sabato 7 dicembre 2013

Tekkonkinkreet


E dato che sono un bambinone, continuo a guardare ancora cartoni animati. Ma cartoni animati d'alta classe, sia chiaro, perché anche se vuoi fare qualcosa di non idoneo alla tua età devi comunque farlo con stile. Convinzione che mi ha fatto esser,e per un breve periodo della mia vita, un jappominkia di quelli tosti, ma per fortuna ho saputo maturare in fretta sapendomi quindi distaccare da questa etichetta. Ora diciamo che l'animazione giapponese è sempre un panorama che seguo con interesse [lo conferma la mia attività su VGNetwork] perché, ammettiamolo, il modo che hanno loro di fare i prodotti animati ha davvero fatto scuola. In certi prodotti c'è una maturità che in occidente non ha saputo valicare alcune barriere culturali che invece in Jappolandia hanno smesso di esistere da un pezzo, questo anche senza essere degli otaku incalliti.

Nero e Bianco (Kuro e Shiro) sono due orfani che vivono a Città Tesoro. La loro vita da vagabondi rissosi prosegue indisturbata fino all'arrivo del Topo, vecchio mafioso romantico, e del Serpente, inquietante industriale che vuole trasformare la città in un luna park mangiasoldi. Cosa faranno ora che tutto sembra destinato a scomparire? E che sarà la leggenda del Minotauro?

Parlare di un anime come questo non è una cosa semplice. Perché già un anime in sé porta una serie di questioni culturali e tecniche non indifferenti, se poi ci si mettono opere di puro sperimentalismo come questa, allora siamo fottuti. Non contenti, possiamo aggiungere anche il fatto che il regista Michael Arias (responsabile degli effetti digitali per film come Il principe d'Egitto e altre produzioni americane, prima che si trasferisse definitivamente in Giappone) è americano, allora verrebbe fuori una parafrasi mentale senza precedenti, quindi mi concentrerò solo ed esclusivamente sul film in sé. Che, come ho già detto, si profila  come un'impresa davvero ostica. Innanzitutto specifico che non ho letto il manga di Taiyo Matsumoto, anzi, ho letto solo il primo volume perché porcoillucifero gli altri non sono mai stati distribuiti, quindi nella mia cameretta quell'unico albo al momento se ne sta lì a prendere polvere. Peccato, perché nonostante uno stile di disegno abbastanza ostico sembrava davvero interessante. La mia visione quindi si ferma solo e unicamente alla pellicola, senza fare comparazioni con l'opera di partenza. Che non è un brutto film, sia chiaro, solo che... beh, diciamo che si finisce la visione con la sensazione di aver appena visto qualcosa di bello, solo... troppo. Troppo bello,troppo confuso e troppo voglioso di apparire il più strano possibile a ogni costo. Eccessivo, per farla breve. La storia di partenza, con questi bambini orfani che fanno le loro minchiate e vivono allo sbando è sicuramente già vista, ma è resa nuova proprio per il modo in cui è raccontata. Quello che si vuole fare con questo film è narrare del processo della crescita dei due protagonisti e delle persone in generale, raccontando così di come nell'attraversare tutte quelle cose che fanno diventare adulti è possibile perdere in maniera spesso abbastanza violenta la propria innocenza. A questo infatti si deve anche un tratto molto infantile e quasi stilizzato, che permette di ribadire questo concetto davvero particolare in una maniera che personalmente ho trovato davvero efficace. Ci si deve ugualmente soffermare poi sulle animazioni, davvero magistrali e ben fatte, che danno ben lustro al famoso studi 4°C, famoso per realizzare prodotti d'animazione tendenti verso un certo sperimentalismo e che qui sembra aver davvero superato sé stesso. Dal canto mio però non posso dire di aver apprezzato un certo pressapochismo in alcuni passaggi, ovvero circa il dire poco o nulla del mondo che li circonda o della presenza di alcuni personaggi (vedasi il Minotauro o i killer di Serpente... da dove cazzo vengono? E che lingua parla l'imprenditore?), anche se non riesco a capire se tali scelte sono state usate per dare un tono il più fiabesco possibile al film, enfatizzando così sulla perdita dell'innocenza infantile. Non ho poi capito l'utilizzo di alcuni momenti onirici davvero stranianti e inutili allo sviluppo della trama, che mi sembra abbiano solo rallentato il film in più punti. Ma tutte queste sono cose che non rendono questa pellicola brutta, ovviamente. Sicuramente fanno si che sia altamente imperfetta, ma non si può far catturare dal pessimismo degli sviluppi e dalla morbosità di certe sequenze, che come testimonia il twist finale possono rendere la visione davvero ostica ad alcuni. E proprio su quella lunga sequenza finale voglio soffermarmi un attimo... appena è finita, non avete avuto l'impressione che ci fosse qualcosa di assolutamente sbagliato ma al contempo incredibilmente meraviglioso? A fine visione io ero tutto elettrizzato, ma sentivo anche una pesantezza mentale non indifferente. Come a dire: "Gran bel film, ma forse andava preso a piccole dosi." Poi c'è chi, come me, vuole farsi male e se lo vede anche più volte.

Alla fine lo consiglio perché, nonostante i suoi difetti, riamane un qualcosa di estremo e con un significato apparentemente profondo. Ma sarà che io do un'importanza forse fin troppo eccessiva a ciò che mi trasmette l'ambientazione del contesto.


Voto: ★½

1 commento:

  1. Ce l'ho da tempo immemore ma devo ancora decidermi a vederlo. Forse forse questa sarà la volta buona!

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Ragazzi, mi raccomando, ricordiamoci le buone maniere. E se offendete, fatelo con educazione U.U