lunedì 2 settembre 2013

Evangelion 2.0: you can (not) advance


La voglia di fare non è mai abbastanza, quindi il buon Hideaki Anno persiste nel suo intento di portare su nuovi lidi la celeberrima saga di Neon Genesis Evangelion che una decade fa lo portò al successo interplanetario, permettendogli da quel momento di vivere unicamente di rendita. Poi vabbeh, io insisto nel dire che il buon autorone giapponese voleva comprarsi un'altra villa con la piscina, ma faccio tacere la mia malelingua. Fatto sta che dopo che You are (not) alone ha convinto quasi mezzo mondo e tre quarti, si inizia finalmente a fare sul serio, mostrando il primo vero e proprio stravolgimento della trama che dovrebbe portare al succo di questa particolare operazione chiamata Rebuild of Evangelion. Un qualcosa di rischioso che, vuoi per smania di strafare o per mancanza di effettiva voglia di rimettersi su un progetto che già fece penare moltissimo in passato, ecco che i fan hanno iniziato a divodersi. Alcuni per motivi futili e insulsi da fanboy, altri per motivazioni vere e proprie. Tutte parole al vento però, che andremo ad analizzare nel terzo paragrafo della recensione.

Le imprese di Shinji Hikari alla NERV continuano e, fra un Angelo sconfitto e l'altro, la psiche del ragazzo ne viene sempre più provata. Aumenta anche il suo grado di frustrazione sessuale per via delle avvenenti compagne, e intanto il mondo dimostra segni di squilibrio, sia dentto che fuori lo 01 - con tanto di manipolazioni interne alla NERV stessa. Cosa succederà al ragazzo e ai suoi amici? E cos'è quella cosa che scende dal cielo a gran velocità?

Tutto quello che sembrava shockare i fan a me aveva entusiasmato. I fatti chi mi segue ben sa che io, a differenza del nerd medio, amo quando un qualcosa differisce dall'opera originale dal quale è tratto, a patto che sia comunque un prodotto ben realizzato. E questo dovrebbe stare alla base di ogni reboot degno di questo nome, perché se voglio godere di un qualcosa allora me ne sto a guardare la bellissima serie originale - si, anche con la sua animazione ormai retrò, che comunque mi fa respirare l'aria di quei tempi. Qui finalmente, come già detto nel primo paragrafetto introduttivo, si entra nel vivo della vicenda e si mostrano i primi sentitissimi cambiamenti rispetto  quella che era la trama originaria. Cambiamenti che però, nonostante tutto, mantengono dei flebili attaccamenti con gli avvenimenti originali. Ma andiamo con ordine... A questo giro tutto si fa più estremizzato e, anche dei passaggi che nel primo capitolo potevano essere intesi come lenti o meno incisivi di altri, qui vengono annullati a favore di un qualcosa che dovrebbe scuotere per tutta la propria durata. Ogni situazione mette lo spettatore davanti a un dilemma psicologico o a un investimento di sentimenti davvero difficile da gestire, cosa che se nei primi minuti attiva la memoria e rende partecipi a ciò che si dovrà vedere, a lungo andare finisce per stremare a causa di un'assuefazione davvero difficile da gestire. Una mente umana [la mia, soprattutto] può gestire un numero limitato di situazioni e stati emotivi, e qui invece chiedono un cervello attivo al cento per cento per ogni secondo di durata. E se per certi versi è quello che dovrebbe fare ogni prodotto intelligente degno di questa nomea, chi conosce ciò di cui è capace Hideaki Anno potrà solo darmi ragione dinanzi a questo mio essere perplesso - quanta gente si è stupita di come ha gestito una commedia romantica quali Le situazioni di lui & lei? Il film quindi si incentra in maniera ancora più marcata sul povero Shinji e sulla vita all'interno della NERV, illustrando uno stress psicologico dettato da un padre assente e dispotico e sulla sua naturale inclinazione a sentirsi fuori luogo in ogni posto. Il personaggio quindi persiste nel suo atteggiamento a tratti odioso [ma in grado di renderlo molto umano] portandolo agli estremi livelli, specie quando si troverà all'interno dell'Eva 01. A questo girò però c'è anche una matrice sessuale non da poco, specie per i personaggi femminili, nuovi e vecchi, che aumentano in senso di frustrazione e straniamento del piccolo protagonista. E sono proprio questi a risentire parecchio della cosa, poiché vengono trattati come macchiette a puro benefico dell'ecchi momenti, come la misteriosa pilota rossa ed occhialuta (che spezza sempre il ritmo costante della pellicola con delle comparsate che rivelano poco o nulla circa la sua funzione) sulla quale la telecamera indugia quasi quanto faceva Nolan col culo di Catwoman sul batpod. Vera perla all'occhiello però sono le battaglia, stupendamente animate e sempre ad altissimo tasso di coinvolgimento, come la famigerata scena del dummy system. Raramente una scena ha saputo disturbarmi tanto (guardate qui per capire) e lì il film dimostra le sue vere e proprie potenzialità. A questo poi aggiungiamo due Angeli inediti e dal design originale e animato alla perfezione, ed il gioco è fatto. Nonostante una confusionaria gestione di base e certe scelte non ben chiarissime (ma un finale dopo i titoli di coda che compensa ogni cosa), lo spettacolo regge con emotività, una buona regia e delle animazioni stratosferiche.

Adesso non resta che vedere la terza parte, You can (not) redo, che se tutto va bene mi vedrò, con una maratona con tutti e tre gli episodi, fra due giorni. Stay tooned!


Voto: 

3 commenti:

  1. Ieri sera ho guardato il primo, stasera mi butto sul secondo. La serie mi è sempre piaciuta e i film le rendono molto più che giustizia, mi pare!

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  2. Evangelion è la sega mentale più ben fatta che esista. È un complimento, eh...

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Ragazzi, mi raccomando, ricordiamoci le buone maniere. E se offendete, fatelo con educazione U.U