domenica 1 settembre 2013

Evangelion 1.0: you are (not) alone


Per dire cosa abbia significato per me una serie come Neon Genesis Evangelion credo che dovrei fare un primo paragrafo che in lunghezza superi tutti i post di questo insulso blog. La serie anime più complessa e deprimente della storia [ma diciamo che serial experiments lain gli tiene testa] mi aveva saputo shockare, entusiasmare, estasiare e mettere in dubbio come nessun altra, facendomi capire che pure nel campo dell'animazione nessun confine era proibitivo. E per quanto penso che in pochissimi ne abbiano compreso il vero senso (tutto il fanbase che ne sta alle radici lo dimostra appieno) non posso che rendermi ipocritamente entusiasta di fronte a tutta la cagnara che si sta facendo circa questo reboot animato che prevede una tetralogia di quattro film che fanno andare la storia come realmente l'autore Hideaki Anno avrebbe voluto, senza quei fastidiosi tagli di budget o le imposizioni della produzione per quel film che racchiudeva i due episodi finali. Partiamo quindi con questo prima capitolo, You are (not) alone, titolo emblematico per un'operazione coraggiosa ma purtroppo non perfetta.

Si prende in considerazione quello che era il vero e proprio inizio della serie. Shinji Hikari arriva al cospetto del padre, ma si trova nel bel mezzo dell'attacco di un Angelo. Ci pensa la sua tutrice a salvarlo, ed a illustrargli quali saranno i suoi compiti di Save Children. Ma le cose non vanno tutte rose e fiori, e per Shinji quello sarà un vero e proprio percorso di maturazione...

Appena avevo visto le prime immagini non mi sembrava vero. Rivedere le immagini, uguali identiche, di quel fantomatico primo episodio visto durante una delle (malgestite) repliche di MTV, mi aveva fatto scendere una lacrimuccia. La parte di fanboy che in parte odio dentro di me stava facendo i salti di gioia, nel vedere riepilogare delle sequenze che hanno fatto la storia, sia quella universale che quella mia personale. Quindi penso capirete come mai parlo con così tanto entusiasmo di un prodotto simile ed esorto tutti a guardarlo, perché un'opera come la serie dalla quale quest'anime è stato tratto può solo arricchire una persona. Adesso però aspetto che tutti mi facciano notare che ho parlato fino ad ora della serie originale, e per nulla di questo film. Va annotato quindi che questo film è il primo tassello di una quadrilogia, intitolata Rebuild of Evangelion, attua ad offrire una nuova versione del capolavoro dell'animazione nipponica. Il tutto su estremo volere dell'autore Hideaki Anno, uno che potrebbe comodamente vivere di rendita dopo questa fatica e che invece, non contento che gli altri portino ignominiosamente avanti la sua opera con degli orridi shojo manga, decide che le piscine nelle ville non sono mai abbastanza e si rimette in gioco con un qualcosa che ancora prima dell'ufficializzazione del progetto era già atteso da milioni di fan, non necessariamente con gli occhi a mandorla. Che il buon Anno abbia abbandonato gli intenti più artistici per darsi a quelli più commerciali? Non mi esprimo, anche perché potrei trovarmi di fronte l'otaku di stamminkia che viene a dirmi che questo era un nuovo tentativo di sperimentalismo. Da qui aggiungo però che per me l'intento commerciale, se porta a un buon prodotto, può anche starci e non è un male a prescindere - e da qui considero l'argomento chiuso. Che dire quindi di questo film? Come già detto la parte di fanboy stava esultando come una scimmia in calore, poi è venuto tristemente quella del cinefilo. Va bene che il tutto è tratto da una propria opera trasferita però su un media similare ma totalmente differente, ma l'esatta ripresa di certe situazioni mi ha davvero infastidito. Il vedere le sequenze iniziali esattamente uguali a quelle dell'anime mi è sembrato un estremo spreco di risorse, oltre che un lieve handicap che ha reso la visione più noiosa e prevedibile. Certo, la pellicola è diretta bene ed ha ritmo, ma tutte queste reminiscenze mi sono sembrate il contentino per i nerd/otaku che a una prima visione dovevano promuovere la pellicola in modo che si facesse anche la seconda - che però a mio parare si sarebbe fatta comunque, visto il fanbase. Per chi non ha visto la serie comunque il film si mantiene su binari piuttosto alti, con un ritmo che non cala mai e delle situazioni che, nonostante le ingenuità tipiche del genere mecha, si reggono sulle proprie zampe, fino a un finale che preannuncia la diversa piega degli eventi che il tutto prenderà. Il tutto quindi si offre come un preliminare per tutto il percorso di crescita che Shinji dovrà compiere, quindi un qualcosa che riguardava circa le prime diciassette puntate, quelle prima del delirio trasmetacinematografico che sarebbe seguito. La cosa si fa notare per un eccessiva fretta nel liquidare certi passaggi non fondamentali, ma alla fine non si ha nulla di particolarmente fastidioso. Buona regia e buone interazioni fra i personaggi, che rispondono alle vecchie sfaccettature, mantenute bene anche in questo trasferimento sul media cinematografico. Soprattutto si nota che se una buona idea basta a creare una buona opera, alle volte i soldi possono dare una mano aggiuntiva al lavoro. A questo giro le animazioni sono eccelse - come se prima non lo fossero state - ma un po' di soldi in più e l'ausilio della CG rendono certe scene ancora più suggestiva di quelle di una decade prima.

Un primo step quindi ben riuscito e in linea con quella che è stata la storia più amata dai giapponesi e dai nippofili in generale - o con la sua prima parte, che era quella che mi interessava meno. Ora c'è solo da sperare che proseguendo non decada troppo.


Voto: ★½

2 commenti:

  1. Ovviamente la serie non è raggiungibile da qualsiasi reboot, però apprezzai anche io come apprezzai il secondo. Il terzo non l'ho ancora visto.

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    1. Il secondo a mio parere ha un lieve calo. Se tutto va bene però a breve vado a vedere il terzo in anteprima con tanto di maratona *.*

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Ragazzi, mi raccomando, ricordiamoci le buone maniere. E se offendete, fatelo con educazione U.U