giovedì 14 maggio 2015

Il racconto dei racconti


Parrebbe che il cinema italiano ultimamente faccia parlare di sé. Ci aveva pensato Paolo Sorrentino qualche anno fa con La grande bellezza a far iniziare la cosa con una pellicola così fuori dagli schemi tipici delle produzioni dello Stivale e che, forse proprio per questo, era stata in grado di accendere così tanto interesse. In questo 2015 però possiamo dire che la nostra settima arte sta continuando a mietere vittime perché al Festival di Cannes possiamo contare la presenza di ben tre pellicole nostrane: Mia madre di Nanni "Guarda-quanto-sono-comunista" Moretti, Youth del già citato Sorrentino e infine questo Tale of tales di Matteo Garrone. Tre titoli, due dei quali diretti da dei registi abbastanza giovani e, proprio quelli, finanziati con dei contributi esteri. Già, qui arriviamo all'annosa questione. Sembra proprio che non si riesca a fare, salvo rarissime eccezioni, qualcosa di totalmente fuori dall'ordinario in Italia, che per fare qualcosa che vada al di là bisogna per forza inseguire la chimera dell'estero, quell'abbandono dei confini che diventano a un certo punto anche dei limiti produttivi. E lo fa persino Garrone, uno che ti ha raccontato la sua terra con film come Gomorra e Reality, ma con un occhio così particolare da farli sembrare dei lungometraggi che vanno a parlare di un qualcosa di così vicino ma, al contempo, così ampio. Anche se non va a parare così distante, perché questo film prende tre delle cinquanta fiabe napoletane contenute nel Lo cunto de li cunti di Giambattista Basile e, pur immettendole in una visione il più internazionale possibile, si fa portavoce della meridionalità del regista - prometto che sarò bravo e non farò nessuna battutaccia sui napoletani.

In un mondo fantastico vediamo dipanarsi tre storie. Una una coppia regale, su consiglio di un negromante, uccide un drago marino affinché la regina ne mangi il cuore e rimanga gravida; due vecchiette cercano di gabbare un re erotomane, inscenando una burla fin troppo complessa e pericolosa; un re morbosamente ossessionato con la figlia alleva una pulce fino a che questa non diventa di proporzioni gigantesche...

Non ci pensiamo spesso, ma la fiaba non è un qualcosa legato unicamente alla sfera infantile. Le fiabe sono un po' le cugine zitelle delle leggende, la raccolta culturale di un popolo che, come i miti, servivano a spiegare qualcosa, a esercitare un ritratto del mondo, rappresentandolo con tutta la sporcizia e la cattiveria che lo caratterizza. Inizialmente Biancaneve non veniva salvata dal cacciatore pentito, ma si concedeva a lui carnalmente, così come secondo altre fonti la bella addormentata del bosco non veniva mai risvegliata e, anzi, anche lì veniva abusata nel sonno. Si è dovuto aspettare l'arrivo dei fratelli Grimm, i quali hanno fatto una raccolta e rielaborazione delle varie storie già esistenti, creando così le versioni conosciute oggigiorno. L'intento di Garrone sembrerebbe quindi quello di riportare la fiaba sul grande schermo ma attingendo a quella che è la sua vera natura e non risparmiandoci quindi passaggi truculenti, omicidi, stupri e altre carinerie varie. Tutte cose che avrebbero potuto contribuire a rendere questo film l'esperienza definitiva del suo genere, il fantastico, dandoci così un fantasy che non abbia paura di sporcarsi le mani (non tirate in ballo Game of thrones, per favore, sono due tipi di violenza diversi) e che possa diventare il riflesso di una riflessione profonda e allo stesso tempo semplice come solo una fiaba sa essere. Invece ne esce fuori una mezza minchiata. Scusate il linguaggio, ma non credo possano esserci modi diversi per definirlo. Anche se a fine visione ho pensato a lungo se era effettivamente il film a non essere riuscito o se ero io a non aver colto diversi passaggi di fondamentale importanza, ma alla fine credo, con una certa supponenza, che questa sia l'unica definizione possibile. Il racconto dei racconti è un'opera ambiziosa, una costruzione imponente ma che però crolla su se stessa perché le fondamenta sono state fatte da un architetto distratto. A soffrirne maggiormente è la messa in scena, davvero statica e quasi televisiva, che quasi assomiglia veramente a una puntata della saga tratta dai libri di George R.R. Martin, incapace di far fruttare l'immagine con la valenza cinematografica che una storia come questa comporterebbe. Per immagini si racconta molto poco, gli stacchi avvengono sempre mediante i soliti sistemi (dopo un poco ne avevo abbastanza di dissolvenze in nero) ma, soprattutto, non si comprende il perché di raggruppare queste tre storie, di frammezzarle fra loro in una maniera abbastanza confusionaria e non come un semplice e linearissimo film a episodi - cosa che, ironicamente, mi avrebbe dato molto meno fastidio. Ma destabilizza maggiormente il non trovare risposta circa quello che dovrebbe essere il fil rouge dell'intero progetto e a cosa debba riferirsi quel titolo, perché l'unione di queste tre storie non porta a nulla e riesce persino a far rimpiangere Cloud Atlas, che nonostante tutto non peccava (almeno, non a questi livelli) dell'imbarazzante ingorgo che avviene qui. L'unica unione che queste tre storie hanno si svolge all'inizio e alla fine, facendoci intuire solo e unicamente che sono avvenute nel medesimo mondo fantastico. Quindi cosa si intende con quel titolo così pomposo? Che questo è il racconto da cui tutti gli altri a venire hanno avuto origine, o che è semplicemente il racconto di tre racconti? Ci rimane solo il dubbio, oltre che tre storie maldestramente attaccate insieme e che sembrano mancare di alcuni pezzi (e qui si torna al non capire se effettivamente mancano o se sono io a essere troppo poco sveglio, ma seriamente, certe cose sembrano messe davvero a caso), per quanto pregne di un fascino non indifferente, ma che purtroppo non riesce a compensare i vari pasticci già presenti a livello di script. D'altronde gli uomini creavano le storie per cercare di dare una completezza al vuoto che sentivano di avere dentro, non per crearne di nuovo. E la scusa del gioco - come sembrano voler suggerire gli onnipresenti saltimbanchi - del raccontare forse non può essere abbastanza. Perché se è vero che i duri iniziano a giocare quando il gioco si fa duro, va anche detto che il gioco è bello quando dura poco. Ma di eccessivo forse c'è stata solo l'ambizione dell'autore.

