giovedì 5 giugno 2014

Locke


A vivere dalle mie parti ci sono parecchie rogne. Certo, il Trentino [per ora] è regione autonoma e quindi ci sono indiscutibilmente un sacco di vantaggi che per certi versi hanno attutito in minima parte la crisi, poi io vivo in un paesino tutto sommato tranquillo quindi eccezion fatta per certe baruffe inevitabili nel corso dell'adolescenza posso dire di essermela passata parecchio bene. Se però hai la passione per il cinema certe pellicole devi dare per scontato che non le vedrai mai su grande schermo, perché se tutto va bene le distribuiranno a Bolzano (a più di un'ora di tremo da dove abito io, quindi) oppure non le proietteranno neppure. A questo però ha dato il giusto rimedio il cineforum della mia cittadina, dove settimanalmente si dà l'occasione ai cinefili delle Alpi di poter vedere le pellicole con meno richiamo, anche se non sempre sono cose che mi interessano. Mi hanno permesso però di poter vedere questo Locke, film di cui sapevo poco o nulla ma del quale molti nella blogsfera hanno parlato con termini quasi sempre entusiastici. E nonostante io sia una di quelle persone che quando sentono parlare solo bene di un qualcosa perdono gradualmente interesse, questo film aveva un che in grado di incuriosirmi. Sarà stato il poster molto figo, sarà stata la presenza di un attore reinventatosi completamente negli ultimi anni come Tom Hardy o il fatto che fosse british, ma a me intrippava parecchio. E dato che durante la Festa del Cinema me lo sono perso, sono corso ai ripari.

Ivan Locke è un capocantiere che, il giorno più importante della sua carriera, abbandona tutto per partire in viaggio verso Londra. Lì si trova Bethan, la madre di suo figlio, frutto di una notte di un anno prima. Peccato però che Ivan sia già sposato ed abbia già una famiglia, cosa che complica la situazione. Ma l'uomo sente che quella è la cosa giusta da fare, quindi abbandona tutto in nome di quella che è una redenzione personale...

Alle volte è salutare andare al cinema senza sapere nulla circa quello che si sta guardando. Ti evita di farti finte aspettative e di goderti senza filtri lo spettacolo, cosa che è successa a me questa sera. Certo, dalla locandina mi aspettavo un film a là Drive, ma ho cercato di evitare di farmi delle mie idee, lasciando che fossero solo le immagini a parlare. Anche perché il regista non l'avevo mai sentito nominare, ma conoscevo il suo precedente lavoro per il recente cult di cronenberghiana memoria citato dalla locandina, e quello aveva iniziato a farmi squirtare mentalmente all'idea di aver a che fare con un narratore professionista. Il risultato è stato quello di trovarsi davanti a un gran bel film, semplice, basilare, linearissimo e tutto quello che volete, ma che in barba a me che amo le trame supercomplicate e gli intrighi ogni mezzo minuto, ha saputo arricchirmi nel suo piccolo e intrattenermi nonostante un certo handicap che la struttura poteva trascinarsi con sé. Perché ambientare un'intero film dentro una macchina rischiava di far diventare questa pellicola, pur durando solo un'ora e venti, un mattonazzo di dimensioni cosmiche. E pure in Cosmopolis ogni tanto il povero (si fa per dire) Erik Parker lo si faceva uscire dalla limousine, eppure qui nulla, L'unico esterno concesso e quello a inizio film, dove si riprende il cantiere dove Ivan lavora per poi seguirlo in tempo reale in questo suo viaggio contro il tempo. Ivan è un uomo che ha sbagliato, in quindici anni di assoluta fedeltà matrimoniale ha sgarrato una sola volta ed ora il frutto di quella notte sta per nascere. Non lo fa per amore, lui non ama la donna che gli da dando un altro erede, lo fa per se stesso, per riuscire a risanare una ferita che si porta dietro dalla nascita, dare il proprio cognome a quel frugoletto e continuare con la sua vita. E per fare questo abbandona tutto, la partita di calcio che aveva promesso di seguire insieme al figlio, la sua famiglia e l'importante lavoro che doveva seguire, finendo poi per perdere tutto. Fondamentalmente, questo è un film sulle scelte. Perché ogni persona sbaglia, ogni persona ha compiuto almeno una cosa che gli ha fatto dire «Col senno di ora non la rifarei mai». Forse l'importante però non è sbagliare, ma cercare di porre rimedio ai propri errori. Tutti sgarrano, ma pochi reagiscono. Spesso sono cose che ci lasciamo alle spalle, ma la cosa più importante è cercare di reagire a queste cose. E non lo si fa per rendere il mondo un posto migliore, non lo si fa (solo) per far star meglio il prossimo... tutto questo è un atto che nasce dall'egoismo, perché forse l'altruismo non è altro che una forma di larvato egoismo tatticamente camuffato. Ivan Locke compie tutto questo per affermare se stesso, per darsi un'identità che gli era negata e per risolvere un dilemma ancestrale che lo accompagna da sempre e, non ultimo, per redimere la propria anima. Lui, che è un uomo semplice, tanto che la donna che aspetta un figlio da lui si chiede come abbia fatto ad andare con uno a cui non piacciono il teatro e la lettura. Locke sa solo poche cose, come costruire palazzi ma non come costruire una vita serena, ed è principalmente per questo che cerca di fare tutto questo, senza mai arretrare ma mostrando in più di un punto paura e incertezza verso quello che sta facendo. Perché per quanto cerchi di stravolgere la propria esistenza, è un umano, come lo siamo tutti. Fallibili, imperfetti, ma comunque dotato di una volontà propria. Un film con un bel messaggio, con una fotografia tanto bella da essere seconda solo a quella di Valhalla rising [tanto per citare di nuove Refn] ma purtroppo in alcuni punti deficitato proprio da questa sua struttura così rigorosa, che però non gli impedisce di avere comunque una sua inaspettata scorrevolezza.

