venerdì 10 ottobre 2014

Leafie - la storia di un amore


Del cinema orientale ne ho parlato molto. Basti vedere nelle etichette in fondo a questo blog di come molti nomi non risultino né italiani né anglofoni, ma che richiamino un certa parte d'oriente. Se per i live action mi sono concentrato soprattutto per la Corea, per il versante dell'animazione gli anime giapponesi sono sicuramente una grande fetta della torta. Ma che ne dite se stavolta vi servo un cartone animato coreano? Eggià, perché se di anime io posso vantare una piccola e parziale conoscenza (non facciamo i finti modesti, se li recensisco per VGNetwork ci sarà un motivo) su quanto concerne l'animazione coreana non so proprio nulla. Il sapere dell' esistenza di questo film quindi è stata una notizia che mi ha ulteriormente invogliato nel vederlo, anche se a prima vista si direbbe un prodotto decisamente destinato a non farsi amare dal sottoscritto. Vuoi perché la locandina è troppo colorata, o forse perché le galline sono abituato a vederle arrosto o a immaginarle alte un metro e settante, bionde e quasi sempre mie vicine di banco...

Leafie è una gallina cresciuta in un allevamento intensivo, che però sogna la libertà. Riuscirà a scappare in maniera piuttosto rocambolesca, scoprendo però che il mondo non è il posto idilliaco che aveva immaginato. Arriverà il fiero germano reale Wonderer a difenderla, fino a quando non perirà per mano di una feroce faina Quando ciò avverrà, la simpatica Leafie si prenderà cura dell'uovo che Wonderer custodiva, allevando il cucciolo che ne nascerà. Ma può una gallina allevare un cucciolo di germano reale?

Non ricordo come l'ho scoperto ma, se non erro, è stato attraverso un trailer televisivo. Il che è strano, perché questo film, come da migliore tradizione, è stato distribuito malissimo e non se l'è sfangato nessuno, quindi anche solo il fatto che l'abbiamo pubblicizzato - anche se male - in televisione mi lascia dubbioso. Fatto sta che per qualche inspiegabile motivo mi è balzato agli occhi ed è scatenato in me una strana fissazione, così ho iniziato a fare delle ricerche, anche se ammetto che inizialmente la mia curiosità rispetto a questo catone era davvero relativa. Divenne però quasi asfissiante quando scoprii che non era giapponese ma coreano, dandomi così la possibilità di approfondire quell'universo cinematografico che tanto amo. Per il resto lo vedevo semplicemente come il classico film da vedersi con la fidanzata (scusate il luogo comune, ma certi cartoni sono espressamente fatti per essere visti con delle ragazze) e infatti come tale fu usufruito. E sarà anche per la pochissima aspettativa che avevo in merito che il risultato finale mi ha colpito a tal punto. Perché questo Madangeul Naon Amtak può essere definito in mille modi, tranne che un film per bambini. Dell'ottica bambinesca potrà mantenere solo i primi cinque minuti di incipit, poi si trasforma in una graduale discesa negli abissi. Una discesa limitata e mai troppo disturbante, ma che comunque una volta accettata l'ottica della storia non si risparmia davvero molti colpi bassi. Gli animali non godono di nessuna antropomorfizzazione, non cantano canzoncine, non si danno a bieche melensaggini. Invece ruggiscono, ringhiano, defecano in bella mostra, ma soprattutto muoiono e uccidono. E in maniera vagamente cruenta, pure. Tutto questo è mascherato come un film per bambini per dare una delle lezioni pi importanti della vita: ovvero che l'esistenza non è una fiaba, anche se molti tendono a illustrarla in quella maniera. Anche se il vero tema portante in mezzo a tutto quello è la maternità, vista dagli occhi di una gallina che cerca di fare il proprio dovere di madre adottiva in un mondo troppo complesso per lei. Sì, lo so, suona molto strano, ma è così. Leafie è forse uno dei film più crudeli che io abbia mai visto, pur nella sua apparente semplicità concettuale, proprio perché ti trascina in questo malevolo inganno senza poi lasciarti via di scampo. La storia comunque fila via che è un piacere, e pur rispettando i topoi del genere ha delle trovate davvero notevoli che, uniti alla visione profondamente orientale del tutto, assumono una marcia in più. Si tratta il tema del razzismo, con questa stramba famiglia di fatto che viene a crearsi, per poi ampliare la gittata e circoscrivere tutti gli elementi in una discussione esistenzialista di grande effetto. Ma rimane soprattutto una storia d'amore. Non si scoprirà mai se Leafie decide di accudire il cucciolo per amore di Wanderer (nella v versione originale doppiato da Choi Min-sik, l'attorone di Oldboy e I saw the Devil) o per un distorto senso del dovere, ma quello che se ne verrà a creare sarà una forma di amore per tutte le creature. Creature che non sono mai buone o cattiva a prescindere, ma che rispondono a una chiamata naturale che impone loro il ruolo di vittime e carnefici. Da questo punto di vista quindi è doveroso segnalare l'evoluzione psicologica della Faina, prima illustrata come classico nemico d'ordinanza e poi smascherata nei propri veri intenti e bisogni animali. Tutto quindi viene decontestualizzato per offrire una storia cruda e realistica, nei limiti, divenendo già di per sé un prodotto davvero notevole. Poi viene il finale, quel finale tanto poetico quanto straziante, che da solo vale tutta la visione. E non mi vergogno a dire che alle volte mi rivedo questo film saltando direttamente l'ultima scena, e che ad ogni visione mi regala dei brividi. Insomma, tutto questo parlare del film saltando totalmente l'aspetto tecnico (ben fatto, ma nulla di eccezionale, a mio parere), il che per quello che doveva essere un semplice cartone di animali parlanti non è proprio male. Perché alla fine, questo, non è un spettacolo per bimbi. Anche se c'è di mezzo una gallina che parla.

