lunedì 30 dicembre 2013

Piovono polpette


Sui cartoni animati ho diverse colpe dalle quali farmi perdonare. Ne sono stato un accanito usufruitore come ogni bambino, e infatti vedevo di non perdermi ogni film d'animazione che usciva al cinema. Poi è venuta l'adolescenza e un certo snobismo da intellettuale di 'sta cippa, fino a che non scoprii gli anime, i cartoni animati giapponesi. Da lì in poi posso dire di essere diventato per un certo periodo un jappominkia, uno di quelli che affermavano con una certa superiorità che in Giappone si faceva arte mentre in occidente si pensava solo al profitto ai danni dei genitori. Fortunatamente poi c'è stata la riscoperta della Pixar, che mi ha fatto capire che pure dall'altro capo dell'emisfero c'è una signora qualità, però c'è sempre quel periodo oscuro che non amo ricordare. Se non altro poi ho trovato una ragazza che chissà come riesce a sopportarmi e che ama i cartoni animati, quindi con la scusa di farle compagnia mi sono costretto ad aggiornarmi sulle nuove uscite animate. E l'ho fatto appena in tempo per non perdermi questo, in attesa dell'imminente seguito.

Flint Lockwood è un inventore pasticcione che cerca di stupire i suoi compaesani dell'isola di Swallowmarina con delle assurde invenzioni che, inevitabilmente, finiscono per fallire. Per far fronte alla crisi economica che ha fatto chiudere la principale industria di sardine dell'isola decide di inventare un congegno che debelli la fame del mondo, un macchinario in grado di trasmutare l'acqua in cibo. Peccato però che sarà proprio la sua invenzione a causare, ancora una volta, non pochi guai...

Ovviamente questo film lo voleva vedere la mia ragazza e mi aveva trascinato la cinema per vederlo, nonostante fossi abbastanza titubante. Purtroppo non ero ancora uscito del tutto dal mio periodo di otakuminkia e ogni film d'animazione che non era prodotto dai giapponesi mi faceva schifo a prescindere - ancora prima di vederlo o di aver visto il trailer. Ma lei era così insistente e, sapete com'è, le donne sanno essere molto convincenti anche da adolescenti. Per fortuna! Perché devo ammettere che questo cartoon mi ha divertito non poco, perché è un film decisamente meno stupido di quello che sembra. Certo, è un film della Sony, la stessa casa che ha fatto il film dei Puffi - fidatevi, ho provato a vederlo, e mi son venuti i brividi nel pensare a cosa avrebbero potuto votare in futuro i bambini cresciuti con quella roba, oltre che a dispiacermi per la memoria di Peyo - ed ha tutti i difetti appartenenti all'animazione occidentale (sì, il periodo otakuminka l'ho passato del tutto, ma certe cose sono dati di fatto - anche l'animazione giapponese ne ha molti, eh), tutte quelle cose per la quale la condannavo negli anni della mia ignoranza-snob. Ma c'è differenza fra una cosa stupida ed un prodotto omologato in certe ottiche produttive. Perché questo Cloudy with a chance of meatballs nonostante sia esplicitamente un cartone per bambini con lo scopo di far fare molte risate non è stupido e la sceneggiatura si rivela sempre molto azzeccata. Ci sono molte battute e fanno quasi tutte ridere [quando non ce la fanno è per degli ovvi limiti d'età] senza però giocarsela su vocine strane o puttanate macchiettistiche. I personaggi poi hanno l'ovvio compito di corrispondere a una moraletta finale, senza contare che i caratteri dei personaggi hanno dei caratteri particolarmente riconoscibili nello stereotipo comune, ma tutto è trattato con una lieve intelligenza che non infastidisce. Ognuno fa il proprio percorso evolutivo e il protagonista effettua tutti i passaggi tipici del viaggio dell'eroe, arrivando così ad acquisire quella sicurezza in sé necessaria per far funzionare le sue invenzioni future. E' un percorso irto di difficoltà ma pieno di umorismo e con un ritmo frizzante che non stufa e non annoia, tanto che gli ottanta minuti di visione passano veloci e senza particolari intoppi. E può sembrare poco, ma è soprattutto quando un film dura poco che mettere tutte le cose al posto giusto risulta difficile. Non si possono fare particolari lodi però al lato tecnico, però, che pur non andando mai sotto la sufficienza mostra parecchi limiti. I personaggi sono tutti molto espressivi anche se i lineamenti del volto riconoscono un eccessivo geometrismo che fa evincere il modello di costruzione digitale basilare, ma ciò che in alcuni punti stona sono i movimenti degli stessi. Tutto appare fin troppo fluido, cosa che a me personalmente da un ciccinino di fastidio, cosicché alcuni movimenti appaiono fin troppo artefatti persino per le logiche di un cartone animato. Molto buono invece il doppiaggio italiano, che mi ha davvero fatto morire con alcune sequenze, anche se il pensiero che l'agente Devereaux e il sindaco Shelbourne nella versione originale sono doppiati rispettivamente da Mr T (proprio LUI) e Bruce Campberll (l'eroe de La casa) mi fa venir voglia di provare a rivederlo in inglese. O amerigggano, fate vobis. Molto spassose le citazioni verso i film di genere catastrofico, divertitevi pure nel cercare di riconoscerle perché sono davvero tantine.

Personalmente è un film che mi sento di consigliare perché fa quel che deve senza tanti sfronzoli. Se l'avete già visto invece un'ennesima visione è d'obbligo prima di vedere il seguito.


Voto: 

4 commenti:

  1. L'ho visto l'altra sera. E' un film scemissimo ma a volte è proprio quello che serve
    Ciao e Buon Anno!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sì, ai tempi è riuscito a rilassarmi come non accadeva da decadi :D
      Buon anno anche a te, caro.

      Elimina
  2. sono d'accordo con te Giacomo, é proprio un bel film!

    RispondiElimina

Ragazzi, mi raccomando, ricordiamoci le buone maniere. E se offendete, fatelo con educazione U.U