giovedì 3 aprile 2014

Elfen lied


Se hai la passione per gli anime, hai due rifugi: la fumetteria e internet. Solo che il primo caso è frequentato da quel genere di nerdoni che tanto odi ed i cui commenti valgono come l'aria fritta, quindi l'etere è l'immancabile rifugio per chiunque abbia una passione così di nicchia - o almeno, è ancora giusto definirla una passione di nicchia? E se sul cinema ho sempre avuto pareri discordanti riguardo ciò che sembrano esser ei gusti comuni, con gli anime mi è capitato di essere quasi sempre concorde con quanto viene detto dalla maggioranza. Se un certo anime aveva un successo straordinario, raramente mi è capitato di trovare in esso particolari che me l'abbiano fatto odiare, e se il mio entusiasmo non era alla pari di quello degli altri fan, finivo per trovarlo godibile. Successe ai tempi con gli anime trasmessi da MTV il martedì sera durante l'Anime Night [sigh, quanti ricordi] ed è successo quando ho scoperto la vasta comunità dispersa nella rete che condivideva questa mia passione. La medesima comunità che mi aveva consigliato questo Elfen lied...

I Diclonius sono degli esseri con degli strani cornetti sulla testa in grado di usare i vettori, bracci invisibili capaci di fare gran danno e di difenderli totalmente dalle minacce esterne. Per questo motivo i piccoli Diclonius vengono uccisi in tenera età, o tenuti segretamente in laboratorio per degli esperimenti. Lucy, una Diclonius femmina, riesce a fare una sanguinolenta fuga fuori dal laboratorio, ma un colpo alla testa le fa perdere la memoria e...

La bellissima intro, che vede una canzone in latino cantata da una soave luce bianca e con i personaggi della serie muoversi e prendere posto dentro delle composizioni che ricordano i quadri di Gustav Klimt, mi aveva lasciato son dal primo episodio un altissimo hype circa quello che stavo iniziando a vedere. Certo, con una sigla simile, ne sarebbe venuta fuori una seria all'altezza, e mi aspettavo che quei tredici episodi avrebbero saputo darmi proprio quello che mi aspettavo da un progetto di questo tipo. Capirete quanta è stata la mia delusione non appena finii di vedere tutto quanto, tanto che classificai questa serie come una delle cose [esatto, anche all'infuori del campo degli anime] più brutte che io avessi mai visto. E credo che lo sia anche adesso, per certi versi, e per una serie di fattori che non mi sento di ignorare. O almeno, che non poso ignorare se presenti tutti insieme in un unico prodotto. Innanzitutto la trama mi è sembrata davvero debole, presenta molti punti illogici e delle interazioni fra i personaggi davvero imbarazzanti. E nonostante tutto è proprio sui personaggi e sulla loro emarginazione che vuole puntare a tutti i costi, costringendo lo spettatore a porsi un paio di domande su come sia possibile che in una piccola comunità tutti possano covare quelle che sono le peggiori ansie, spuntate fuori in maniera del tutto casuale, così come casuale è il modo in cui protagonisti e comprimari hanno modo di incontrarsi. Anche perché queste turbe interiori danno il via al secondo punto che mi ha dato maggiormente fastidio, ovvero la violenza. E qui non voglio essere superficiale, perché molti avranno potuto vedere all'interno di questo blog quanto mi piacciano certi film violenti, sia fisicamente o psicologicamente, ma qui si è proprio varcato il limite. In negativo. Perché posso arrivare ad accettare che una tizia arrivi a massacrare i quasi cento scienziati e soldati che la tenevano imprigionata in un solo episodio, posso capire che essa voglia staccare un braccio al mercenario incaricato di eliminarla così come posso accettare che arrivi a massacrare la bambina Diclonius quando le viene mandata contro... ma trovare un massacro a ogni episodio, che magari cerca di far leva su un certo tipo di pubblico mettendo in mezzo bambini e animali aggratis, toglie gran parte del potenziale che un certo tipo di scena può avere, rendendo solo una certa monotonia nel vedere delle scene trucide e truculente riproposte con morbosa ossessività quando invece vogliono stupire e shockare circa i livelli raggiunti dalla protagonista. Una protagonista coinvolta più di una volta in delle scenette ecchi davvero fuori luogo, tanto che a un certo punto mi è sembrato di assistere alla proiezione di un goru hentai, visto che sangue e tette sembrava dover essere diventato un binomio fulcro di questa produzione animata. Ma come se non bastasse, ci pensa pure un chara decisamente frettoloso che non sa proprio compensare la gratuita volgarità di certe scene insieme a un'animazione davvero a basso costo, che mi ha fatto chiedere più di una volta come mai stessi continuando a torturarmi gli occhi con questa schifezza. Forse perché era di soli tredici episodi e volevo finire in fretta... peccato che il vero finale, mi si dice, sia su un piccolo gruppetto di OAV, allorché mi è decisamente passata la voglia ed ho mandato tutto affanculo, accontentandomi di quella strana accozzaglia di situazioni finali che non portano a nulla. Mi è stato detto che il manga, per quanto disegnato ancora più di merda, sia molto meglio, ma per il momento non credo approfondirò il tutto, anche perché al momento per le cose che riguardano la nona arte sono nel periodo delle novelle francesi.

Resta comunque un po' di amarezza nel vedere come in molti si siano fatti prendere per il culo da un anime così malfatto, sia tecnicamente che filosoficamente, da arrivare a definirlo un capolavoro. Sarà, ma per me i capolavori sono ben altri


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