martedì 31 marzo 2015

Harry Potter e la Pietra Filosofale



L'altro giorno è successo che ho avuto una bellissima notizia lavorativa, quindi ho deciso di festeggiare facendomi un regalo. Il regalo è consistito nei due cofanetti dei film del maghetto ricchione più famoso della letteratura e del cinema, vero cult della mia infanzia e, inevitabilmente, un piccolo riflesso della mia vita da semi-adulto. Vi basti da pensare che da piccolo non parlavo d'altro, avevo consumato la VHS del primo film e, addirittura, volevo imparare l'inglese solo per poter parlare con l'autrice. Un personaggio che fra una roba e l'altra mi ha tenuto compagnia dalla prima media fino a dopo le superiori, anche se, soprattutto per quanto riguarda la versione su celluloide, con discreti alti e bassi. Ed è così che, proprio in vista di quel regalo, ho avuto un'idea: quella di spararmi in una settimana tutti i film del maghetto quattrocchi, una maratona che nemmeno un kamikaze avrebbe il coraggio di fare, in modo da rinfrescarmi la memoria per poterli recensire a mente fresca e per vedere tutti in una volta i drastici cambiamenti che hanno caratterizzato questa atipica saga durante i numerosi passaggi di testimone fra i registi - quattro per otto film. E approfittando del tutto per cercare di vedere l'insieme senza occhio nostalgico ma con un'obiettività di fondo che, ahimé, non credo saprò sempre mantenere. O almeno, per i primi capitoli. Quelli belli. Che a ben ripensarci, i cofanetti sono suddivisi in due gruppi da quattro, separando i primi anni a Hogwarts con quelli diretti da Yates. Un po' come dire, quelli belli e quelli brutti. Malvagio a dirsi, ma è così.

Harry Potter è un povero ragazzino maltrattato dai dispotici zii e dall'odioso cugino. Il giorno del suo undicesimo compleanno però gli viene riferita una particolare notizia: in realtà lui è un mago e, in quanto tale, dovrà andare a studiare alla scuola di magia e stregoneria di Hogwarts. Nel mondo dei maghi, inoltre, lui è particolarmente famoso perché è l'unico ad essere sopravvissuto, perlopiù da neonato, a un attacco del malvagio mago Voldemort, e la cicatrice a forma di saetta che ha sulla fronte è il tragico lascito di quel giorno. Ma forze oscure sono in opera ad Hogwarts...

