domenica 14 dicembre 2014

L'amore bugiardo - Gone girl


David Fincher è un tizio con cui ho molti problemi. Nulla di personale che non possiamo chiarire davanti a una bella birra (o almeno, una Coca-cola, dato che le bevute alcoliche non hanno mai fatto per me), eppure la questione rimane aperta. Oddio, ci sarebbero alcuni che avrebbero da obiettare che in realtà di problemi ne ho davvero tanti, dato che io sono quello che riesce ad apprezzare Snyder. Però, per quanto mi sforzi ed abbia visionato tutte le sue pellicole, nessuna esclusa, non riesco ad essere un entusiastico ammiratore di questo regista, pur riconoscendo che sia un tecnico eccellente. Forse uno dei migliori in circolazione. Eppure i suoi film non riescono proprio a emozionarmi, mi prendono solo fino a un certo punto e poi mi lasciano lì, senza darmi quella scossa che magari mi aspetterei da dei rinomati capolavori del settore. Un po' come fare un preliminare eterno. Piacevole all'inizio, ma poi cominci a esserne un poco infastidito. E proprio per questo non attendevo con tutta questa smania un film come Gone girl, tratto dall'ennesimo libro che non ho letto, eppure, come tutti gli altri, ho voluto vederlo. Anche perché sentivo che a pelle ci sarebbe stata quella scossa che tanto attendevo, quel titolo in grado di farmi apprezzare pienamente questo regista, ex tecnico degli effetti speciali, in modo che alla fine potessi lanciarmi in un entusiastico rido di giubilo insieme al resto della comunità blogger.

Nick e Amy Dunne sono sposati. Il giorno del loro quinto anniversario, però, lei scompare. La polizia si mette sulle sue tracce, ma ci sono dei punti che non tornano. E' stata davvero rapita? Nick è davvero il marito amorevole che dice di essere?

