sabato 8 novembre 2014

Interstellar


Chi l'avrebbe mai detto, quando nei cinema inglesi uscì Following, che il regista Christopher Nolan sarebbe diventato il nuovo re Mida di Hollywood? Infatti la sua è stata la mente che ha rivitalizzato un brand ai tempi quasi dimenticato come quello di Batman, senza contare la libertà che ha avuto nel realizzare un blockbuster imponente quanto rischioso come l'imperfetto Inception, immettendo così anche nel cinema 'di cassetta' momenti che potessero far discutere sia gli spettatori occasionali che i cinefili. Era quello che aveva cercato di fare anche con l'uomo pipistrello di Casa DC Comics, realizzando un secondo capitolo a dir poco stellare e un terzo atto conclusivo che rischiava di sfociare nel disastro più completo. Personalmente quindi attendevo questo Interstellar per vedere se, ora che è libero da ogni vincolo cinefumettistico (e cercando di dimenticare la produzione del fallimentare Man of steel), riesce a spiccare il volo, con una maggiore consapevolezza e un senso di cinema che può piegare unicamente alla propria volontà. E in giro si dice che stavolta ci sia riuscito alla grande, parola di zio Quentin Tarantino, non proprio il primo stronzo che passa (anche se è reo di aver promosso a pieni voti una schifezzona come Kick-ass 2) il quale assicura come questo film si avvicina ai toni di un artista come Terrence Malick, quindi se lo dice lui allora forse c'è proprio da crederci. Io comunque mi astengo dal fare eccessive aspettative, mi limito ad andare a vedere questa attesissima pellicola e di sperare che il buon Nolan sappia meravigliarmi come aveva spettacolarmente fatto quasi un decennio fa con quei capolavori di Memento e The prestige.

In un classico futuro prossimo la Terra è devastata dai cambiamenti climatici, che hanno reso quasi impossibile l'agricoltura. Solo il granturco è l'unica pianta che resiste, mettendo a dura prova tutta l'umanità. Cooper, ex astronauta reinventatosi, ottiene il compito di viaggiare attraverso un wormhole per trovare un pianeta su cui trasferire l'umanità.

