venerdì 6 marzo 2015

Hayao Miyazaki vs Charlie Hebdo



Credo che sia inutile spiegare chi sia Hayao Miyazaki. Film come La principessa Mononoke, La città incantata o Il castello errante di Howl lo hanno reso famoso a livello planetario. Giustamente, oserei dire. Pellicole contenenti una poetica e una delicatezza che non possono essere ignorate nemmeno da chi non ama i cartoni animati, che hanno ricevuto i più importanti riconoscimenti e che sono un punto di riferimento per chiunque ami il buon cinema.

Ovvio quindi che le opinioni di una personalità come la sua abbiano il loro peso mediatico anche quando sono esterne al mondo del cinema. E infatti l'animatore nipponico, durante un'intervista radiofonica avvenuta a metà febbraio, aveva espresso la sua opinione riguardo i tragici fatti della rivista francese Charlie Hebdo.

Penso sia un errore fare caricature delle diverse fedi religiose, sarebbe una buona idea se smettessero di disegnarle. La cosa più importante è che le caricature dovrebbero riguardare i politici del proprio paese; scegliere di colpire i leader politici di altri paesi può sembrare sospetto.

Allora, io non dico che Miyazaki sia intoccabile. Credo che nessuno lo sia e, quando una personalità di cui ammiro il lavoro fa o dice qualcosa di sbagliato, non mi faccio problemi ad ammetterlo. Così quando Alan Moore, uno degli autori che più ho apprezzato e seguito nella mia vita, ha detto quella cosa circa i cinecomics, non mi sono fatto problemi a dire che è stato ipocrita e pressapochista. Quando David Cronenberg, uno dei miei cinque registi preferiti, ha asserito quelle simpatiche cosette su Nolan e Kubrick, pure lì non mi sono fatto problemi a dire che l'ha fatta fuori dal proverbiale vaso. Di Roman Polanski poi non ne parliamo, per quanto continui a seguire e ad ammirare la sua produzione, sostengo da sempre che andrebbe sbattuto al gabbio.

Tornando a Miyazaki, pure il suo discorso non è esente da critiche. Io sono dell'idea che la satira, quando è fatta con garbo e intelligenza, può essere applicata su qualunque cosa. Anche sulla religione - vedasi a tal punto i Monthy Python. Ma il punto non era solo religioso, perché quello alla rivista Charlie Hebdo era un attacco verso la libertà di parola.

Le vittime di quell'attentato potevano essere anche gli esponenti del partito che più detesto, ma mi sarei ugualmente indignato davanti a una simile azione. Perché per quanto delle idee possano essere ignoranti o retrograde, la violenza lo è ancora di più. La violenza, se non è esercitata per autodifesa, ti porta dalla parte del torto. C'è poco da dire a riguardo. "Non sono d'accordo con quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto a dirlo", come sosteneva Evelyn Beatrice Hall - o Voltaire, fate Vobis.

O per dirla in maniera più ridanciana...


Il discorso di Miyazaki, inoltre, oltre che sul piano filosofico, poteva essere contestato anche su quello politico. Da quel poco che ne so, in Giappone, ma anche in tutta l'Asia (comprendendo la Cina, le due Coree e la Thailandia - in quest'ultima si rischia ancora la pena di morte se si sbeffeggia la famiglia reale) la satira politica è quasi assente. O almeno, assente in maniera esplicita. Ci sono opere che indirettamente attaccano il potere e la società giapponese - pensiamo ad Akira, ad esempio - ma nelle tv nipponiche non c'è un comico che faccia satira politica come da noi.

Insomma, modi per contro ribattere ce n'erano e pure molti. E infatti la risposta di Charlie Hebdo non si è fatta attendere.

Io, Cabu, che odio i manga e faccio vignette politiche,
penso che tu sia ridicolo

Come ho già detto, nessuno è intoccabile. Miyazaki ha espresso un concetto che io, personalmente, non condivido appieno, ma lo ha fatto con tutta la classe e la delicatezza che lo contraddistinguono. Lo si poteva attaccare in piena libertà e la cosa è stata fatta. Ma la medesima umiltà (anche se bisognerebbe vedere come intendevano usare il termine full of shit) non mi sembra di averla riscontrata dai vignettisti della rivista che, con volgarità e anche un pizzico di supponenza, hanno cercato di sminuire e ridicolizzare una persona che ha semplicemente esercitato la sua libertà di parola.

Un fatto che, al di là della persona che è stata presa in oggetto di derisione, mi ha alquanto infastidito. Una risposta che, oltre al nonsense di uno che fa fumetti e dice di odiare i manga (che sono la stessa cosa, alla fine), ho trovato maleducata e irrispettosa.