«Tu sei un mago, Harry!» E la magia iniziò. Certo che a rivedere il tutto a venticinque anni fa un altro effetto. Da piccolo per me questo era il non plus ultra della cinematografia, il meglio del meglio, ma a un quarto di secolo d'età le cose cambiano drasticamente. Certo, è stata una visione spinta da dei continui flashback e rimandi a quel periodo della mia vita, quindi essere obiettivi è sempre più difficile, ma comunque cercherò di fare il possibile. Ma rimango chiaro, non è un brutto film. L'esordio cinematografico di Happy Popper incespica un poco, ha delle sequenze che non convincono appieno, però non è un brutto film. Tutt'altro. I brutti film sono decisamente altri. Questo, molto semplicemente, è un film per bambini e, come tale, va preso, coi suoi pregi e i suoi dovuti limiti. A chi si lamenta di questa aspetto, ricordo che questa è unicamente la sua natura, quindi è come lamentarsi della love-story quando si va a vedere un film d'amore. Ma nel suo genere, quello del fantasy rivolto ai più piccoli, è un buon prodotto, così come lo era il libro. Ma ne mantiene gli stessi difetti. Il primo, quello che proprio non mi era andato giù manco all'epoca, riguarda gli effetti speciali, davvero al di sotto della media per quanto concerne un franchise di queste proporzioni e i soldi che ci sono stati spesi dietro, che avrebbe meritato una cura decisamente maggiore, specie verso un pubblico che poco dopo sarebbe rimasta incantato da La Compagnia dell'Anello di Peter Jackson. Il resto invece va a rifarsi su una narrazione che a tratti è davvero episodica, perché troppo impegnata a dover introdurre in questo mondo nuovo ed a spiegarne tutte le leggi e le regole. Tanti micro-momenti che non danno forse una dovuta continuità alla visione e che bombardano lo spettatore con un mucchio di nozioni magiche, senza che magari esse siano direttamente collegate alla storia ma fungano come collage di diversi episodi di una serie. Se non altro il regista Chris Columbus è abituato a gestire i film per i più piccoli, come dimostrano i suoi precedenti successi come Mamma ho perso l'aereo e Mrs Doubtfire, e la cosa si vede. Tutto è molto scanzonato, c'è quell'atmosfera da Natale perenne che nei film successivi andrà a perdersi e nonostante i difetti precedentemente elencati la visione non è mai troppo appesantita, ma anzi, riesce a uscirsene pure con delle trovate degne di nota e che fanno intuire che il tizio è uno del mestiere. Ed è questo che differenzia un film come questo, un blockbuster che non prova spasmodicamente a essere tutt'altro, con mille altri prodotti analoghi che finiscono con l'essere dimenticati: ovvero quello di avere al suo interno la parvenza di un cuore, la capacità di trasmettere qualcosa attraverso i suoi personaggi e di non vivere unicamente di quella che è la gloria riflessa dei libri. Senza contare che Columbus stesso ha definito questo come il film ella sua vita - il che non riesco a capire se sia proprio un bene o un male. Pensare poi che la sua poltrona era ambita da gente del calibro di Terry Gilliam, Rob Reiner, Manoj Night Shyamalan, Peter Weir (sì, quello de L'attimo fuggente) e, last but not least, Steven Spielberg, che voleva distaccarsi dalla narrazione dei libri per fare uno strano sperimentalismo che non sono mai riuscito a comprendere appieno. Ma visto il risultato, credo non possiamo lamentarci troppo. La pellicola porta il risultato a casa senza strafare, mantenendosi su una buona media e lasciando un prodotto abbastanza compatto e che riesce a reggersi da solo sulle proprie zampe, un primo assaggio che ricordo era stato davvero ben accolto anche dalla critica specializzata. Ironico a dirsi, ma a trionfare su tutti sono le musiche del veterano John Williams, che riesce a piazzare l'ennesimo tema iconico della sua lunghissima carriera. Una piccola e semplice sequenza di note che introduce in un mondo che, col tempo, diverrà sempre più vasto e articolato, con tutti i dilemmi del caso che un'operazione simile avrebbe portato. Ma all'epoca non ce ne importava molto. C'erano Harry e Hogwarts, poco altro aveva importanza.

Senza dubbio, il film che ha segnato la mia infanzia e quella di molti altri miei coetanei, ma che riesce ancora a stregare i bambini di oggi. La cosa un poco mi rende felice.


Voto: 

14 commenti:

  1. A rivederlo oggi è ingenuo da morire ma all'epoca vedere il maghetto muoversi in carne ed ossa era una gioia!

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    1. Ma ben venga l'ingenuità, alle volte, dico io! Rivedermelo ieri sera è stata una gioia immensa anche per me :)

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  2. Fu fedelissimo al libro così i fan non scassarono les bolas.
    Un classico dell'infanzia, ho ancora la cassetta e ricordo che stoppavo sempre quando il professore si toglieva il turbante.
    E la partita di quidditch è ben girata, diversamente dal resto.

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    1. Ma in genere un po' tutto qui mi sembra ben girato, a dire il vero. Scolastico e quel che vuoi, ma porta il risultato a casa.

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  3. Colonna sonora notevole (come hai giustamente notato): nomination all'Oscar, ma la concorrenza di Howard Shore (La compagnia dell'anello) era schiacciante

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    1. In effetti non c'è paragone. Lì Howard Shore si è superato ed ha raggiunto vette alle quali non si è mai più avvicinato.

