domenica 13 luglio 2014

Californication - stagione 5


E così Hank Moody non passerà i suoi giorni in gattabuia ed è libero di scorrazzare (e scopare) felice in giro per gli USA. Così finiva la bellissima quarta stagione e, forse a malincuore, mi tocca ammettere che quello potrebbe essere stato un gran bel finale. Un finale che si bloccava sul più bello e che lasciava la mente dello spettatore libera di immaginarsi un Hank forse maturato e migliorato a quell'esperienza, trasformato e trasfigurato in un uomo nuovo che ha compreso che la vita non è tutto cazzeggio e puttanate - ma se uno sulla soglia dei quarant'anni non l'ha ancora capito forse c'è da farsi qualche domanda. La serie invece in America ha riscosso un gran successo, mentre da noi era seguita da quattro gatti in seconda serata, così i magnaccia della Showtime hanno rinnovato il proseguendo per altre tre stagioni che, mi spiace dirlo, sono proprio una peggio dell'altra. La quarta è stato il testamento artistico di una serie che forse da dire non ha mai detto molto, pur avendone le potenzialità, che però in alcuni casi ha decisamente battuto la fiacca. Questa stagione per me è stata proprio uno dei punti più bassi in assoluto e, come quella che è seguita - forse la peggiore in assoluto - condivide una parentesi musicale.

Hank sta provando a rifarsi una vita a New York, però Samurai Apocalypse, un rissoso e scontroso rapper, lo contatta per scrivere la sceneggiatura di un film che lo vedrà come protagonista: Santa Monica Cop. Durante il volo per ritornare in California [e dall'amata Karen, oramai risposatasi] si chiaverà una bella donna color cioccolato... che è proprio una delle pupille di Samurai. Le cose si complicano ancor prima di iniziare...

Una strana cosa è successa poco prima della lavorazione della prima stagione. La rock band dei Red Hot Chili Peppers ha sporto denuncia a Tom Kapinos, autore di questa serie, per l'omonimia con la loro canzone Californication. Alla fine però l'ha vinta Kapinos perché il suddetto termine è stato usato per la prima volta dalla rivista Time Magazine nel 1972, quindi i simpaticoni del funky non posseggono i diritti su quella terminologia. Questa è una piccola curiosità che ho scoperto navigando in rete, ed è decisamente più interessante di questa stagione. Che non è brutta, alla fine si lascia vedere e strappa pure qualche bella risata, ma si sente lontano un miglio l'assoluta inutilità della storia che vuole raccontare. Una storia che ha sicuramente i suoi punti forti e che pone delle nuove regole che non si possono proprio ignorare, ma purtroppo queste novità vengono usate in maniera davvero approssimativa e infantile. Sarà che io sono particolarmente allergico ai contesti musicali nei film, dato che dalle mie parti tutti sembrano suonare e se non sei appassionato di musica non sie un cazzo di nessuno, ma qui tutto viene mesco in un qualcosa in cui Hank non centra una proverbiale beneamata fava. Già i titoli dei suoi libri sono presi in prestito da alcuni album degli Slayer, quindi perché affiancarlo a un star dell'hip-hop viziata e arrogante? Perché smenarla che Moody è uno scrittore in crisi d'idee se invece così raramente è coinvolto in cose che hanno a che fare con la scrittura? E perché chiamare un tizio come RZA, che a recitare manco è capace, e che dopo questo ha continuato a far danni al cinema con L'uomo dai pugni di ferro [anche se ammetto che, nonostante la palese incompetenza, l'ho graducchiato]? E così la serie va avanti, fra Hank che si barcamena fra la tipa dell rapper e mille altre scopamiche, Charlie Runkle che è sfigato come non mai [davvero, c'è un limite alle umiliazioni di quell'uomo?], la figlia che cresce e diventa sempre più stronza fino alle immancabili seghe mentali con l'amata Karen. Una donna che più stupida di così non si può, perché se dopo tutti quegli anni continua a ritornare indietro da una persona che ha fatto di tutto per far naufragare un rapporto allora c'è qualcosa che non va in te. E va bene che l'amore è cieco, ma alle volte credo che bisogni spero dire no non solo per il proprio bene, ma anche per quello degli altri - ecco perché avevo amato il finale della quarta stagione. Ma alcune parole vanno date ai finali, quello principale e quello effettivo. Il primo è quello che vede chiudersi le varie sottotrame della stagione, che è davvero pessimo. Non puoi farmi vedere per tutta la durata delle dodici puntate gente che scopa nelle maniere più impensabili e fa cose ai limiti della legalità, per far concludere tutto come la più insipida commedia romantica, dove tutto si sistema ed i personaggi scoprono la bellezza dell'unità e dello stare insieme dettato dalla famiglia. Perché no, è proprio quello che fanno. E da uno come Hank, che i moralismi li odia, proprio non te lo aspetteresti. Poi però viene il finale di stagione, gli ultimi secondi che creano una realtà circolare con quella che era l'apertura del primo episodio, un qualcosa di molto semplice e banale ma, a conti fatti, davvero bello. Una sviata alla Moody che ti fa capire come mai all'inizio si amava molto questa serie e perché, nonostante i cali si siano sentiti anche prima, si continua a seguirla pure nelle sue stagioni più disastrate.

Tutto sommato guardabile anche se l'inizio della fine si sentiva non poco. Il vero tracollo avverrà con la sesta, per riprendersi all'ultimo con la settima e concludere abbastanza blandamente il tutto.


Voto: ★ ½

2 commenti:

  1. Io l'ho abbandonato alla quarta, malgrado le tette

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La quarta per me è la besteva. Poi diventa ignorabile...

      Elimina

Ragazzi, mi raccomando, ricordiamoci le buone maniere. E se offendete, fatelo con educazione U.U