giovedì 13 marzo 2014

Soul eater


Dopo un consenso popolare davvero inaspettato e che, nel suo piccolo, mi ha davvero commosso, sono pronto a far partire anche la rubrica a tema animato, ovvero delle recensioni sulle serie animate che ho visto o che sto visionando. Un modo per far valere il recensioni che da il titolo a questo insulso blog, avvalendosi proprio a 360 gradi di quelle che sono le mie passioni, restando ugualmente ancorato per la maggior parte delle volte al cinema, ma riuscendo a parlare anche d'altro. E quindi sì, casomai non si fosse ancora capito, io alla mia età guardo ancora i cartoni animati. E me ne vanto pure, perché oltre a dei film d'animazione veramente belli, è possibile godere anche di alcune serie animate davvero meritevoli. Peccato che quella che mi metto a recensire oggi non sia proprio il non plus ultra dell'animazione nipponica, bensì un anime senza infamia né lode che però, se visto per quello che è, qualche piccola soddisfazione al riesce comunque a dare.

La Shibusen è una scuola dove si insegna ai ragazzi che prendono parte alle lezioni a estirpare le anime dei demoni che minacciano la pace del mondo. Quando però la strega Medusa risveglierà il kishin Ashura, un piccolo grande trio di allievi, insieme alle loro armi, dovrà fare di tutto per impedire l'avvento dell'Apocalisse.

Il mondo degli shonen - ovvero quel tipo di storie per ragazzi, fondate su una logica del combattimento e dell'amicizia virile, tipo Dragon Ball e Naruto - ormai ha smesso di dirmi molto. Un po' è anche per un'indubbia questione anagrafica, perché gli shonen sono creati proprio per un pubblico giovane, quello che ha appena iniziato ad andare alle superiori e ad avere i primi baffetti sulle labbra, quindi ora che le scuole le ho finite fa mo' ed ho una bella barba folta, sono proprio fuori tiro - anche se molti miei coetanei che si pippano quotidianamente davanti a One Piece e Pokemon un poco mi inquietano. Certo, mi sono letto i fondamentali, come i due esempi citati (anche se il piccolo ninja ha cominciato a scassare da n bel po' di numeri) ma, è proprio il caso di dirlo, dopo un poco sembra che il genere abbia smesso di avere qualcosa da dire. Eppure non mancano quelle volte che, su opere sulle quali non avevo nessuna aspettativa, riescano a stupirmi nel loro piccolo. Soul Eater è una di queste, anche se a conti fatti sembrano essere maggiori i difetti che i pregi. E tutto si esplica nei primi tre episodi a sfondo comico, dove vengono introdotte le metodologie di questo mondo e ci vengono presentati i personaggi... tutte cose che finiscono per cozzare sonoramente con i toni cupi e la trama che cerca di essere troppo articolata che seguiranno, dando l'impressione che questa sia una serie abbastanza discontinua. O meglio, dà l'impressione di una serie che non sa bene cosa essere. Si cambia tono in maniera troppo frequente, mentre a livello visivo offre delle trovate davvero degne di nota, reinventando quanto già detto nel manga di Atsushi Ohkubo. La trama offre un accumulo di eventi e piani machiavellici davvero degni di nota, peccato che se ci si mette a pensare bene a quanto si è visto non tutti i nodi vengono al pettine e, soprattutto verso la fine, alcune cose avvengono senza un motivo giustificato, solo perché la storia deve proseguire in quella maniera e così s'ha da fare. Una cosa che mi ha dato abbastanza fastidio, anche se tutto sommato non si scende mai sotto la sufficienza la saga ha un ritmo sostenuto per tutti i suoi cinquantuno episodi e le animazioni sono davvero ben fatte. Davvero, quest'ultimo particolare tecnico non è da prendere sottogamba, perché proprio la bellezza di certe animazioni rende possibile a certe sequenze di divenire davvero suggestive e memorabili, mentre i combattimenti sono tutti perfettamente orchestrati e non si risolvono mai in maniera fin troppo banale, risultando sia pregevoli alla vista che altamente testosteronici. Anche se in più di un momento il pensiero su quanto cazzo debba essere costata una serie simile mi ha davvero impressionato. Vero fiore all'occhiello però sono i personaggi, tutti rientranti nei classici cliché shonen (la ragazza secchiona ma tosta, il fighetto esaltato tutto muscoli e poco cervello, l'ombroso di turno che le mazza a tutti, il capo schizzato, il cattivi redento e via dicendo) ma dotati di un personale ed empatico carisma che, senza far gridare al miracolo, farà tifare per loro - anche se i cattivi hanno un design davvero notevolissimo! Il tutto quindi rischia addirittura di diventare troppo, specie per una serie che non avrebbe meritato magari neanche troppe attenzioni e che si infarcisce di una strana e non necessari voglia di ampliare un mondo troppo assurdo e troppo poco caratterizzato per risultare credibile. Ed è la (necessaria) serietà che si sente alle volte che rende questo prodotto per ragazzini un qualcosa che forse era meglio prendere a piccole dosi, ed è la sua appartenenza a un target troppo fanciullesco a far andare sprecate alcune trovate che forse in un altro contesto, magari in un prodotto per adulti, sarebbe potuto essere più efficace e memorabile.

Tutto sommato però alla fine questo anime diverte e intrattiene a dovere, non diventando mai troppo stupido ed strappando anche qualche risata. Riserve a mille, ma comunque promosso. 


Voto: ★½

8 commenti:

  1. L'unica cosa positiva è che finisce in fretta :3

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    1. Quanto sei hater :-P
      E poi, fretta... 51 episodi dalle mie parti non è proprio una cosa veloce e passeggera...

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    1. Cacchio, è vero! La prima poi è davvero ganza.

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  3. Una serie che mi è piaicuta all'inizio ma, secondo me, con un finale da dimenticare.

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    1. Non lo trovo così disastroso, però è vero, si poteva fare di meglio...

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  4. Io ho letto (sto leggendo, mi manca l'ultimo numero) il manga. E' una serie simpatica, ma davvero troppo altalenante... Ha delle vette abbastanza buone, e poi dei picchi disastrosi. E la versione cartacea è ancora più disarticolata e instabile di quella animata, con le regole del mondo che a volte cambiano repentinamente quando l'autore si accorge che non possono stare in piedi. Il cartone l'avevo iniziato, ma l'ho mollato perché in certi punti diventava lentissimo...
    Comunque riguardo alla decadenza degli shonen negli ultimi tempi ho scritto un articolo qui:
    http://freidajoe.wordpress.com/2014/02/23/toriko-di-mitsutoshi-shimabukuro-e-linesorabile-decadenza-del-fumetto-orientale/
    Mi piacerebbe sapere se sei d'accordo con l'idea che la qualità stia vertiginosamente peggiorando negli ultimi tempi (hai parlato anche di Naruto a una certa...).

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    1. In prima superiore, quando ho letto i primi (bellissimi) numeri, "Naruto" per me era una mania, non potevo non citarlo ;)
      Il manga di questo anime non l'ho letto, ma in minima parte dico che le cose che hai visto sulla versione cartacea io le ho trovate pure in quella su celluloide. Passo subito a dare un'occhiata al tuo articolo :D

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Ragazzi, mi raccomando, ricordiamoci le buone maniere. E se offendete, fatelo con educazione U.U