giovedì 26 novembre 2015

Poetry


Per quanto ami la lettura in ogni sua forma, credo di aver sempre avuto un grosso limite. O almeno, uno dei tanti, ma questo è uno di quelli che sento particolarmente. La poesia. Che ripeto, è un mio limite, non è una forma artistica che voglio sminuire - non mi permetterei mai, non sminuisco neppure il balletto classico, dico solo che non fa per me, perché ogni forma d'arte è sacra e inviolabile - ma proprio non ce la faccio a capirle, raramente mi arriva qualcosa. Mi viene da apprezzarla quando è accostata alla musica, perché per me i testi delle canzoni sono delle poesie, ma da sola non mi arriva. E dire che ho provato a leggere ben due libri di Alda Merini, col risultato che mi ha attirato di più la quarta di copertina o lo stralcio di biografia inserito nei volumi, e a scuola quando ci hanno fatto studiare I fiori del male di Baudelaire ero uno dei pochi che non si era improvvisato un bohemienne pieno di ennui. Per me Baudelaire è rimasto solo un pezzo dei Baustelle. Finisce quindi che ogni anno provo a mettermi sotto e a leggere qualche poesia ma sempre col medesimo risultato. E dire che riesco a farmi incantare dalle parole di De André, ma non da quelli che poeti magari lo sono veramente. E' così che cazzeggiando fra le proposte dvd della biblioteca civica della mia città, ogni anno inaspettatamente sempre più rifornita, mi sono imbattuto in questo film, ennesimo titolo apparentemente interessante che nel corso degli anni ero andato a perdermi. E poi era un film coreano, e voi sapete quanto ami i film coreani e quanto ultimamente sia a digiuno di quella parte d'oriente.

Mija è un'anziana e acciaccata donna che lavora come badante, occupandosi del nipote viziato e teledipendente lasciatole dalla figlia trasferitasi per motivi di lavoro. Un giorno decide di iscriversi a un corso di poesia, ma delle recenti amnesie e il ritrovato cadavere di una bambina sconvolgeranno la sua esistenza per sempre...