Da sottolineare comunque il coraggio per aver cercato di creare un qualcosa di diverso, ma questa non può essere l'eterna scusa salvavita.


Voto: 

33 commenti:

  1. uh accidenti me l'hai stroncato di brutto...sono curioso di vederlo...Garrone mi piace molto...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sarà che avevo l'hype alle stelle ma... davvero, da salvare ci trovo poco.

      Elimina
  2. Sentivo puzza di fregatura lontano un Km, sei il primo che ha confermato i miei dubbi. Proverò a vedere il film, ma senza fretta ;-) Cheers!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. A me invece ispirava a bomba e forse è stato proprio questo a fregarmi. Però le potenzialità c'erano tutte...

      Elimina
  3. Mezza minchiata mi piace molto.
    io, lo ammetto, sono prevenutissima. Già detesto il fantasy in tutte le sue forme, e anche i film in costume non sono esattamente il mio genere preferito.
    La mia reazione, la prima volta che ho visto il trailer è stata "che è sta merda?"
    Però devo ammettere che la locandina è bellissima.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Io col fantasy ci sono cresciuto e, se fatto bene, vado in brodo di giuggiole. Il trailer mi aveva entusiasmato, ma l'entusiasmo se ne andava di minuto in minuto.
      Locandina bellissima, sì... peccato però che quella ufficiale sia un'altra. Non si salva proprio nulla XD

      Elimina
  4. No, non dirmi così che c'ho l'hype a mille (a diecimila c'è l'ho solo per Sorrentino e il prossimo di Tarantino) e il trailer mi ha conquistato fin da subito.
    Ti saprò dire a breve, forse ;)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Purtroppo mi tocca :( ma davvero, da salvare ci ho trovato davvero poco. E non nego che magari mi è sfuggito qualcosa, però l'impressione è quella.

      Elimina
  5. Bellissimo commento, davvero.
    Io ero incuriosita...adesso sono un po' confusa. Più che tro, quando si tratta di competizioni di questo livello, mi interessa sempre conoscere chi gareggia, italiani o meno. Spero di riuscire a dire anche la mia ^^ ma intanto, complimenti

    RispondiElimina
    Risposte
    1. È sicuramente un film 'diverso' e anche per quello va visto... a questo punto spero di vedere gli altri tre nostrani in gara.

      Elimina
  6. Io stasera.
    Devo.
    Perchè ho accolto l'annuncio con un secco "Garrone cheffà GameofStonzs per il cinema"...Poi ho scoperto l'altro giorno a quale libro si è ispirato e trattandosi praticamente del mio breviario mi tocca.. E se la tua opinione è questa, sono incoraggiato! ^____^

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il tu breviario sono state queste storie? Allora inizio a comprendere molte cose :-P

      Elimina
    2. Ne ho più d'uno, a dire il vero. Questo nello specifico lo è da 4 anni.Da quando ne ho scoperto l'esistenza, l'importanza capitale nella letteratura europea, ma soprattutto da quando sono riuscito a reperirne un esemplare commovente: la prima edizione tradotta dal napoletano da Benedetto Croce del 1926, uno dei must della mia libreria smargiassa.

