martedì 8 luglio 2014

Alps


Come ogni settimana è arrivato il martedì. E grazie al cazzo, direte voi, succede sempre, è la naturale successione temporale. E poi più che altro ci si lamenta del lunedì, ma stranamente a questo giro non scrivo per lamentarmi. Più che altro volevo sottolineare il fatto che, dalle mie parti, oltre al mercato mattutino, la sera del secondo giorno della settimana si tiene anche una simpatica rassegna di film inediti sottotitolati in un bar abbastanza malfamato e pieno di loschi figuri. Cose che a confronto i peggiori di Caracas sono ospizi per vecchiette. Però l'iniziativa è molto interessante quindi, nonostante sia stato costretto a dover saltare un paio di proiezioni peraltro molto interessanti, dovevo andarci. Anche perché ultimamente ho scoperto le macabre meraviglie del cinema greco e questa volta toccava a Alpeis di Lanthimos, colui che mi aveva inquietato non poco con Kinodontas e che mi aveva fatto tremendamente bestemmiare per l'irreperibilità di questo suo successivo lavoro, facendomi rendere conto che manco la rete rende liberi di acculturarsi come si vuole. Quindi ben vengano iniziative come questa, perché permettono di esplorare settori di una propria passione che da soli forse non riusciremmo mai a colmare, e infatti il cinema non lo si deve usufruire meramente, ma anche condividere. Purtroppo però io abito in un paese del Trentino e non a Bologna, quindi...

Un gruppo di persone, dietro compenso dei familiari, si mettono a interpretare per poche ore la settimana le vite dei loro cari defunti. Si informano di tutte le loro particolarità e inscenano persino degli sketch che li vedono protagonisti. Si fanno chiamare Le Alpi, perché qualsiasi montagna delle Alpi può sostituirne un altra ma non viceversa. Un giorno però una delle 'attrici decide di tenere per se la notizia della morte di una giovane tennista, e quindi...

Sicuramente a Lanthimos deve piacere molto Haneke, o almeno, il regista austriaco deve essere stato uno dei suoi maestri ispiratori, perché la freddezza tipica delle sue pellicole le ritrovo in quelle dell'autore greco, da molti considerato come uno dei nuovi maestri della moderna settima arte. Poi, questa invece è una sicurezza più che assoluta, io devo essere una persona abbastanza ignorante, perché nonostante tutti decantino le abilità di questo cineasta io arrivo a pensare che, per quanto bravo e sicuramente capace di ricercare dei temi interessanti e scomodi, arrivi solo a metà di quello vuole dire. Chiamatela stupidità o eccessiva analisi - leggasi: cacacazzismo - ma come nella sua precedente fatica non riesco a ignorare delle cose che non mi fanno esultare come molti altri recensori della blogsfera, sicuramente più bravi e accorti di me, hanno fatto. Qui dentro ho trovato temi come l'elaborazione del lutto, il ricordo, il sentirsi realizzati solo appartenendo a una cerchia e la ricerca della propria individualità, ma ho come avuto l'impressione che fossero maldestramente messi tutti insieme, facendone risaltare alcuni a sfavore di qualcun'altro. Perché il soggetto di base è potente e sfiancante, ma manca qualcosa che lo giustifichi. Perché questi personaggi lo fanno? Cosa li ha fatti incontrare? Tutte cose che mancano e che per questo mi hanno fatto sembrare il film come una cosa un pochetto fine a sé stessa. E qui possiamo tirare di nuovo in ballo Haneke, perché pure lui utilizzava un escamotage narrativo simile eppure con risultati diversi. Nei film dell'austriaco le cose non dette erano alla fine quello che gravava sul senso finale dell'opera, il non sapere determinate cose di rilevante importanza faceva in modo che i suoi film divengano delle opere di terrore estreme e agghiaccianti, provocatorie come non mai. Qui invece ho percepito quelle mancanze come delle semplici sviste, dei particolari che forse avrebbero permesso all'opera di volare davvero. Ma da un lato è proprio questa freddezza che rende il film indimenticabile ed efficace, è il vedere [di nuovo] il sesso così freddo e quasi assente nonostante la presenza, la distanza di sicurezza che si vuole creare non tanto per evitare di assistere alle scene più cruente, ma per avere uno spazio visivo più ampio in modo da poterne mirare le conseguenze, che mi ha saputo far sentire sporco e infastidito - che se non si fosse capito, è una sensazione che spero riesca a darmi un film con questi intenti. «La morte non è la fine, ma l'inizio di qualcosa di migliore», dice a un certo punto la protagonista ai genitori della giovane tennista morta, ed io credo che il succo di tutto il film si nasconda in questa frase. Perché la morte è triste, dolorosa e reca un immenso dolore ai nostri cari. Ma una volta che sei morto, sei morto. Stop. E' la vita il vero problema, vivere è forse la fatica più grande di tutte. Non so come sia la società greca, a parte che sono messi peggio di noi in quanto a crisi, e questo forse mi impedisce di capire appieno certi passaggi, ma il vedere come rappresentano la perdita dell'individualità in film come questo o Miss Violence mi fa davvero raggelare il sangue. Così come l'incertezza che aleggia intorno al padre della protagonista (lo sarà veramente, poi?), quello sì un non-detto usato alla perfezione ma che, sempre a mio parere, finisce per perdersi in quello che è un mare tranquillo ma che accenna una parentesi di burrasca.

