martedì 22 ottobre 2013

Two mothers


Ultimamente sto recensendo molte uscite al cinema, quindi per cavalcare l'onda di questo mio personale successo momentaneo non potevo farmi perdere l'ultimo residuato di quella che è stata annunciata come la pellicola francese del momento - anche se i cugini d'oltralpe l'hanno co-prodotta insieme all'Australia. E parlare di cinema francese ultimamente è un po' un azzardo, perché hanno un mercato tale da poter far concorrenza senza problema ai cugini americani, eppure questo sembra un film francese vecchio stampo a tutti i livelli. Le protagoniste sono due donne, e ne segue un vicenda d'amore proibita e proibitiva che minerà la loro esistenza su più livelli. Si preannunciava così un pippone assurdo senza precedenti che il vostro pirloide di fiducia non poteva non perdersi, e quindi...

Roz e Lil sono amiche per la pelle fin dall'infanzia. La loro amicizia viene però messa a dura prova quando entrambe si innamorano rispettivamente l'una del figlio dell'altra.

Sul fatto dell'amore libero ho sempre avuto i miei paraocchi mentali. Non condanno le coppie gay e sono di mente incredibilmente aperta su molte altre cose, ma certi piccoli principi a mio parere vanno rispettati. Non ho mai tenuto particolarmente giusto che qualcuno abbia una relazione con un partner particolarmente più giovane di lui, e infatti anche nel vedere Hollywood che propina sempre delle coppie dove lui ha venti anni più di lei mi fa sentire, non so, un po' sporco dentro. Rimango dell'idea che il tempo porti con sé maturità ed esperienza, e se da una parte queste ci arricchiscono dall'altra ci portano inevitabilmente a dividerci con coloro molto più giovani di noi, proprio perché maturità ed esperienza portano a vedere il mondo secondo altre sfumature. Queste sono convinzioni personali che non voglio imporre a nessuno, però leggendole avrete capito con quale curiosa diffidenza ho iniziato a vedere questo film. Che mi si dice sia tratto dal libro Le nonne della premio nobel Doris Lessing, della quale tanto per cambiare non ho letto nulla - ma fare un film su un libro che ho letto no? Cos'è che non convince nella pellicola, a parte il discorso di base? Beh, molte cose. Innanzitutto la sceneggiatura, adattata da quel Christopher Hampton che vinse l'Oscar per lo script de Le relazioni pericolose, che mette in scena molto spiegando pochissimo. Non so dire se questo è un problema anche dell'originale cartaceo, ma se può risultarmi ridicolo che dal  nulla un ragazzo ventenne (che potrebbe avere tutte le donne che vuole) si innamora della madre quarantenne del suo migliore amico, il fatto che lo stesso succeda anche alla sua genitrice e al compagno di merende mi risulta ridicolo. Ma si sa, nessuna storie è ridicola se narrata bene, però qui non si dice nulla che giustifichi gli eventi che si susseguono. Abbiamo però una forte idealizzazione, con queste due madri molto gnocche (Robin Wright è bella, ma per Naomi Watts io farei follie) e vagamente troie che non invecchiano quasi mai nonostante i decenni, e i loro figlioletti che sembrano dei modelli di Dolce & Gabbana. Solo i brutti sembrano esistere in un'altra dimensione, come il marito della Wright che non viene a sapere della cosa e anzi, deve trasferirsi per lavoro venendo sfanculato dalla moglie, così come il collega innamorato della Watts, la quale lo piglia per il culo sonoramente senza che questo faccia nulla. A questo poi aggiungiamo che il tempo sembra trascorrere infinitamente, complice anche una regia quasi dilettantesca che non sa dare nessun enfasi alle scene - e se più di un momento di sesso spinto con la Watts non riesce a dirmi nulla, allora siamo messi male. Veramente, non so proprio cosa salvare in questo pastrocchio allucinante che si conclude con un assoluto nulla di fatto, che mette in scena il più scandaloso dei rapporti senza giustificarne (sia narrativamente che moralmente) alcunché. Non per nulla ho finito la visione che mi ero dimenticato di cosa stesse parlando, senza che una situazione così morbosa mi abbia minimamente scosso, cosa incredibile dato che l'intento sembrava proprio essere quello. Non aiutano manco le due splendide attrici protagoniste, davvero poco convinte di quello che fanno e che si prestano a più di un momento oscenamente ridicolo, che di certo non rende questo film una delle opere più indimenticabili dell'anno.

Non ho giudicato coloro che possono trovarsi in un rapporto similare (mi riferisco alla differenza d'età), anche perché non sono nessuno per farlo. Però i film sono fatti proprio per quello, ergo, mi permetto di bocciare in pieno questo.


Voto: ★½

8 commenti:

  1. Ero tentata, ma un pò per le ragioni che hai scritto tu ho desistito..e a quanto pare ho fatto bene...

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    1. Te sì che sei una persona intelligente. Non come me...

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  2. Di questo film ho letto cose terribili un po' ovunque, e, nonostante non ci veda nulla di ridicolo in un 20enne che si innamora di una 40enne, due su due, come dici tu, forse sono un po' troppo..
    Per farla breve, questo film mi attira come un documentario sulla lettura dei fondi di caffè.

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    1. Specifico [perché altrove mi hanno fatto rogne accusandomi di perbenismo per questa recensione]: lì non è tanto ridicolo il fatto in sé, bensì che avviene dal nulla e senza nessuna motivazione.
      Però dai, la lettura dei fondi di caffè, a differenza di questo film, può risultare interessante

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  3. nonostante il cast, di tutto rispetto, questo è uno di quei film che eviterò sempre come la peste, è ridicolo gia solo il trailer

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    1. Fai bene. Poi la Watts non si spoglia, quindi perdita di tempo doppia.

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  4. Se ami tanto la Watts, sicuramente in Mulholland Drive avrai trovato pane per i tuoi denti. Anche se io preferivo la Harring.

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    1. Eh, citi uno dei miei film preferiti non per nulla ;) lì c'è proprio da rifarsi gli occhi!

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Ragazzi, mi raccomando, ricordiamoci le buone maniere. E se offendete, fatelo con educazione U.U