sabato 21 giugno 2014

Immaginare la scienza


Raccolta di racconti alla quale hanno partecipato scrittori professionisti e alcuni studenti delle superiori. Fra questi ultimi, come desumibile, c'era pure io, qui nella doppia veste di 'autore' e disegnatore di una delle storie. Va detto poi che io come scrittore mi sono sempre sentito davvero mediocre - più che mai in quei terribili e confusionari anni delle superiori - ma come disegnatore ero anche peggio. Come mi abbiano accettato in ambo i ruoli per me rimane ancora un mistero...

Le storie qui presenti sono tutte di genere fantascientifico, e vedono quindi le varie menti cimentarsi nello stesso genere ma con esiti e risultati davvero differenti. Io l'ho trovato davvero un esperimento simpatico, che mi ha fatto capire che si possono narrare situazioni e tematiche davvero diverse anche se si scrive dello stesso genere, quindi alla fantasia, effettivamente, non c'è un vero e proprio limite.

Il mio racconto è L'arma minorata, e vede il mondo coinvolto in una guerra spaziale mediante il potere fornito da dei malati di mente, assoldati tramite il Progetto Nietzsche. Quando però il più potente di loro riesce a sfuggire, viene mandato il suo vicino di stanza a cercarlo, con tutti gli esiti del caso...

Certo, a leggerlo adesso ci sono davvero un sacco di ingenuità. Alcuni punti della trama fanno davvero acqua da tutte le parti, i dialoghi sono quel che sono e i personaggi sono fin troppo sfaccettati, da diventare quasi caricaturali e involontariamente grotteschi - poi, non contento, ho tirato in mezzo anche temi come la pedofilia. Salvo però il finale, altamente ingenuo e dissociato, ma che però mi ha sempre divertito come opzione.

Prodotto tipico di un diciottenne molto confuso e che è cresciuto con anime, manga, fumetti, saghe fantasy e altre amenità.

Però è pur sempre un inizio.

2 commenti:

  1. Sembra interessante! Beh si tende sempre ad essere molto critici con i se stessi del passato. Però c'è da dire che già all'epoca evidentemente avevano visto un qualche talento dietro qualche piccola ingenuità... Io nello stesso periodo pubblicavo le mie poesie sul giornalino scolastico, che imbarazzo nel rileggerle!

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    1. La poesia... il mio più grande limite! Per quanto mi sforzi proprio non ci arrivo, mea culpa T.T
      Poi vabbeh, come si evince dal blog stesso, sono iper-critico, specie con me stesso. Il che alle volte è un problema, perché non capisci se c'è veramente qualcosa che non va in quello che hai fatto o è semplice cagacazzismo.

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Ragazzi, mi raccomando, ricordiamoci le buone maniere. E se offendete, fatelo con educazione U.U