martedì 18 marzo 2014

Alla ricerca di Jane


Che mi piacciano un certo tipo di film - leggasi: pippate mentali polacche sottotitolate in croato o semplici tamarrate - è ben risaputo, così come mi piacciono un determinato tipo di libri. Anni fa divoravo fantasy a non finire, poi sono passato ai crime story di Dennis Lehan e Raymon Chandler fino ai romanzi russi. E sì, in mezzo a tutte queste letture e passata persino Jane Austen. Mi sono letto Orgoglio e pregiudizio (che mi era vagamente piaciuto) e in tempi molto recenti ho provato a leggere anche Emma (che mi ha fatto cacare) e addirittura ho guardato il biopic sui di lei che hanno fatto, Becoming Jane - ma era più per la Hathaway che altro. E insomma, la conclusione finale alla quale sono giunto, come direbbe Hank Moody, è proprio questa: alla signora serviva scopare. Perché sì, per quanto ammiri il fatto che abbia saputo sfidare le convenzioni del suo tempo, finendo esclusa da quegli stessi salotti dabbene nei quali ha ambientato le sue storie, i suoi libri proprio non sono mai riusciti a prendermi. Pare strano quindi, che senza la costrizione di mia madre o della nia ragazza, abbia deciso di vedere questo film...

Jane Hayes è una ragazza americana fissata con i romanzi di Jane Austen e mr Darcy, tanto da farla diventare una mania. Quando scoprirà dell'esistenza di Austenland, parco a tema Jane Austen, s'indebiterà pur di poterci andare. Ma fantasia e realtà son due cose diverse...

Appurato che questo non è il classico film che potrebbe interessarmi - non ha pippate mentali, perversioni, robottoni o supereroi - viene da chiedersi perché io abbia voluto vedere una roba simile. Mah, sarà che il quarto di secolo si avvicina ed ho già trovato un capello bianco, ma veramente, ieri ero proprio in modalità da vecchio pantofolaio. Eppure sapete che vi dico? A me questo film è pure piaciuto. Non fino a strapparmi i capelli o robe simili, ma si tratta di una commedia gradevole, zuccherosa quanto basta e che mi ha fatto fare più di una risata. E soprattutto, non esalta quelli che possono essere i tratti salienti di un qualsiasi romanzo di Jane Austen, ma anzi, li decontestualizza con intelligenza. Perché le cose si devono vedere sempre in due maniere: con una componente oggettiva e con una obiettiva. Perché se oggettivamente il chiacchiericcio dei romanzi della Austen lo trovo insopportabile e totalmente fastidioso, obiettivamente non posso negare la rivoluzione che quei libri hanno portato nel loro periodo storico, specie per quello che hanno fatto passare all'autrice. Il film quindi, forse perché è fatto da degli inglesi, mette in scena un mordo artefatto e ipocrita quanto quello reale, dove ogni esperienza amorosa si può vivere solo in determinati standard e senza mai superare certi limiti invalicabili, determinati dal pacchetto viaggio che una persona vuole acquistare - o si può permettere. C'è poi sempre una malevola ambiguità di fondo dettata dal mondo di attori e situazioni costruite che fanno da base alla vicenda, e che creano un paio di momenti di totale confusione, lasciandoci spaesati quanti la protagonista. Certo, tutto molto all'acqua di rosa, quindi non aspettatevi Kubrick o Fellini, perché questo film pur non essendo mai (troppo) banale o scontato ha senza alcun dubbio il dono dell coerenza. Lancia un piccolo messaggio ma senza mai esagerare, prendendosi per quello che è: una commedia romantica. Forse una di quelle commedie romantiche che non dovrei dire di aver visto se voglio sperare che qualcuno pensi che abbia anche un minimo id virilità, però la coerenza mi costringe a dire che l'ora e mezzo di questo Austenland mi è passata in fretta, facendomi ridere in più punti. Battute mai troppo volgari che di sicuro posso apprezzare, una regia rodata e forse troppo statica ma che si confà al genere,e e un gruppo di attori davvero competenti e capaci. Oddio, la protagonista Keri Russel è davvero ambigua, perché in certi punti ha una faccia da psicopatica (vedi la locandina qui sopra, ad esempio) mentre in altri è davvero carina. Eppure è proprio questo suo non stare da nessuna parte che la rende così funzionale a questo ruolo e che fa costruire al film quel giusto spaesamento che un certo punto della trama vuole. Tutto ciò per dire che la fantasia può essere bella e attraente, ma c'è sempre una realtà con la quale scontrarsi, e che crescere e liberarsi dall'esternare le nostre passioni è necessario. Forse perché c'è altro nella vita, bisogna costruire qualcosa che sia solido e tangibile, sia esso un (banale) amore o una carriera lavorativa. Per certi versi mi ha ricordato quando ho tagliato i capelli e appeso il giubbotto da metallaro la chiodo... un passaggio indispensabile, eppure tutto ciò che è venuto prima di quel gesto omologatore lo ricordo con una certa nostalgia.

Filmetto carino e che farà fare sicuramente qualche sorriso. Purtroppo non mi ha fatto cambiare idea sulla Austen, ma credo che non sia proprio il mio genere di scrittrice.


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