venerdì 3 gennaio 2014

Old boy [2013]


Chi bazzica su questo blog sa che, pur essendo ancora molto inesperto in merito, il cinema coreano mi piace particolarmente. E sa anche che amo in particolare il film Oldboy. Diciamo che amare è un termine fin troppo riduttivo e quindi affermo che quello è stato il film che mi ha cambiato la vita - se in meglio o in peggio non so, a questo punto. Nel senso che se in tempi recenti sono arrivato addirittura a pubblicare un libro, è in parte anche a quel film. Quel film mi ha dato quell'ideale di perfezione che vorrei raggiungere scrivendo una storia mia, quindi se l'editoria è stata infettata dal mio morbo sappiate che un mino di colpa ce l'ha pure il buon Park Chan-Wook. Il quale sembra aver scontato abbastanza lo scotto dirigendo l'orrido Stoker, però bisogna comunque dargli atto di aver girato forse quello che non è il film migliore di sempre [lì influisce molto anche il gusto personale] ma sicuramente uno dei più interessanti e particolari della della prima decade degli anni Zero. Poi un giorno vieni a scoprire che Spike Lee, un regista così fissato su una certa tematica (il razzismo) da ottenere l'effetto opposto a quello che vorrebbe, girerà il remake, e che lo scriverà lo sceneggiatore di quell'obbrobrio di Io sono leggenda. Dio proprio non deve esistere...

Joe Doucett è un pubblicitario alcolizzato, donnaiolo e sulla via del fallimento. Un giorno viene rapito e tenuto rinchiuso per vent'anni in una stanza, durante i quali tramite la televisione scopre di essere stato incolpato dell'omicidio della moglie e che sua figlia è stata data in adozione. Al termine dei vent'anni però viene rilasciato e gli viene posta una sfida: se risolverà l'enigma circa la sua rivelazione, il suo rapitore farà di tutto per scagionarlo, ma ha solo pochi giorni di tempo. La caccia agli indizi comincia!

Ok, lo ammetto, forse è la mia natura di fanboy dell'opera originale a parlare, ma mi tocca dissentire un attimo. Va ricordato che l'originale coreano non partiva da un soggetto ideato ex novo per il cinema, ma era tratto dal manga [fumetto giapponese, per i più ignoranti] della premiata ditta Garon Tsuchiya & Nobuaki Minegishi, il che rende qualsiasi cineasta libero di trarne la trasposizione che preferisce. Infatti quando inizialmente Spielberg aveva detto di voler realizzare un'ennesima trasposizione del fumetto, la notizia non mi aveva fatto Né caldo né freddo, anzi, era quasi riuscita a solleticarmi l'interesse. Interesse che si è trasformato in preoccupazione quando il progetto è passato nella mani del polemico Spike, un tizio che a forza di dire quanto i neri non abbiano ancora gli stessi diritti dei bianchi, immettendo questa tematica anche dove non servirebbe (qualcuno ha detto Miracolo a Sant'anna?), finisce col farti venir voglia di diventare un poco razzista. Uno che è andato a rompere le scatole a Clint Eastwood perché in Flags of our farthers non si vedevano abbastanza neri e a Tarantino perché in Django unchained si scherzava su un tema serio come la schiavitù. Insomma, cominciavo a pensare che il vecchio ragazzo del titolo avrebbe scoperto di essere stato rinchiuso perché non aveva fatto la carità a un marocchino fuori dal supermercato. Comunque dopo dai e dai ho visto questo beneamato film e... beh, era dai tempi di Amore14 che non mi sentivo così preso per il culo come spettatore. perché fondamentalmente questo film non sarebbe neppure così pessimissimo, ma seriamente, non mi capacito di come una serie di stronzate in fila possono essere state tratte da quello che è a conti fatti un vero e proprio capolavoro. Molti mi avevano detto infatti che la versione coreana aveva una storia assurda e, di conseguenza, ridicola, ma io ho sempre ribadito che la sospensione dell'incredulità deve essere giustificata da vari fattori, che in quel caso erano uno stile di regia manierista e barocco unito a delle atmosfere malate e estreme, oltre che al profondo significato filosofico che permea ogni fotogramma - e diciamolo, se facciamo passare in pirla che viene morso da un ragno e inizia ad arrampicarsi sui muri... Qui invece tutto avviene a nome di un'estrema normalizzazione in salsa yankee, dove le azioni sono fini a sé stesse e mai approfondite. Nel film di Wook non era (solo) il massacro di turno ad inquietare od a disgustare, ma le motivazioni che portavano a compierlo. Qui invece siamo di fronte a un continuo sadismo gratuito, dove vediamo un povero pirla che viene liberato dopo vent'anni ma ha ugualmente la lucidità di inseguire una tizia per chiederle informazioni e di menare dal nulla dei giovani giocatori di rugby che volevano fermalo - e visto l'equivoco creatosi, erano anche nella ragione. Si prosegue andando avanti rubando addirittura delle idee di regia, come il piano sequenza nel corridoio nemico (che viene traslato un attimo, però) ed eliminando ogni presupposto filosofico, quindi quella che era un'elaborata riesamina della vendetta diventa semplicemente una rivalsa da consumarsi in fretta come un hamburger al McDonald. Dopo tanti intoppi quindi arriviamo al finale che, incredibile ma vero, con un'unica idea degna di nota si riallaccia a quello originale, ma che però non sa reggere il nuovo peso che è riuscito a creare. Il tutto per questa fredda voglia di arrivare alla fine e di risolvere l'enigma, oltre che per una lettura superficiale del tutto che toglie tutta la poetica di base. Se Woo-Jin nell'originale voleva vendicarsi per mettere Oh Dae-su nella sua medesima situazione, qui l'investo avviene solo come pura pornografia morbosa, perdendo tutta l'accezione che in origine poteva avere. E il pensare a qualcuno destinato a portare un simile fardello per tutta la vita, sì, mi inquieta; pensare invece a uno che fa dei giri assurdi per scoprire di essersi scopato la figlia, beh, fa quasi ridere.

Ed è proprio nella superficialità di lettura che questo film finisce per fallire miseramente, arrivando ad essere un qualcosa di ben diretto ma al contempo estremamente vuoto, pagando la pesante eredità che porta sulle spalle e finendo per non riuscire manco a non prendersi troppo sul serio.


Voto: 

6 commenti:

  1. non mi sorprende quanto tu dici riguardo alla superficialità hollywoodiana, la penso esattamente come te anche se ancora non ho visto questo film che sinceramente ho poca voglia di vedere...amo troppo il cinema coreano per farmi rovinare il ricordo...

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    1. Il ricordo per me dopo questa visione è ancora più vivido. Anzi, ho una gran voglia di rivedermi l'originale per la ventisettesima volta...

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  2. Appena posso lo recupero così mi sfogo anch'io su un remake assolutamente inutile del capolavoro di Chan-wook (anche se io preferisco "Lady Vendetta").

    Sapevo che ti saresti infervorato per benino.

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    1. E mi infervorò sì, porca pupazza!
      "Lady vendetta" è bellissimo, per me viene dopo "Oldboy", però. Ma chiariamoci, se "Oldboy" è 100, la Lady è 99,99.

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  3. Hollywood deve appropriarsi di una buona idea quando la vede,poi non va sempre bene però XD
    Mi hai intrippato,adesso li devo vedere tutti e due(OB e LV)

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    1. Ma questo saltalo pure, dai, va bene che ciò che non uccide fortifica ma penso ci sia un limite a tutto.

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Ragazzi, mi raccomando, ricordiamoci le buone maniere. E se offendete, fatelo con educazione U.U