Non un capolavoro, ma un film onesto e intelligente che riesce ad essere molto più profondo di tanti altri titoli più complessi che operò finiscono per non portare a nulla. Questo ha una gittata forse corta, m quando arriva al bersaglio si sente eccome!


Voto: ★★★ ½

12 commenti:

  1. Un film che avrei voluto vedere in sala ma mi sono perso. Lo recupererò ben consapevole che non si tratta di un capolavoro, così da ridurre il rischio delusione.

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  2. Qui al sud la situazione è praticamente identica. Infatti avevo intenzione di guardare questo film ma nessuna sala nei dintorni lo proiettava ed è finito nella lista dei film da recuperare in dvd insieme a Nymphomaniac. Cmq è interessante vedere che ci sono polentoni che di cinema ne capiscono :-)

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    1. Acc, corpo di mille balene, si parte con gli insulti razziali ora :-P

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  3. Non sono ancora riuscito a recuperarlo, ma spero di poter rimediare presto.

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  4. Capolavoro direi di no, ma certamente uno dei migliori film dell'anno. Che ci riconcilia con il cinema e dimostra che per fare un bel film non occorrono grandi capitali: l'importante è avere idee e talento (e un grande attore, che non guasta mai...).
    Locke ne è la dimostrazione.

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  5. Devo rimediarlo pure io questo film, Tom Hardy è diventato uno dei miei preferiti dopo la visione di Bronson di Nicolas Winding Refn, sono curiosa di vederlo in questo film :)

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    1. Lì è davvero bravissimo, qui invece si trattiene un attimo, ma fa ugualmente una prova eccelsa!

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  6. Che invidia, io me lo sono fatto scappare perchè in sala lo hanno tenuto pochissimo! Spero esca presto in dvd per riprenderlo!

    Anche io ho aperto un blog da poco...se ti va, vieni a dare un'occhiata! :)
    http://myindiepoptaste.blogspot.it/

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    1. Eh, io l'ho visto per puro culo. Passerò di sicuro a vedere appena ho tempo :)

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Ragazzi, mi raccomando, ricordiamoci le buone maniere. E se offendete, fatelo con educazione U.U