Non sembrava possibile, ma alla fine il buon Davidino ce l'ha fatta. Un film bello, molto bello, finora il suo lavoro che mi ha convinto maggiormente, anche se non esente da difetti e da quell'alone di incertezza che mi ha impedito di amarlo appieno - ma qui entriamo nella sfera personale e non critica, quindi prendete questa affermazione per quello che vale. Innanzitutto possiamo dire che la trama intriga, che è perfettamente costruita e, come nella miglior tradizione, cosa che non mi stancherò mai di ripetere, il genere d'appartenenza non è un fine ma un tramite. Infatti non ci si concentra unicamente sull'indagine in corso, il punto meno interessante dell'intera pellicola, d'altronde, ma sulla psicologia dei due elementi coinvolti, che porterà all'esito finale e all'incredibile colpo di scena che ci colpirà a metà film. Perché c'è da stupirsi molto, ci sono tre parabole circoscritte e che racchiudono i tre discorsi cardine dell'intero film. La prima parte, dedicata alla scoperta della scomparsa e alla ricostruzione delle due versioni, si occupa a delineare lo spettro psicologico dei due protagonisti, specialmente del marito. Nick non è un uomo perfetto, è un americano medio che in alcuni punti riesce anche a rendersi persino odioso, ma è proprio questo a renderlo così umano e vicino a una sofferenza comune che tutti potrebbero provare. Da questo punto di vista, quindi, solo grandi meriti, per aver delineato senza mai strafare una personalità borderline che, almeno fino al primo colpo di scena, non sapremo mai come classificare. Colpevole o no? Vittima o carnefice? Tutte domande che di sicuro attanaglieranno ogni spettatore e che, nella seconda parte, troveranno una conferma: forse non si sa chi è la vera vittima, ma di sicuro possiamo identificare i predatori, quelli più feroci, ironicamente quelli che vediamo tutti i giorni e che, beffa massima, sono resi pubblicamente accettabili: i media. Il punto due del film infatti, proprio quando il grosso sembra fatto, è tutto dedicato a come i media trattano il caso dei Dunne, fra persone che istigano alla pena di morte e folle inferocite che lanciano i peggiori insulti. Personalmente mi ha fatto molto pensare alla nostra realtà di tutti i giorni, a come i telegiornali ci bombardino quotidianamente di notizie e di fatti ormai conosciuti da tutti, gettando benzina su un fuoco ormai già ampio ma del quale il pubblico non sembra avere mai abbastanza. A lungo andare sembra proprio quello il vero orrore di tutta l'intera vicenda e il presunto femminicidio sembra un'ipotesi molto meno spaventosa. Ma è proprio in questa seconda parte che tutto inizia a incrinarsi un attimo, proprio per via di quel famigerato colpo di scena che, per quanto efficace e ottimamente descritto, lascia diversi vuoti a livello concettuale che non ti fa apprezzare appieno una storia davvero malata e, forse proprio per questo, davvero godibile. Fincher però ce la mette tutta, usa il suo stile registico eccelso e senza un calo per imbastire una storia che decisamente ha presa, ma certi passaggi della trama non riescono proprio a convincere del tutto. Ci vuole una grande mente malata per orchestrare tutto quello, ma sono proprio i presupposti filosofici che non convincono appieno, e lasciano perplessi in un paio di micro-punti. Complice anche la recitazione di Ben Affleck, che dovrebbe stare dietro la macchina da presa (seriamente, penso che col tempo possa diventare davvero un grande regista!) e non davanti, perché come attore proprio non riesco a trovarlo capace. Si fa rubare la scena persino da Neil Patrick Harris, che magari doveva farsi perdonare la sua partecipazione a Un milione di modi di morire nel West, coinvolto in un ruolo per lui inedito e che ne valorizza le capacità attoriali nonostante la breve durata. La terza parte però, quella dedicata alla risoluzione e alla reale scoperta di sé, sempre sotto l'occhio dei media onnipresenti, purtroppo è quella che colpisce meno e lascia un punto che ho trovato davvero brutto. Ma ci regala un finale cupissimo e che sembra precludere ogni felicità. Forse però sta in tutto questo pessimismo il bello. Non può esserci felicità quando si (s)copre la vera realtà delle cose, ovvero che non si può mai conoscere a fondo nessuno. Siamo tutti sconosciuti gli uni agli altri. Forse è proprio per questo che nessuno scompare veramente, poiché siamo già isole separate in partenza. Non è un messaggio felice, ma è la realtà.

Finora il film di Fincher che, pur coi suoi soliti elementi che non riescono mai a convincermi appieno, mi è piaciuto di più. Ma qui il problema forse è unicamente mio.


Voto: ★★★ ½

27 commenti:

  1. Mi state suggerendo troppi bei film!

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  2. a me FIncher piace parecchio e sono piuttosto curioso

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    1. Allora se ha convinto anche uno scettico come me, a te piacerà di sicuro! :)

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  3. Tutti osannano Fight Club, a me infastidisce non poco, mentre nessuno si caga un capolavoro come Zodiac. E Seven è un film morboso e fetido.
    Sono molto curioso di vederlo, comunque.

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    1. Io tutto sto' capolavoro Zodiac non sono mai riuscito a capire dove tutti ce lo vedessero...Ma definire Seven "morboso e fetido" pare un tantinello esagerato ed ingiusto...

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    2. "Fight club" l'ho visto troppo tempo fa, quando avevo quindici anni, quindi dovrei rivederlo. Ma ricordo che mi era piaciuto. "Seven" invece è proprio la quintessenza del cinema di Fincher: grande struttura ma che alla fine arriva a colpire solo a metà. Che poi è bello, avercene uno al mese di film così, ma mi dà sempre l'idea di idee non sfruttata appieno.
      "Zodiac" buon biopic. Punto.

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    3. Guardate che "morboso e fetido" voleva essere un complimento. E' un film malato che non rivedrei mai.
      Zodiac è il film definitivo sui serial killer: la vita delle persone che indagano ossessionate per un caso che non risolveranno mai vengono pian piano logorate e distrutte.. Avrebbe potuto farlo De Palma con Dalia Nera se solo avesse letto il libro di Ellroy con più attenzione, mannaggia a lui. Infatti ora se non erro Ellroy e Fincher vogliono fare una serie tv tratta appunto dal libro del primo.

