domenica 2 marzo 2014

La scuola più pazza del mondo


Avevo visto il trailer di questo film durante una pausa pubblicitaria in tv, quelle rare volte che l'accendo, e la prima reazione appena vidi quegli stralci di sequenza fu un clamoroso "Ma che cacchio è?". Non riuscivo a identificare quelle immagini che avevo visto in un qualcosa di canonico e familiare (cosa che provoca, a tutti, me compreso, uno strano e inspiegabile sollievo) e la mia mente stava andando un po' in cortocircuito. L'ultima volta che mi capitò un qualcosa di simile è stato parecchi anni fa, quando vidi (sempre in televisione) il trailer corto di Kill Bill volume 1. E lo so che sono due cose diametralmente opposto e su due diverse linee di giudizio, ma era per far capire il concetto. Poi, andando a indagare, vidi che questo non era un semplice film di animazione, ma era un anime di un autore esordiente, considerato dalle sue parti come il Tim Burton dei poveri. Quindi, da buon ex otaku, il mio lato fanboy si è subito attizzato. Anche perché ultimamente vedo pochi anime, e quando succede sono sempre o riesumazione di vecchie glorie o l'ennesimo nuovo lavoro di un autore affermato, quindi perché non gettarci in questo prodotto forse infantile ma probabilmente molto godibile? Che per dire, nella vita non si può andare avanti solo di Kubrick e ultraviolenza.

La prestigiosa scuola St Claire apre, una volta all'anno, le porte agli studenti. Durante uno di quei giorni le tre piccole pesti Mako, Miko e Mutsuko entrano nella stanza di anatomia, dove si divertono a scarabocchiare sul corpo di un modello di anatomia. Questi di notte prende vita, ed è deciso a vendicarsi sulle tre piccole mocciose. Ma la presenza elle tre bimbe forse può proprio fare al caso suo...

Ci sono tante cose che non vanno in questo film e che fanno toppare clamorosamente un'occasione che, in altre mani più capaci, sarebbe potuta diventare se non ghiotta, almeno un po' appetibile. Qui invece dà la sensazione di un minestrone indigesto, o di un caffè al quale hanno fatto il dosaggio di zucchero sbagliato. Innanzitutto bisogna parlare della tecnica di animazione... ok, lo ammetto, io forse amo troppo il disegno tradizionale o la stop-motion, ma non è che disprezzo la CG. Fosse così, non amerei a tal punto la Pixar - anche se lì l'amore è più per le storie che riescono a fare. Ma qui è tutto sbagliato, anzi, direi che la cell shading vada unicamente bene per alcuni videogame o per animare dei particolari che altrimenti risulterebbero troppo difficili (ad esempio, l'armatura di un cavaliere). Fare un intero film così, però, può dare delle problematiche visive davvero allucinanti, e lo dico io che non sono riuscito ad andare otre la prima metà di Appleseed. Questo quindi rende molti momenti davvero brutti da vedere, specie per le tre piccole mocciose che appaiono quasi inespressive per tutto il tempo, mentre per il modello di anatomia e il suo compagno scheletro in molti punti si dimostra davvero molto efficace, così come per l'animazione di alcuni movimenti di macchina che coinvolgono la scenografia. Tutto il resto invece è un confuso guazzabuglio che finisce per non essere né carne né pesce, lasciando impressionati (in negativo) gli adulti e abbastanza orripilati i bambini. Altra cosa che mi ha davvero fatto storcere il naso è la caratterizzazione dei personaggi, giacché il modello di anatomia principale è una macchietta isterica e le tre ragazzine sono solo degli stereotipi comportamentali portati avanti per tutta l'ora e mezza di durata - non aspettatevi che cambino o abbiano una maturazione, come le vedrete a inizio film, così rimarranno. Non c'è quindi possibilità di immedesimarsi con loro, non si è mai in ansia per quello che può capitargli perché, a conti fatti, non ce ne sbatte una beneamata mazza se schiattano o no, e questa è forse la pecca principale di tutto il film. Perché un personaggio deve farti offrire o gioire con lui, deve avere qualcosa in cui riconoscerci per poter tifare per lui. In confronto a questo assurdo guazzabuglio, il Bruce Wayne di Nolan è un capolavoro di sfaccettatura. Tutto il resto invece è caratterizzato da una regia che proprio non sa da che parte stare, che adotta i classici cliché narrativo-visivi degli anime dimenticandosi però che questa tecnica di animazione impedisce d rendere accessibili a una prima occhiata molte scene, che finiscono unicamente per sembrare molto brutte e basta. Quello che si ottiene è quindi un maldestro tentativo di imitare uno stie quantomai burtoniano (la pessima canzoncina ne è una prova), senza però essere manco una briciola delle piccole/grandi meraviglie fatte dal genietto del gotico. Qui l'unica cosa ad avermi colpito è che il doppiatore italiano dell'assistente scheletro è lo stesso che prestava la propria voce al Joker della vecchia serie a cartoni animati di Batman, che con un solo episodio (uno dei più brutti) potrebbe mangiarsi in un sol boccone questo strano casotto. Il che mi ricorda che non molto tempo fa parlavo con un amico di come io non abbia mai visto un lungometraggio animato occidentale diretto male, questo perché forse i cartoni animati da noi sono ancora abbastanza bistrattati e arrivano a portare al realizzarli solo gente spinta da grande passione e, probabilmente, molto capace... in Giappone gli anime godono di una produzione decisamente più elevata, quindi nel mucchio è possibile che qualche tiro storto non faccia centro - come in questo caso.

Personalmente, ho finito la visione con la sensazione di essere stato per tutta la durata a fissare lo schermo spento. Non è proprio una cosa bella, mi sa.


Voto: ★½

2 commenti:

  1. Dal trailer mi è subito sembrata una pu**anata incredibile e pure disegnata male, tanto che l'avrei detto come minimo italiano. Lieta che dalle mie parti non sia nemmeno uscito!

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    1. Io ero comunque curioso, anche perché non sapevo fosse jappo.

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Ragazzi, mi raccomando, ricordiamoci le buone maniere. E se offendete, fatelo con educazione U.U