      Elimina
    3. Allora credo sarà una delle prossime letture che farò! Anche se per leggere tutto quello che voglio mi servirebbero tre vite...

      Elimina
    4. DRAMMA: sarei d'accordo nel complesso con te.*____*.Ma per altri motivi rispetto ai tuoi!!
      Passa che mi dai uno spunto ;)

      Elimina
    5. Ultimamente concordiamo troppo spesso...

      Elimina
  7. sono curiosissima di vederlo! Il trailer mi ha incantato per la sua stranezza, ma ti saprò dire meglio quando l'avrò visto...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il trailer aveva incantato anche me, forse è per quello che la delusione è stata così grande. Sono curioso di sapere la tua opinione :)

      Elimina
  8. In questi giorni lo guarderemo e le faremo sapere. Un po' mi preoccupo visto che sembri dare conferma a tutti quelli che sono i miei dubbi e preoccupazioni nei confronti del film.
    Ps: io amo le dissolvenze in nero :-)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Io amo tutto e tutti, sono abbastanza libertino. Ma li amo di più quando sono usati nel momento giusto u.u

      Elimina
  9. Uhm eppure avevo delle buone aspettative, peccato, spero di avere un'opinione diversa dalla tua.

    RispondiElimina
  10. Premetto che sarò brava e non farò nessuna battuta sulla recensione. Comprendo che il film possa non piacere, ma criticarlo dal punti di vista visivo lo trovo quantomeno pretestuoso e anche piuttosto ridicolo. Non è corretto, perché la potenza di quest'opera sta proprio nelle immagini che suggeriscono la narrazione, senza spiegare in continuazione cosa sta succedendo. L'estetica è fluida ed elegante, giudicarla negativamente mi pare un modo maldestro di arrampicarsi sugli specchi. Non condivido nemmeno i difetti nella sceneggiatura, ma ripeto che posso comprendere che il film non piaccia da quel punto di vista. Ma dal punto di vista visivo no, non lo capisco affatto. Il film non è statico, magari è lento, certo. E da quando è un difetto per partito preso? Inoltre paragonarlo a una puntata di GOT è del tutto fuori luogo.
    Io credo sia un film bellissimo e pienamente riuscito. Ho letto l'intervista a Massimo Gaudioso (che invito tutti a leggere per comprendere appieno il valore di questo film) che spiega molto bene le motivazioni che hanno accompagnato la stesura della sceneggiatura e della realizzazione del progetto.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Andando con ordine...

      - figurati, fai tutte le battute che vuoi, soprattutto sulla recensione e sul recensore :)
      - se si argomenta, nulla è pretestuoso o ridicolo u.u
      - dipende da cosa si intende come messa in scena. La fotografia, le scenografie e i costumi sono davvero molto belli, ma è la regia a non convincermi (il modo in cui è composta l'inquadratura, la tempistica della stessa e i movimenti di macchina), cose che credo vadano per forza separate.
      - no, nessuno si arrampica sugli specchi. Da che sono caduto dal ciliegio che da piccolo avevo nel giardino, ho smesso di arrampicarmi :)
      - mai detto che la lentezza è un problema (parla uno che ha dato il massimo dei voti a "Elephant" di Van Sant) però va detto che ci sono delle scelte registiche davvero statiche, televisive e che, a mio modesto parere, ne hanno fermato la potenza visiva che altrimenti avrebbe potuto avere.
      - se la linki mi fa davvero una grande piacere, perché sono curioso :)

      Elimina
    2. Lungi da me far cambiare idea, o gli occhi di chi guarda quest'opera gigantesca. Non sono d'accordo per nulla su niente e non mi ripeto.
      Spiego solo meglio il fattore immagini, che hai definito statiche, pertanto mi ha suggerito che parlassi di lentezza. La regia l'ho trovata sublime, televisiva proprio per niente, nessuna grezzaggine o sbavatura nei movimenti di macchina, non riesco proprio a trovare i difetti che citi, ma magari sono io che mi sono lasciata rapire per due ore. Poi, tecnicismi a parte che sono la noia, l'arrampicamento sugli specchi è dovuto proprio a questo fatto qui: sottolineare difetti o mancanze varie che proprio non si evincono (voglio dire, sulla questione visiva e tecnica veramente non l'ho sentito o letto da nessuna parte) mi è parso così, pretestuoso, appunto. Ma tant'è, avevo detto che non mi sarei ripetuta, chiedo venia, non lo faccio più (non intervengo mai praticamente da nessuna parte, stavolta sono stata mossa da un grande pathos, mi scuserai).
      Ah, Elephant di Van Sant è forse uno dei film che ho detestato di più nella mia vita. Ahahahahah, vabbeh! :D