12 commenti:

  1. La cultura e la società giapponesi sono molto, molto diverse sia da quella occidentale sia da quella islamica.
    Il sensei ha espresso un'opinione, con la quale neppure io mi trovo d'accordo perché, come te, ritengo che con arguzia ed intelligenza secondo me si possa fare satira su qualunque cosa però posso capire da cosa sia scaturita (consideriamo anche l'età del sensei, la società in cui è vissuto, ecc. ecc.).
    La risposta di Charlie Hebdo è l'equivalente di un "fanc**o" diretto ad uno che ti dice "abbi pazienza ma io non sono d'accordo con te", che non è proprio il punto di partenza per uno scambio civile ed è anzi il primo piccolo passo verso il testadicazzismo di quelle bestie che hanno ammazzato tanta gente proprio nella loro redazione.
    (Per la traduzione la questione è interessante: in francese è scritto "te dit merde" che può voler anche dire "buona fortuna" oppure equivalere al nostro "sto zitto che è meglio"/"stai sparando cazzate", oppure direttamente "sei una merda". Insomma, l'ironia linguistica è chiara, sebbene fine come la carta vetro)

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    1. Ti ringrazio infinitamente per le precisazioni linguistiche, che fanno capire maggiormente la bassezza della vignetta.

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  2. Io sono completamente d'accordo con Miyazaki. La saitra è una cosa che è sempre esistita ma che io non condivido per niente. Il mondo è già abbastanza difficile in questo modo senza che si sfottano i politici propri o altrui, peggio ancora se per il culo si prende il Dio di una cultura che praticamente vive per quello stesso Dio. Se la sono un po' cercata.

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    1. Come avrai ben capito, non sono de tuo stesso avviso - pur rispettandolo, ovviamente. E' brutto da dire, ma certe volte la satira è l'unica arma che ci rimane, l'unica che fa scendere i potenti allo stesso livello dei 'comuni mortali'.

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    2. Ma infatti sono anche io del parere che la libertà di parola sia importantissima. Tra l'altro credo che i politici siamo da ridicolizzare tutti, nessuno escluso. Penso semplicemente, e lo faccio sottolineando il fatto che non sono credente, insultare gli Dei altrui sia eccessivo.

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    3. Ecco, smuovi un punto molto importante. "Fare ironia" è molto diverso da "insultare" - ecco, dato che ho citato i Monthy Python, prova a vedere "Brian di Nazareth" e capirai quello che voglio dire con esattezza. E aggiungo che più sulla religione in sé, io stesso preferirei che venissero colpite maggiormente le istituzioni che le rappresentano, quelle sì veramente dannose. E anch'io lo dico da non credente ;)

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  3. Vorrei scrivere davvero quel che penso, ma alla fine quelli di Charlie Hebdo mi darebbero dello stronzo.
    Nel finale la penso pienamente come te.
    Si può fare satira in molti modi: specialmente con intelligenza....

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    1. Tanto, se non sono quelli di CH, saranno molti altri a darci lo stesso 'complimento'. Quindi tanto vale essere schietti ed esserlo con classe :)

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  4. Ottimo spunto e ottimo post.
    Purtroppo, chi è abituato a fare satira sugli altri, difficilmente riesce ad accettare critiche mosse al suo operato.

    Personalmente trovo che libertà di parola e pensiero siano sacrosante, ma avevo già avuto dubbi quando gli esponenti di Charlie avevano, a pochi giorni dal terribile attentato, presentato il nuovo numero in conferenza stampa con sorrisi stampati sui volti, ben sapendo che lo stesso attentato, di fatto, è stato la loro fortuna - economica e mediatica -.

    Siamo uomini, e nessuno è esente da critiche o difetti.
    E i primi a ricordarlo devono essere i critici stessi.

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    1. Una chiusa stupefacente, poco altro da dire.

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  5. Miyazaki ti voglio bene, ma stavolta ti dico: vaffanculo. La satira, anzi la libertà di parola dovrebbe andare dove vuole e toccare ciò che vuole. L'unico limite alla libertà di parola è, e deve restare, quello imposto dalla legge, ovvero il divieto di diffamare qualcuno. Per il resto si può dire qualunque cosa. Come dice Roberto Saviano: è bene che la gente faccia battute sulla camorra, serve per smitizzarla e per sconfiggerla. La religione non è la camorra, ma prenderla in giro e demitizzarla serve per evitare che nascano nuovi folli che, in nome di un dogma religioso, compiono stragi.

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    1. A parte per il 'vaffanculo', concordo con te. Comunque, come dice la Bolla, va anche tenuto conto dell'età e dell'entroterra culturale del personaggio che, comunque, pur dicendo qualcosa in cui io non concordo ha avuto l'ardire di farlo con la modestia e l'educazione che lo caratterizzano.
      Se quelli di CH avessero usato òla seconda parte del tuo discorso ne sarebbe venuto fuori un qualcosa di bello, invece sono stati solo volgari.

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Ragazzi, mi raccomando, ricordiamoci le buone maniere. E se offendete, fatelo con educazione U.U