Inizialmente questo doveva essere un progetto di Steven Spielberg, che voleva dirigere un film che si basasse sulle teorie del fisico Kip Thorne circa la possibilità dei viaggi nello spazio. Il compito di scrivere la sceneggiatura era stato affidato a Jonathan Nolan, fino a che il progetto non era saltato e suo fratello Chris decise di prendere le redini del tutto, riscrivendo tutto e immettendoci nuovi concetti. Possiamo dire quindi che questo sia un film nolaniano al cento per cento? Sì, lo è. E' una matrioska molto complicata, ma solo in superficie, che nel suo arzigogolarsi su sé stessa cerca di farsi portavoce di un particolare messaggio. E qui lo fa in maniera molto ambivalente, si fa amare alla follia per certe trovate ma anche odiare profondamente per altre. Diventa una visione impegnativa per questo, perché offre un tale scossone di emozioni da non lasciare a fine visione la mente totalmente integra. C'è una prima parte che forse non ha il mordente necessario, troppo ridonante e didascalica, ma che funziona in quelle che forse sono le scene meno spettacolari (il countdown che si sente quando Cooper si allontana con la macchina... brividi!) e offre certe scelte narrative che magari potevano essere effettivamente gestite meglio. Poi si parte per lo spazio e il film ci offre degli scorci magnifici, delle piccole, grandi meraviglie di arte concettuale, anche se il film è in una fase di stallo. Troppe teorie, troppe cose, un personaggio che muore nell'indifferenza generale, loop molto fichi ma apparentemente fini a sé stessi e una certa freddezza nei personaggi (uno rimane solo su una nave per vent'anni ma non mostra segni di squilibrio mentale) che mi ha lasciato abbastanza scettico. La situazione continua così per un periodo di tempo abbastanza preoccupante, poi però succede una cosa molto strana: ci sono le opportune rivelazioni, viene inserito un personaggio che fa una cosa forse telefonata ma che mi ha colto letteralmente di sorpresa e, proprio con l'innescarsi di tutte queste dinamiche, il film mostra veramente il suo cuore. E il cuore è dalla parte giusta, questo è indiscutibile. Nolan mostra ancora una volta qual è la peculiarità del suo cinema, dove possiede la piena padronanza ma dove ancora ha delle dovute carenze. Nolan è un architetto molto ambizioso, che ai suoi palazzi costruisce delle solide basi ma, forse, non sa quando fermarsi, costruendo delle torri così alte che a un certo punto non riescono più a sopportare il loro stesso peso. E più le sue storie si fanno ambiziose, più è facile trovare i loro punti deboli. Forse Interstellar è un film molto più semplice di quello che sembra, forse tutta quella complicazione che ci è stata costruita intorno serve proprio a mascherare una storia che altrimenti sarebbe apparsa troppo rudimentale. Ma alla fine cosa ne resta? Resta la storia di un viaggio, un viaggio oltre i confini del tempo (letteralmente!) e dell'uomo. Ma non paragoniamolo a 2001 - odissea nello spazio o a Solaris, perché in ambo i casi si va a parare proprio in tutt'altra direzione. Nel capolavoro di Stanley Kubrick l'uomo era mera cosa, un nulla che sopperiva dinanzi all'immensità dello spazio e delle domande che non avrebbero mai avuto una risposta; in quello di Tarkovskij invece l'amore ci dava la nostra umanità, ma era solo una flebile ancora di salvezza in quello che era un mare di assoluta disperazione, dove anche la salvezza poteva essere relegata come un'illusione. Qui l'uomo è il centro assoluto, l'essere che ha distrutto il proprio mondo per stupidità ma che riesce a reinventarsi per una semplice cosa: l'amore. L'amore è quello che supera ogni trascendenza, che permette di rinnovarsi e, in qualche modo, di non morire mai. L'uomo stesso è la causa della propria dannazione così come lo è della propria salvezza. Discorso forse vagamente buonista ma che, nella mani di un regista capace, ci regalano delle scene di bellezza assoluta, forse quelle più riuscite di tutto il film e che ne danno la giusta chiave di lettura. E succederà che in mezzo a tutti quegli scenari magnifici, a quelle discussioni quantistiche, a quei viaggi e a quei sfasamenti temporali, quel micro finale rivelatore sarà la cosa che si ricorderà più di tutte. Perché anche il vuoto dello spazio si può riempire con una piccola luce.

Nolan non realizza il capolavoro che molti speravano. Ma realizza un buon film, dimostrando che in quello che fa ci mette amore. E questa, alla fine, è la cosa più importante.


Voto: ★★★½

25 commenti:

  1. Ho un fomento ibcredibile per sto film. Purtroppo prima di settimana prossima non potrò andarlo a vedere...

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    1. Sarò curioso di leggere la tua recensione, allora :) attendo!

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  2. 2001 ONS + EVENT HORIZON + CONTACT + MISSION TO MARS + SIGNS + STARGATE (q.b.) X Buchi Neri di trama e logica tipici del Nolan minore = INTERSTELLAR

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    1. Scusa, ma in matematica mi avevano segato a scuola :-P

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    2. Pure a me. Questa notazione si usa anche in analisi logica ;)

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    3. Ma a scuola facevo schifo un po' in tutto. Ma a Nolan gli si vuole bene comunque <3

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  3. Visto ieri sera.
    Oltre ai soliti "fenomeni da cinema" (in un annoiato silenzio per Magic in the Moonlight, ma con l'erezione che mi picchiettava sulla spalla per l'ultimo, devastante, capitolo de Lo Hobbit), concordo con te che all'uscita la mia mente non riusciva del tutto a processare quello che aveva visto.
    Undici ore di sonno più tardi, mi trovo abbastanza d'accordo con il termine della tua recensione: un film visivamente affascinante, ma che è lontano, lontanissimo dal capolavoro che qualcuno (io no) si aspettava. Basta un minimo di freddezza e meno fanboysmo per comprendere le cazzate di sceneggiatura che ci sono soprattutto nella prima parte (e dico cazzate, non buchi, che è diverso!)... un film che sicuramente non ti lascia l'impressione di aver speso male i tuoi soldi, cosa comunque normale con Nolan, e che per me è la prova definitiva che il buon Cristoforo non è il "nuovo Kubrick", ma il "nuovo Spielberg". E no, non è del tutto un complimento.

