mercoledì 21 maggio 2014

Death note


Era da un po' che non parlavo di serie animate, quindi era meglio darsi da fare per dare un minimo di stabilità a questo blog. Il che poi corrisponde a un certo 'nostalgicismo' che mi ha attaccato come un morbo in questi ultimi periodi. Sarà che la vita fuori dalla scuola, con le sue mille vicissitudini e via dicendo, mi ha fatto capire che le superiori che tanto ho odiato sono state in realtà una manna, ma ultimamente continuo a pensare alla mia vita da ragazzo. Ma anche a quella di quando ero bambino, dove le difficoltà erano ancora meno e le preoccupazioni erano quasi assenti. Tornando la periodo teen, forse quello più dubbioso della mia esistenza [e dove forse, purtroppo, potevo benissimo essere definito come un metal-nerd] posso ben dire che le serie anime hanno avuto una più che pesante influenza, facendomi aggrappare anche ai tormentoni di quel periodo. Uno di questi è stato il manga Death note, scoperto con quasi due anni di ritardo - sennò che alternativo sarei stato? - nella versione gold, alta il doppio di una normale targata Planet manga, e che con un solo numero mi fece innamorare delle avventure di Kira/Light e della sua missione di depurazione del mondo. Poi, per inciso durante la terza superiore, arrivò anche la connessione a internet, ed ecco quindi che potei vedermi anche le puntate della serie animata, Rigorosamente subbate, altrimenti che otaku sarei stato?

Riuk, uno shinigami parecchio annoiato, per puro diletto fa cadere sulla terra un Death note. Esso è un quaderno della morte e scrivendoci sopra il nome di una persona è possibile farla morire a proprio piacimento. A raccoglierlo è Light Yagami, brillante studente delle superiori, anche lui annoiato e deluso da un mondo che non sembra rappresentarlo. Quale migliore occasione, dato che ora ha il Death note, di usarlo per eliminare tutti gli elementi inutili e malvagi onde creare un mondo perfetto?

La prima cosa che mi viene in mente circa il passato periodo Death note sono le folle di cosplayer che imperversavano a Lucca Comics. Davvero, c'era un proliferare di tizi che, in maniera alterna, cercavano di tributare quei personaggi. All'epoca era così che determinavo il successo di un prodotto, oggi invece lo faccio dai 'mi piace' su Facebook. Questa rimane comunque una delle serie che più mi hanno entusiasmato, coinvolto, emozionato e, in parte, anche deluso. Infatti questa è una serie che, come il manga da cui è tratto, ha avuto una serie di alti e bassi davvero notevoli. Come l'originale cartaceo inizia col botto, una narrazione estremamente ben fatta che ti fa addentrare dentro un mondo dalle tinte fosche dove tutto ragiona attraverso degli estremi. Riuk è annoiato da un mondo che non gli da alcuna emozione mentre Light si crede superiore a tutti i suoi simili, tanto da prendersi l'onere e l'onore di decretare chi di loro merita di vivere o no. E questo, stando alla sua logica, è una distorta riflessione fatta a fin di bene, perché eliminando gli individui malvagi o inutili si potrà rendere il nostro pianeta un luogo migliore e vivibile. Questo pone al lettore/spettatore una serie di domande di certo non facile. Quanto il ragionamento di Light è giusto? Alla fine della fiera chi è che non vorrebbe eliminare le persone che stanno antipatiche o che riteniamo far parte solo del male? Cose che ironicamente [?] hanno portato all'origine di questa gif, ma che in me all'epoca avevano fatto porgere diversi interrogativi circa la pena di morte. E' giusto che lo stato (o chi ne fa le veci) si liberi di una persona dannosa, come un pedofilo o uno stupratore? C'è chi pensa di sì, perché chi si macchia di certe azioni non è considerabile un umano, mentre io sono dell'idea che il soggetto in questione debba sì pagare il debito con la società, ma non con la vita. Vi assicuro che queste riflessioni hanno dato origine a dei veri e propri litigi che però non sono mai riusciti a farmi cambiare idea in merito - per fortuna. La serie si interroga su questo ma lo fa in maniera più velata, lasciando - com'è giusto che sia, in minima parte - gran parte dello spazio alle numerose macchinazioni fatte da Light per effettuare il suo piano di conquista. E ce ne sono davvero delle belle, perché un casino tale mi chiedo chi minchia possa averlo mai ideato. Solo le prime due stagioni di Lost mi hanno saputo infondere un livello simile di attesa spasmodica, e come la serie targata Abrams & Lindelof questo anime ne racchiude la triste sorte. Dopo questo inizio davvero 'eccezionale veramente' gli intrighi aumentano, i casini si fanno incalcolabili e le leggi del quaderno della morte si insediano come una minaccia. Ovvio che a lungo andare si perda l'obiettivo principale, si facciano dei vistosi errori di continuity e si violino le leggi che compaiono a metà di ogni episodio. Questa seria ha il demerito di mettersi il bastone fra le gambe da sola, inciampando più volte ma facendolo con gran classe. Perché nonostante si scoprano molti errori dopo aver ragionato a mente fredda non si può ammettere che si resti sempre con una voglia smodata di sapere come tutto vada avanti. E poco importa che gran parte di questi errori siano dovuti al fatto che la serie cartacea [alla quale rimane fedelissima persino in certe inquadrature, cosa che mi ha dato un poco fastidio] doveva terminare a metà con la morte di un certo tizio, perché qui si ha una componente registica che, nei limiti del possibile, ovvia il tutto. A livello tecnico ci sono delle trovate che lasciano davvero basiti, che insieme alla raffinatezza e alla fluidità di certe animazioni sanno ingannare la mente quanto basta per la canonica durata di venti minuti di un intero episodio. Ma basta questo a rendere questo anime il capolavoro che molti hanno - e continuano - sbandierato?