Quando mi capita di uscire dalla mia regione mi piace sempre raccontare della mia città e, soprattutto, dei suoi abitanti, Perché quello in cui vivo non sarà un posto grande, ma è sicuramente pieno di personaggi eccentrici. Non che ami molto la mia città (o meglio, la città verso la quale confluiscono tutti i paesini circostanti, fra cui il mio), anzi, e il piacere sembra del tutto ricambiato, ma non posso nemmeno negare che le varie 'gesta' di cui sento parlare almeno una volta a settimana non meritino almeno un racconto davanti a una bevanda in un pub. Il clou delle mie conversazioni 'estere' il più delle volte viene prima o poi interrotto da uno degli ascoltatori che mi domanda se li sto prendendo in giro tutti e finisce sempre con me che scuoto la testa e affermo che è tutto vero. Il bello è che è tutto vero sul serio, io in tutta la mia vita ho assistito a tante di quelle situazioni squallide o grottesche che potrei farci un libro a tema - poi non so chi lo comprerebbe, ma è un'idea che mi hanno suggerito in molti. Mi è capitato spesso di pensare alla mia città vedendo questo film, pensiero al quale poi si è accostato il ricordo della canzone La città vecchia, anche se la pellicola va a esplorare un tema molto più ampio e complesso legato a doppio filo al suo titolo. La poesia, appunto. De André nelle sue canzoni ha cantato di mignotte, ladri, assassini e tipi strani che hanno venduto per pochi soldi le madri a dei nani, eppure ha creato dei versi di sublime bellezza; questo perché, a mio modesto parere, la vera bellezza in certi casi la trovi unicamente dove è assente, nello squallore, perché solo con l'arte riesci a travalicare tutta la volgarità che sta nella superficie e a ritrarre in un certo modo quello che l'occhio magari non può vedere. L'interrogativo che il regista e sceneggiatore (ma anche ministro della cultura e del turismo e scrittore) Lee Chang-dong vuole porsi è quindi questo: come può la poesia servire ancora in un mondo che sembra averla persa del tutto? Pur senza alcun tipo di autocompiacimento ci fa immergere nella vita della povera Mija, donna molto semplice e forse anche un poco tocca, che non può dirsi un esempio di finezza, forse è proprio per quello che ama vestirsi così bene, per poter mettere qualcosa di bello in una vita che sembra preclusa a quell'aggettivo. Oltre al nipote a cui darei volentieri quattro calci dove non batte il sole c'è un lavoro come badante presso un avaro semi-paralitico, le chiacchiere inutili con le passanti e, in ultimis, la macabra scoperta con annesse tutte le tribolazioni e le macchinazioni che una società bigotta e affarista richiede. Non c'è più spazio per la bellezza, la bellezza sembra essere stata dimenticata sotto un mare di merda (o in mezzo a un lago) che parrebbe essere la realtà di tutti i giorni, con le sue ipocrisie e la sua indifferenza, e Mija si ritrova intrappolata in quella gabbia invisibile senza riuscire a scapparne fuori. Perché come le parole fanno parte dei versi vanno a comporre una poesia, noi alla fine siamo degli ingranaggi che seguendo degli spietati meccanismo andiamo a comporre un mostro meccanico che col tempo e l'evoluzione abbiamo imparato ad accettare. Io non ho mai pensato che l'orrore si debba nascondere, anzi, credo che come tutte le cose brutte inconsciamente faccia paura anche a coloro che non lo afferrano a una prima occhiata e quindi è doveroso mostrarlo, ma senza paternalismi e senza sensazionalismi. Il film riesce perfettamente in questo, a ritrarre una storia molto sporca ma senza soffocare lo spettatore nello stesso fango. Gli fa vedere che c'è, magari gli impedisce di tapparsi il naso, ma mostra tutto con una dignità e una compostezza che a momenti disturbano più di ogni altra cosa. E come vuole il titolo termina tutto con una poesia, e quella sì che è riuscita ad emozionarmi, forse perché conscio di tutte le cose che l'hanno preceduta. La bellezza c'è sempre, spetta solo a noi il saperla cogliere, anche se attraverso una scelta che può essere dolorosa ma giusta. 

Un po' come le susine, che quelle più buone sono quelle che cadono dagli alberi, ma sono anche quelle che finiscono per essere calpestate dai passanti disattenti.


Voto: 

8 commenti:

  1. A me la poesia piace molto,sopratutto Jacques Prevert ,ma anche Eric Fried, ,che scrive delle poesie con versi corti ma secondo me di una potenza devastante.
    Di Prevèrt mi piacciono sopratutto Quando dormi,Questo amore e Barbara(le trovi tutte nel link qua sopra),ma poi ovviamente la poesia come tutte le forme d'arte è soggettiva,quello che arriva ad una persona non arriva ad un altra.La Merini a me non dice molto,anche se più che sfogliare distrattamente qualche suo libro non ho mai fatto ;)

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    1. Come dico sempre: "La poesia è roba da donne. Perché solo le donne hanno la completezza per comprenderla appieno" ;)

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  2. bellissimo film ma secondo me non è il migliore di Lee Chang Dong regista coreano che ha fatto pochi film ma praticamente tutti capolavori o quasi...

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    1. È il primo film suo che vedo :/ a questo giro devo recuperare gli altri, con molta calma...

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    2. Concordo con Bradipo... Guardati "Peppermint Candy", prima di tutto! ^^

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    3. Segnato... insieme a mille altri XP non ho abbastanza energie per vedere tutti i film che dovrei/vorrei.

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  3. Me lo segno, perché come al solito non sapevo dell'esistenza di questo film, come non so nulla della maggior parte dei film orientali usciti negli ultimi anni.

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    1. Strano, di questo se ne era parlato molto. Comunque i film orientali sono distribuiti in maniera strana...

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Ragazzi, mi raccomando, ricordiamoci le buone maniere. E se offendete, fatelo con educazione U.U