    (Tra l'altro, quando impara a lasciar fare le sceneggiature al fratello io mi prendo un giorno di ferie per andare a stringergli la mano!)

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    1. In effetti il discorso su chi sia meglio fra lui e il fratello - che ha contribuito comunque all'ultimo Batman, va detto - è ancora aperto, anche perché l'idea di base per quello che rimane il suo film migliore è del broda.
      Comunque ne apprezzo ugualmente il coraggio. Avrebbe potuto andare avanti a fare cinefumetti, invece fa un film che a suo modo è coraggioso. E le storie sul nuovo Kubrick le lascio dove da dove sono arrivate. Anzi, le metto in un bel buco nero.

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  4. Recensione interessante e obiettiva. Io l'ho adorato. Non un capolavoro però... 3 ore di tripudio cinematografico.

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    1. Quello sì, senza dubbio. Ma certe volte la mia fredda razionalità mi porta a vedere difetti anche quando non dovrei.

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    2. Io credo che si debba sempre riconoscere i difetti. Riconosco che questo film ne ha, magari non gli do il giusto peso. Una futura seconda visione quando uscirà in home video credo sia d'obbligo.

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  5. Sono molto, molto curioso.
    Spero di potermi cimentare presto.

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    1. E buttatici a capofitto! La tua opinione poi mi incuriosisce molto :)

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  6. Ho scoperto questo blog solo adesso e mi è piaciuto un sacco! Ti ho aggiunto alla nostra blogroll! Su http://www.nonsolopizzaecinema.com. A presto!

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    1. Wo, felice del successo! :D passo di sicuro!

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  7. vedendo gli orari al cinema sono praticamente tagliato fuori dalla visione cinematografica , troppo presto il primo spettacolo, troppo tardi il secondo...ma anche a me incuriosisce molto...

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    1. Che ci vuoi fare, la vita è una merda per tutti...

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  8. Visto ieri sera mi è piaciuto molto. Non è un capolavoro, ma tre ore di ottimo cinema..a tratti tra l'altro davvero commovente

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    1. Quello sì - 3,5 non è un voto basso, alla fine. La commozione però per me è stata leggermente bloccata da un ingarbugliamento di elementi e nozioni...

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  9. Non un capolavoro oggettivo, lo riconosco. Un capolavoro 'emotivo', per me sì, nel senso che ha saputo toccarmi corde che il cinema non mi toccava da tanto. E sì, ha immagini splendide, lo spazio, tutto molto figo. Ma per me va tutto in secondo piano rispetto al cuore, e qui ce n'è tanto.

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    1. Quello è vero. Ed è anche questo il bello del cinema, perché tocca ognuno in maniera diversa :)

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  10. Bravissimo!

    Ovviamente sai che da me ci sono molte meno riserve ma la tua rece è assolutamente inattaccabile.

    Vorrei fare un commento più corposo ma in questo momento ho la testa al minimo sindacale...

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    1. Wow, il padawan che batte il maestro jedi :-P

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  11. Nolan supera la prova alla grande. Fosse finito dieci minuti prima sarebbe stato meglio, per il resto mi è piaciuto da impazzire. Ambizioso, registicamente perfetto, recitato come Dio vuole, e poi visivamente... Ne vogliamo parlare?
    In quelle tre ore ho respirato cinema. Ci sono buchi di sceneggiatura? Passaggi poco chiari? Lo rivedrò sicuramente ma intanto: chissenefrega. Per una volta voglio fregarmene e godermi ciò che il film è riuscito a darmi.

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    1. Si vede che ti è proprio piaciuto ^^' comunque si sa che io sono un cagacazzi estremo.

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Ragazzi, mi raccomando, ricordiamoci le buone maniere. E se offendete, fatelo con educazione U.U