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  4. aggiungo che rivedere la giovanissima Watson (non aveva compiuto 10 anni quando cominciarono le riprese) nelle vesti della secchiona più famosa del mondo mi fa tenerezza

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    1. Senza contare che è l'unica del trio che ha fatto altro di particolarmente rilevante dopo

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  5. Eh eh non credere di essere il solo kamikaze sulla terra, ho fatto la maratona questa estate.
    Non me ne sono affatto pentito, è una saga che mi è sempre piaciuta e mi ha accompagnato dalla prima adolescenza fino all'età adulta. Libri e film, tra alti e bassi.
    Questo capitolo in particolare è una trasposizione parecchio fedele.
    Seguirò con piacere il tuo percorso e ti aspetto al varco per vedere come tratterai il mio preferito tra gli 8 film del maghetto inglese! ;)

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    1. Bello vedere che questa saga unisca così tante persone :) comunque sono curioso di scoprire qual è il tuo preferito!

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  6. Ho 25 anni e quando sento parlare di Harry Potter torno ad averne 10. Sono una Potterhead dall'alba dei tempi e, ahimè, mi esalto ancora quando leggo di gente appassionata al maghetto proprio come me. Sarà che la nostra annata è cresciuta coi libri della Rowling e quindi c'è un vero e proprio fenomeno di imprinting, ma a dirla tutta ben pochi altri libri mi hanno segnato come questa saga. La follia della maratona dei film l'ho fatta, o meglio provata, anche io l'anno scorso, però il mio poco senno mi ha suggerito di spararmeli tutti in una nottata. Risultato: sonno profondo a metà del prigioniero di Azkaban. Stimo molto Chris Columbus come regista però ricordo che quando andai al cinema a vedere il primissimo adattamento al "libro sacro" rimasi un po' delusa per quell'impronta un po' troppo infantile che ha dato alla pellicola. "Atmosfera da Natale perenne" non potevi definirlo meglio. Proprio quest'atmosfera mi ha dato sui nervi dall'inizio alla fine, considerato anche il successivo paragone con Il signore degli anelli. Niente da dire per la colonna sonora, ebbene sì ho avuto per un sacco di tempo come suoneria il celebre motivetto. Detto tutto ciò sembra che mi abbia fatto schifo questo film, ma in realtà non è così. Parliamo di un film che aspettavo da tanto e che comunque ero una bambina quando l'ho visto quindi non ho potuto fare altro che munirmi di vhs e riguardarmelo di tanto in tanto rimanendo comunque della convinzione che nessuno dei 7 (poi sarebbero diventati 8) film avrebbe mai eguagliato la mia adorazione viscerale che nutrivo (e nutro tutt'ora) per i libri, ma, con mio grande stupore, sono stata contraddetta qualche anno più tardi. Quale degli 8 film mi ha "incantata”? Te lo svelo nel prossimo commento! ;)

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    1. Ma per me la visione infantile era in qualche modo necessaria, serve per far sentire maggiormente l'evolversi della situazione che si vedrà nei film successivi. Poi sí, a rivederlo ora lascia un poco a desiderare, però come primo approccio non era male - e a me Columbus sta anche indifferente XD

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  7. Io non ho mai amato Harry Potter. Diciamo che odiavo lui, i suoi libri, i suoi film, la sua scrittrice, i suoi lettori, i suoi fan. Ma ero giovane e sprovveduto. Mi dava fastidio il fatto di essere circondato da gente che diceva che Alien era noioso mentre Harry Potter era splendido.
    Poi sono cresciuto, ho letto il libro (solo il primo però) e visto i film... e continua a starmi sui coglioni.
    La pietra filosofale non è un brutto film, però che mezza barba. Vive di musiche ed atmosfera (per lo più creata al pc). Trascurabile.

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    1. Così mi disintegri il mito della mia infanzia XD comunque credo che sia stata l'unica 'moda' a cui ho mai aderito

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Ragazzi, mi raccomando, ricordiamoci le buone maniere. E se offendete, fatelo con educazione U.U