che aspettano? Perché si sono fermati a Troy?
    Ho visto anche il secondo, e non è meglio. Peccato davvero perché le potenzialità ci sono, c'erano.

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    1. Su "Troy" non mi esprimo, potrei diventare volgare...
      Il secondo dovrò decidermi a vederlo in qualche modo, devo solo trovare la voglia...

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    2. Beh frena, non ho detto che Troy è bello, eh! XD

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Ragazzi, mi raccomando, ricordiamoci le buone maniere. E se offendete, fatelo con educazione U.U