      Il link è questo: http://quinlan.it/2015/05/16/intervista-a-massimo-gaudioso/

      Elimina
  11. No. Non ci siamo. Da cinefila non prevenuta mi aspettavo molto da questo film, invece son stata delusa.
    Delusa a livello emozionale, non visivo. E'un'apoteosi barocca nella scelta grottesco- tudoriana dei costumi..certo...i colori..
    gli sfondi..la natura, risplendono al meglio ..ma...MA:
    Primo: troppe scene di nudo e sesso (totalmente gratuite le due cortigiane tettomani- saffiche e le scene da bordello veneziano del Re Erotomane)
    ...io avevo invitato la mia più cara amica con i suoi due nipoti di 11 e 14 anni e mi son sentita DECISAMENTE IMBARAZZATA davanti a certe scene...
    Difatti dopo 20 minuti, son andati a veder gli Avengers, mentre io, col fegato in mano ...non il cuore...(!) son rimasta a guardare
    ciò per cui avevo pagato 7,50 euro!!
    E ditemi, spiegatemi perché non hanno scritto VIETATO AI MINORI DI 14 ANNI?? Non è certo un film per bambini!!!!
    Ci portereste vostra figlia/ figlio di 7/ 8 anni??? .....Sinceramente....!!!!
    Due: la trama. Una fiera, un circo di stronze carogne interessate a soddisfare la vanagloria e gli impulsi primari..
    Salma Hayek è da prendere a sassate per la cattiveria e le due vecchie sceme, idem..
    Tre: spacciato per fantasy.
    Fantasy?? Ma dov'è il fantasy??? Fantasy è Labyrinth!! Fantasy è il Signore degli anelli, Conan, Willow, Dragonheart...
    non questo noir che mi ricorda più Freaks che Stardust!! Signori giornalisti, fatevi meno anfetamine, ma fate il vostro dovere!!!
    Tre: (dalle recensioni) "un film sulla ricerca dell'amore....... Ma quale amore?? C'è una marea di sangue, vendetta e possesso!!
    Addirittura la candida principessa si trasforma in assassina dopo esser stata violentata dall'Orco suo marito!!!!!!!
    Unica nota piacevole: le immagini. Quelle sì, veramente meritevoli!!!
    Totale: Ni. No per la trama (pesante e lenta, evanescente nella struttura e nella narrazione) si per le meravigliose immagii di un'Italia eterogenea, selvaggia e splendida!!!
    No. Non mi è piaciuto.
    Forse soprattutto perché me l'hanno spacciato pe qualcosa che non è : una favola sognante.
    Non si prendono per i fondelli gli spettatori!!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Devo dire che non concordo molto su alcuni punti, anche se li posso capire. Certo, un cartello VM14 potevano metterlo, ma diciamo che un minimo è anche lo spettatore che deve informarsi XD
      Poi per me può essere benissimo inteso come fantasy, perché l'elemento fantastico c'è sempre. Pensa a "Conan", che tu citi, pure quello metteva in scena un contesto fantastico pieno di violenza, anche se una violenza decisamente diversa da questa.
      Poi le storie in sé, a mio parere ci stavano... solo non raccontate così. Nessun raccordo fra loro e alla fine non si forma nessun discorso concreto, da quel che ho percepito. C'è una rappresentazione distorta dell'amore, ma è una cosa che ho trovato poco sfruttata.
      Per il resto... deludente, sì, ma per motivi diversi. Ovviamente, secondo il mio modesto parere ;)

      Elimina
  12. "prometto che sarò bravo e non farò nessuna battutaccia sui napoletani"

    Dovresti innanzitutto spiegare questa frase perché il tuo giudizio assuma una qualsivoglia rilevanza...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Nessuna rilevanza, tranquillo. È una frase messa lì unicamente con fare ironico. Del resto, se avessi qualcosa contro i napoletani o i meridionali in generale (alcuni di quelli che hanno commentato prima di te sono meridionali), di certo non stimerei registi come Garrone o Sorrentino ;)

      Elimina
    2. Non capisco allora per quale motivo puntualizzarlo. Visto che oltretutto parliamo di un regista romano...

      Elimina
    3. Semplice ironia, nulla di più.
      Non sapevo di Garrone, comunque. Ero sicuro che, data l'ambientazione dei suoi ultimi due film, fosse meridionale. Grazie della precisazione!

      Elimina
  13. ...eppure io sono comunque curiosa...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ma alla fine è un film che va visto, anche solo per tutto il parlare che sta scatenando. Quindi vai e fammi sapere :)

      Elimina

Ragazzi, mi raccomando, ricordiamoci le buone maniere. E se offendete, fatelo con educazione U.U