venerdì 11 luglio 2014

Sfondamento dei cieli Gurren Lagann


Guardare anime è un po' come andare a scuola. No, non nel senso che devi sacrificare tredici anni di vita a studiare cose che non ti interessano, insegnate da dei perfetti incompetenti e che molto probabilmente non ti serviranno mai nella vita. Nel senso che ci vuole costanza, determinazione e tanto tempo da sacrificare. Io purtroppo studente modello non lo sono mai stato, pure a scuola facevo cagare, quindi ecco che recupero questa serie con estremo ritardo. Perché con gli anime ho sempre avuto uno strano rapporto... li adoro ma non sono mai stati la mia passione primaria, per quanto siano state una delle influenze più grosse che io abbia mai avuto in termini di cultura di massa. Però vado un po' a periodi. E questo, insieme a quello prima, è stato l'anno che mi ha visto entrare in quel folle labirinto che erano le serie-tv, quindi ecco che l'animazione nipponica è stata sostituita con un tipo di intrattenimento seriale (per me) nuovo e tutto da scoprire. Senza contare che ai canonici episodi da venticinque minuti si sono sostituiti quelli da quaranta, quindi anche il tempo è stato quello che è stato. Però dopo qualche mese di assenza sono voluto ritornare e recuperare questa serie, che ai tempi aveva fatto parlare non poco e che mi aveva incuriosito, data la mia recente voglia di cose robotiche e fracassone - capitemi, è iniziata l'estate e spunta il mio lato più tamarro.

Siamo in un lontano futuro. L'umanità è relegata nel sottosuolo e Simon, un orfano scavatore, trova uno strano oggetto a forma di trivella. Poco dopo scoprirà che tale oggetto serve ad attivare un piccolo robot, anch'esso sepolto nel sottosuolo, e verrà spinto a usarlo per salire in superficie da Kamina, un orfano come lui ma di età maggiore e molto più esaltato. Ma quando uno strano essere meccanico attaccherà il loro villaggio, i due proveranno ad avviare il robot, e...

I primi quattro episodi sono dei capolavori. Punto. A me è bastato concludere il primo episodio per stabilire che questa sarebbe diventata una delle mie serie preferite di sempre, pur non avendo al proprio interno chissà quali messaggi profondi o chissà quali trovate registiche o di scrittura. Semplicemente, si prende in analisi un genere che nell'animazione nipponica ha fatto la storia, il mecha, se ne enfatizzano alcuni aspetti, tipo le manie di protagonista oltre ogni limite di Kamina, e li si esaspera fino al limite consentito. Poi ci sono le mazzate, botte da orbi come non ne ho mai viste in tutta la mia vita, animate in maniera sublime e in gradi di esaltarmi come molti film non hanno mai saputo fare. Insomma, basta poco per accontentarmi e questo anime ci è riuscito in pieno. Azione, risate e uno scenario forse poco curato, ma perfettamente in linea con quelli che sono gli intenti di questa serie: non prendersi minimamente sul serio e far ridere con poco. E quando i tempi comici sono così perfetti è impossibile non uscire soddisfatti e realizzati dalla visione. Però... c'è sempre un però. Per quanto i personaggi fosse belli e coerenti, per quanto le battaglie fossero sempre molto fighe e per quanto le risate sovrabbondassero sempre, è successo qualcosa. L'anime è proseguito, finendo per deludere sempre di più. E non si sa come mai certe volte le cose non possono presentarsi per quello che sono, ma pretendono di avere un'autorialità che non esiste finendo così per far tracollare ogni cosa. E' successo per certi versi con Californication e con molti comici che, al momento di fare un film tutto loro, hanno voluto metterci un messaggio a tutti i costi, finendo per far scadere nel buonismo più totale ogni cosa. O per creare semplicemente un pasticcio, fate vobis. Qui non accade nulla, si mantengono quasi sempre le linee fondamentali presentate all'inizio, però anche se tutto avviene in maniera graduale manca una certa coerenza che magari avrebbe potuto rendere tutto ciò più sopportabile. Le cose purtroppo iniziano a farsi serie e, cosa peggiore, quello che è iniziato come un anime parodistico presenta anche dei malaugurati intenti di epicità o profondità di alcuni passaggi. E nella prima metà degli episodi le cose potevano anche essere sopportabili, anche se l'aumentare delle comparse ricorrenti della brigata Dai Gurenn iniziava a infastidirmi, però vedermi scenari drammatici con una tettona rusa de cavei non era per nulla credibile, sia per l'economia narrativa che per quelli che erano gli iniziali intenti. Il peggio però avviene con la seconda parte, dove si susseguono una serie di fatti dalle motivazioni pressoché nulle. E sia chiaro, non cerco spiegazioni logiche e coerenti in un anime di robottoni dall'azione demenziale e quasi pornografica, ma quando lo stesso prende una deriva seriosa al massimo, le castronerie di sceneggiatura iniziano a farsi belle pesanti ed evidenti - una su tutti, la motivazione che ha spinto gli uomini-bestia a relegare gli umani nel sottosuolo. Ed è un peccato, perché nonostante tutto l'anime emozione, ha dei momenti che in un altro frangente sarebbero potuti diventare molto belli e, lo giuro, quando si scopre il perché di questo titolo, ho iniziato a saltare per tutta casa dall'esaltazione. Poi però l'effetto è finito e sono ritornato alla realtà. Ovvero quella nella quale stavo vedendo un anime non brutto, ma che a un certo punto non ha saputo sfruttare le sue carte in regole, affidandosi a un'esagerazione continua molto apprezzabile ma che non giustificava altrettante scelte narrative pesantemente sbagliate.

Un'occhiata la merita decisamente, questo sì, perché comunque intrattiene, sa come divertire con un certo tipo di fan service meccanico ed è animato molto bene. Ma oltre a questo, personalmente, ci ho trovato poco altro.


Voto: ½

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