lunedì 24 marzo 2014

The fighter


Il ricordo che ho della prima volta che ho sentito parlare di questo film è legato a un periodo particolare della mia vita. Era a Torino a frequentare l'accademia di sceneggiatura e mi trovavo perennemente al verde. Questo mi impediva di andare al cinema quanto avessi voluto, facendomi perdere mezze uscite ma, stranamente, riuscivo a vedermi i film più merdosi. Era anche il periodo in cui avevo iniziato a usare Facebook in maniera consistente dopo averlo ignorato per quasi più di un anno, e proprio grazie al lancio di questa pellicola avevano iniziato a girare i primi meme sulle '50 sfumature di peso' di Christian Bale, che qui aveva perso gli ennesimi venti chiletti dopo i physique du role mostrano ne Il cavaliere oscuro - e che fu premiato con l'Oscar per questo ruolo. Era comunque un film di cui stavano parlando tutti, e dato che ultimamente ho reperito Il lato positivo ed American hustle, la mia immersione nei lavori dell'ex paria di Hollywood doveva proseguire, specie verso questo film che da molti è considerato il suo capolavoro.

Il pugile Mickey Ward cerca, nonostante degli esiti non soddisfacenti, di portare avanti la sua carriera da pugile, allenato dal fratello Dickie, leggenda della loro cittadina per aver mandato al tappeto Sugar Ray Leonard e ora fumatore di crack. Mickey è supportato da una madre manager e da un branco di sorelle iperapprensive e impiccione dalle quali vuole slegarsi. Sarà l'incontro con la barista Charlene che riuscirà a dagli le forze per prendere la sua strada.

Dopo aver visto questo film, il terzo dei film di O. Russel che ho visionato negli ultimi mesi, mi è chiara una cosa: egli è un regista abbastanza overrated, un po' come i suoi film. Perché non è che faccia brutte opere, cose che ti vergogni di aver visto da quanto sono brutte, i suoi sono bei film ma mi sembra che non vadano mai al di là del compitino ben fatto. Magari una volta ha fatto un vero e proprio capolavoro, un suo Master of puppets, ma ora mi sembra in periodo Load e Reload, e sembra manchi poco per un imminente Sant Anger. O forse questi suoi ultimi tre film sono i suoi capolavori, e orse allora non è proprio un regista che fa per me. Perché questo film su combattenti falliti, sia nello sport che nella vita, per quanto si tratti di uno spettacolo gradevole e guardabile senza nessunissimo problema, non va mai al di là della tipica storiella di declino e ascesa americana, una di quelle favole che ti raccontano come anche i peggio perdenti possono diventare dei vincenti che piacciono tanto al popolo stellestrisce. E lo si fa tramite lo sport, una cosa che insieme all'hamburger e le patatine fritte sembra unire gli americani come poche altre cose nel mondo - in questo caso e la boxe, che al cinema ha sempre fruttato tanto. Ci vengono presentati così' i due fratelli Ward, resi ottimamente da Mark Wahlberg - ed io che l'ho sempre ritenuto un attore mediocre qui mi son dovuto ricredere - e un Christian Bale trasformista come suo solito che in nome della recitazione rinuncia addirittura alla perfezione fisica che aveva raggiunto da diversi anni. Sono due fratelli molto diversi e che, alla loro maniera, mostrano le scelte che le persone compiono nella vita. Uno ha deciso di darsi anima e corpo alla sua passione, al cercare di ottenere qualcosa prima che l'età glielo impedisca, l'altro invece ha acuto la sua occasione d'oro molti anni prima ma non ha saputo sfruttarla ed ora vive del ricordo di quel suo unico successo. A loro modo sono ambedue dei perdenti, come tutti i personaggi del film, ed è questo che mi è davvero piaciuto della pellicola, ovvero di come viene rappresentato il 'fallito'. Mickey non ama mostrarsi in pubblico perché la gente lo sfotte per le sue perdite, non è un pozzo di scienza, va al cinema a veder eun film d'autore per stare lontano dalla gente e si addormenta verso la metà; Dickie è quel che è, ma soprattutto, sa di esserlo, e a mio parere è questo a farlo soffrire maggiormente, ovvero la coscienza di essere a quarant'anni un ragazzo irruento mai cresciuto; Charlene invece è una ragazza che dallo studiare al college si è ritrovata a lavorare in una bettola, ma nonostante tutto cerca di tirare avanti, aiutando il suo amore e portandosi a casa la pagnotta. Ironia della sorte, per certi versi lei è il personaggio più positivo, per come l'ho vista io - anche perché chiunque vicino a quelle sorelle di Lychiana memoria sembra un angelo. E con questi personaggi la storia va avanti, calibrata senza mai eccedere e sostenuta dalla classica regia composta e ordinata di O. Russel (che ha soffiato il posto a Darren Aronofsky, che è rimasto però come produttore), senza ottenere mai però un momento veramente toccante o che ti scuota dentro, nonostante si parli di droga all'interno del film. Ma con questo non voglio screditarlo, ripeto, è un bel film e merita certamente di essere visto, ma chi cerca emozioni davvero forti rimarrà deluso. E di certo non era il film migliore di quell'anno.

Da vedere però la scenetta contenuta nei titoli di coda, dove compaiono i veri fratelli Ward, per comprendere anche solo in minima parte il lavoro enorme fatto da Wahlberg e Bale.


Voto: 

8 commenti:

  1. bel film senza dubbio Bale e Whalberg son strepitosi, anche se di questo filone il migliore in assoluto resta The Wrestler

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    1. Quello è bellissimo! Ne farò a breve una recensione, e quattro stelle come minimo ci stanno tutte!

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    2. allla grande Mickey Rourke immenso e ovviamente NON premiato agli oscar

      PS ti ho nominato ai liebster award se vai nel mio blog ci son le regole per partecipare al gioco ;-)

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  2. Mi ha deluso un pochino... ma forse solo perché, come giustamente dicevi anche tu, non è riuscito a trasmettermi delle emozioni particolarmente forti! Gli interpreti, ad ogni modo, sono strepitosi...

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  3. Un film che mi colpì profondamente, devo dire molto di più degli altri presunti "capolavori" di questo regista.

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    1. Ho visto solo gli ultimi tre, e fra quelli questo mi sembra il migliore.

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  4. Finalmente qualcuno non esaltato nè esaltante David O Russell... Condividi ogni singola parola...

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Ragazzi, mi raccomando, ricordiamoci le buone maniere. E se offendete, fatelo con educazione U.U