Forse non l'anime che meritavamo, ma quello di cui avevamo bisogno. Death note rimane una visione in grado di emozionare e di intrattenere con intelligenza.


Voto: ★★★ ½

13 commenti:

  1. Ottimo manga e ottimo anime, rivogliamo la MTV night!!! ç.ç

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    1. Già. E pensare che ora MTV è pura spazzatura, se non altro con gli anime ha passato dei prodotti molto interessanti, tipo Evagelion.

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  2. Avevo cominciato a guardare l'anime tempo fa e ricordo di esserne rimasto parecchio colpito. Ma arrivato a metà ho mollato; troppo lento, incasinato e l'atmosfera iniziale era andata in vacanza ad Honolulu. Comunque bella recensione.

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    1. Come scritto, inizialmente la serie di manga doveva durare la metà, ma visto il successo hanno costretto gli autori ad allungarla all'inverosimile. E il brodo, se lo annacqui, risulta buono fino a un certo punto...
      Comunque grazie :D

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  3. Grande anime, più la prima che la seconda parte. Sai però che da molti vine snobbato perché "commerciale"?

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    1. Quelli che ancora si aggrappano alla scusa del "commerciale" credo meriterebbero un girone dantesco tutto per loro. Che senso ha questa affermazione? Ogni cosa è commerciale dato che viene messa sul mercato ed anche i prodotti rivolti a un grande pubblico possono avere dei meriti inattesi.

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  4. Lo vidi alle superiori e me ne innamorai. Lessi anche il manga due volte. La qualità rimane alta anche quando compaiono Mello e Near (che mi stanno sul culo in una maniera allucinante). Inutile dire che ho tifato per Light/Kira fino al gran finale ;(

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    1. Ti dirò, Light/Kira è uno di quegli antieroi che non mi hanno mai fatto tifare per loro, dato che l'ho sempre ritenuto un esaltato con manie di grandezza. E a me questa gente fa paura, più che altro...

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  5. Ma quindi, oh mia fonte di conoscenza nipponica, che faccio io? Inizio con l'anime o il manga?

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    1. Ti dirò, per me puoi iniziare a piacimento. L'unica differenza significativa è una micro-scena nelle ultimissime pagine

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  6. Credo di essermi persa il finale, però mi stava piacendo... Da quando è morto Elle però ha perso tanto...

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    1. E perde anche nel finale, secondo me. Credo che nessuno si aspettasse un simile successo e che abbiano costretto gli autori a proseguire - con tutti gli effetti dettata dalla controvoglia.

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Ragazzi, mi raccomando, ricordiamoci le buone maniere. E se offendete, fatelo con educazione U.U