A mio parere una delle sorprese più grandi degli ultimi anni, ma forse perché le aspettative da parte mia erano davvero poche. Una visione che comunque consiglio caldamente, ma da tener con la giusta distanza dai bambini. 


Voto: 

12 commenti:

  1. Un cartone triste, esistenzialmente realistico fino alla tragedia e pure un po' trucido....MA.CHE.StrANOoOoO, che sia CoreaNOoOoO... :D

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    1. I tuoi commenti mi fanno sempre morire XD

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    2. Dei tuoi da me invece si puo' moril', mentre lI si cerca... D:

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    3. Più che altro non riesco mai a raggiungere il tuo blog, non so perché ma il mio pc mi da sempre errore, o mi riporta unicamente a recensioni vecchie di eoni fa .___.

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  2. Le apparenze a volte ingannano, anche se si tratta di apparenze cinematografiche, allora..
    Non conoscevo questo film ma, come giustamente dicevi, un'occhiata superficiale alla locandina mi aveva fatto subito pensare a un film colorato, pensato per i più piccoli... E invece, a quanto pare, non avrei potuto essere più lontana dalla realtà! XD
    Potrebbe essere una visione interessante, ad ogni modo; prenderò nota del titolo. Grazie per avermelo fatto scoprire! ^_____^

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    1. Figurati io che l'ho visto con la ragazza.
      "Amò, vediamoci questo, che sembra teneroso come piace a te..."
      *mezzora di pianti*

      Figurati. Anzi, non sarò contento fino a che tutto il mondo non conoscerà questa perla!

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    1. Non leggermi, non è necessario... PERO' GUARDALO!!!
      E se arrivi scrivi sopra anche una recensione.

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  4. Non ero nemmeno consapevole dell'esistenza di questo film. Lo aggiungo alla chilometrica lista dei recuperi. Ma dove li peschi certi film?

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    1. Boh, certe cose me le chiedo pure io...

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  5. Me l'hai fatto vedere e per colpa tua ho finito i fazzoletti. Tragico e realistico.
    Bellissimo.

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