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    4. Ironico, per me invece 'morboso e fetido' è un complimento :)
      Comunque, ti consiglio di vedere il coreano "Memories of murderd", che per me arriva proprio dove non riesce "Zodiac".

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  4. Fincher e' un eccellente imbastitore di immagini ed atmosfere, e se ha anche gli attori in canna di solito gli perdoni le pecche del plot (che ci sono sempre). E'uno innamorato di se stesso e delle cose che sa fare a discapito di tutte quelle che gli mancano. Ha firmato dei Cult Indiscutibili, ma rimane un mestierante...e qui,in questo film, gli mancano troppe cose per fare "effetto".

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    1. Ecco, direi che hai espresso in pieno il mio pensiero su di lui. Anche se non avevo il coraggio di scriverlo così XD

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  5. Ho letto il libro, credo il film debba essere per forza migliore. Ma non voglio leggere la tua recensione prima di averlo visto!

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    1. Dai, se riesce a piacere a me, tu credo lo amerai :)

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  7. Sono curioso di vederlo, visto che tutti ne parlano bene. Fincher, Zodiac a parte, non mi ha mai davvero entusiasmato, nemmeno con i tanto citati Seven e Fight Club. Speriamo bene per questo Gone Girl; un bel thriller non fa mai male.

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    1. Quello è vero. Oddio, ha comunque le sue pecche, però, nel mio caso, ha fato scattare quel 'quid' che solitamente con Fincher non s'accende.

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  8. Ciao Jean ^^
    Non ho letto il libro ma a me è piaciuto molto, e ho anche apprezzato Fight Club che ho visto non troppo tempo fa.
    Non impazzisco per Ben Affleck (proprio per niente) ma credo che sia uno dei film più belli del 2014.

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    1. Benvenuta, Giulietta :)
      Sono felice che hai apprezzato il film. Io devo ancora fare la mia classifica personale e non so se questo ci finirà, però è stato comunque molto bello :)

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  9. Quoto tutto...
    Sono curioso sul fatto proprio brutto che citi riguardo la terza parte, scrivimelo.
    Il finale è molto bello ma, come ho scritto, anch'esso inverosimile.
    In quei casi altro che piccole indagini, mettono su un'ambaradan pazzesco negli Usa.
    E invece niente, pizza e fichi...

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    1. Senza fare spoiler (quella è la tua specialità) posso ben dire che il 'fatto proprio brutto' l'hai citata apertamente nella tua recensione ;)

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    2. Ahahah, ma però avverto sempre dai.
      Non ce la faccio a scrivere col freno a mano e con le regole, già non metto una riga di trama,se non posso parlare di tutto quello che penso verrebbero fuori 3 righe...
      L'importante è quel magico mettere in cima "presenti spoiler", poi io non c'entro più nulla.
      E' vero, perdo almeno il 50% di letture così ma ne vale la pena :)

      ma dici,tornando alla mia rece,dell'errore che ho definito tecnico o quello concettuale?

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    3. Diciamo che è il fatto in sé che ho trovato davvero gratuito e, appunto, bruttino, specie per come viene messo in scena.

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  10. Io che comunque con la birra ci vado purtroppo a nozze apprezzo Fincher (Zodiac, per me è il suo vertice). Ma alcol a parte ho trovato invece abbastanza brutto questo film. Di una bruttezza oltremodo scomposta. L'ho odorabilmente visto anche due volte e la seconda visione ha confermato la prima: non mi è piaciuto per niente.

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    1. Azz... se io ero una voce fuori dal coro, tu sei anche peggio di me XD
      Che comunque rientro nella sfera di quelli per cui "Zodiac" è un 'semplice' bel film...

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Ragazzi, mi raccomando, ricordiamoci le buone maniere. E se offendete, fatelo con educazione U.U