Il cinema greco continua a mietere vittime e ad appassionarmi sempre di più. Questa pellicola è la conferma dell'interessante voce offerta da un panorama troppo spesso ignorato che però sta emergendo.


Voto: ★ ½

12 commenti:

  1. Inseguo questo film da un sacco di tempo, spero di riuscire a vederlo prima o poi :)

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    1. Eh, io ho provato a cercarlo in rete, ma le mie capacità informatiche sono troppo scarse. Infatti l'ho visto grazie a un evento.

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  2. è lì in attessa e sono molto curioso, Kinodontas mi era piaciuto moltissimo

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    1. Pure "Kinodontas" mi aveva lasciato perplesso su alcuni punti, anche se a risultato finito mi aveva convinto di più.

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  3. Cazzo, avevo scritto un commento lunghissimo e non me l'ha presoooooooooooooooooooooooooooo

    ora devi aspettare che smonta la rabbia e ho la forza di riscriverlo, almeno in parte, che cazzo

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    1. Commento lunghissimo... e dimmi, senza gli insulti sarebbe stato lungo uguale? :-P

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    2. Ma pensa che non ti avevo nemmeno insultato...
      Non lo farò lungo come l'originale.

      Allora...
      Prima cosa, ogni volta da quello che scrivi da me e leggendo le tue rece sembra che sti film non ti siano piaciuti granchè, e poi mi ritrovo ogni volta tipo 3 stellette e mezzo che se non sbaglio dovrebbe equivalere a un voto poco sotto l'8...

      Il fatto è che parti prevenuto per rompergli i coglioni (cacazzismo) ma poi la tua anima onesta alla fine prende il sopravvento.

      Seconda cosa straordinario il fatto che l'abbiano fatto a un piccolo cineforum, complimenti a lro.

      Terza cosa molto interessante la tua riflessione sul non detto di Haneke e Lanthimos ma dire che per uno è un pregio per l'altro un difetto è solo perchè vuoi cacare il cazzo a uno ed esaltare l'altro :) :)

      Che poi, su Alpis un briciolo ti dò ragione, è vero, due informazioni in più erano assolutamente ben accette ma su Dogtooth no, dai, la meraviglia di quel film secondo me è proprio quella.

      Poi dicevo altre cose ma non ricordo.
      La rece è ottima, anche nelle critiche, sei te che alla fine hai amato sti film ma ti fa paura dirlo.

      Tra un pò farò un altro film greco in straming condiviso, The Daughter, se quella sera sei libero "vieni" a vederlo che almeno il giorno dopo si fa la rece entrambi.

      Io premo invio, se non me lo prende ti dico addio.

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    3. Allora...

      Tre e mezzo non è un voto né alto né basso. Matematicamente sarebbe un sette, io lo valuto come 'bel film'. C'è anche la legenda in alto :-P poi oh, essere cacacazzi è una way of life!

      Sì, davvero bravi!

      Sinceramente? No, qui canni. Mi pare anche di aver detto perché. E' che Lantimos lo trovo un regista estremamente interessante, ed è per questo che son così severo su di lui, proprio perché sono sicuro che potrebbe dare molto di più dato che le capacità le ha tutte.

      Che questo film mi è piaciuto però lo dico fin da subito, eh, anche "Dogtooth". Non mi fosse piaciuto non avrei cercato spasmodicamente altri suoi lavori. :D per lo streaming vedo di esserci!

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    4. Se 4 stellette

      "non un capolavoro ma siamo da quelle parti"

      3 e mezzo un pò fa pensare ad un voto più alto in una scala, come la mia, che presuppone il 10

      (e poi la legenda devi metterla visibile, non con un link, uno che viene come fa a capire???)

      mai fatto una canna in vita mia

      a presto per il resto!

      ;)

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    5. Se però è un voto di mezzo, vuol dire che è più del 'buon film' ma ancora non abbastanza dall'essere un 'capolavoro mancato' :) metterla visibile no, che è timida e poi arrossisce e la gente non capisce più nulla.
      Manco io, poi, se è per questo. Ma la gente non ci crede mai, manco ora che ho tagliato i capelli.

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    6. Forse nella foto profilo i capelli sembrano ancora un po' lunghi

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Ragazzi, mi raccomando, ricordiamoci le buone maniere. E se offendete, fatelo con educazione U.U