lunedì 28 dicembre 2015

Cogan - killing them softly


Guardare film a casa Jean Jacques alle volte può essere molto difficile. A casa di madre, soprattutto. Perché da padre il lettore dvd si è rotto e quindi ci si arrangia come può, in quella di madre invece funziona tutto alla perfezione e ne approfitto quindi per fare incetta di film a noleggio nella biblioteca civica della mia città, che offre delle perle inaspettate. Però alle volte la questione può farsi difficile, come ho detto, perché far collimare i miei gusti (che sono un pochetto strambi, è risaputo) con quelli della genitrice penso possa essere un'aggiunta alle fatiche di Ercole. Pensavo di essere arrivato a un giusto compromesso con un film che ha Brad Pitt come protagonista, che nonostante io pensi che sia invecchiato malissimo per molte ha ancora il suo charme, ma a leggere che parla di killer e morti ammazzati dice che è una cosa troppo cupa per lei e quindi non ne ha voglia, meglio il concerto di Gianni Morandi e Claudio Baglioni sulla Rai. "Ma mamma, fidati che è figo, non è così violento come pensi e poi c'è il bellone di turno". Ma no, lei non sembra proprio convinta, anche perché a Brad Pitt preferisce Javier Bardem ed è per via della sua presenza che ha retto fino alla fine di To the wonder. "Ah, ma lo sai che oltre a Pitt c'è anche Bardem? Fa un ruolo piccolino, però c'è, è per questo che non hanno messo il suo nome sulla locandina." E fu così che Baglioni e Morandi dovettero aspettare...

Frankye e Russel, due sbandati, compiono una rapina a una bisca mafiosa gestita da Markie Tratman, già reo di aver fregato i suoi amici un tempo con una rapina falsa e sul quale cadranno i principali sospetti. Ad indagare sul tutto però viene chiamato Jackie Cogan, killer molto efficiente che non si fa problemi davanti a niente e a nessuno.

Questo è un po' il film che non ti aspetti. Io pensavo di vedere una storia semplice, solida, violenta e un po' sporca, come piacciono a me, e pur venendo in parte accontentato mi sono trovato davanti una pellicola che ha stravolto le mie aspettative. Pur offrendomi una storia semplice, solida, violenta e un po' sporca, proprio come piacciono a me. Non ho letto il romanzo di Geroge V. Higgins da cui è tratto (anzi, credo che in Italia non sia manco uscito) però a livello visivo questo film prende una posizione molto specifica fin dall'emblematica sequenza iniziale, con quel gioco di montaggio e sonoro abbastanza disturbante che ti fa capire che quello che andrai a vedere non sarà un film di gangster qualunque. Killing them soflty (noi italiani ci abbiamo aggiunto Cogan, quando effettivamente non è che lui sia il protagonista) non è una semplice storia di criminali o derelitti, tipo i bei Mud e Joe, perché l'intento del regista Andrew Dominik, che aveva in minima parte decostruito il western col suo bellissimo L'assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford, non è tanto quello di parlare di sparatorie e vendette, ma di offrire un impietoso ritratto dell'America e della sua politica. E lo si capisce già con quell'inizio, dove vengono fatti sentire stralci dei discorsi di tutti i politicanti che si sono succeduti negli ultimi anni, caratteristica che viene mantenuta per gran parte della durata del film. Possiamo dire che questo è un film di gente che parla e quando non sono i diretti protagonisti a farlo, lo fanno i politici alla televisione e alla radio. Nonostante tutto, e qui sta il merito più grande, il film non prende una posizione precisa, non fa favoritismi a repubblicani o democratici, ma li dipinge tutti come un gran manipolo di ladri, non molto diversi dalla banda di mafiosi e debosciati che sono i protagonisti di questa storia. Questi alla fine vengono visti perlopiù, a parte le dovute eccezioni, come delle vittime di un sistema che ha impedito loro di farsi una vita, e ci vengono offerte anche delle parentesi di approfondimento dove vediamo che nessuno di loro ha mai avuto modo di vincere veramente nella vita. L'unico che rimane isolato da questa caratteristica è proprio Cogan, il killer apparentemente invincibile e senza nessun sentimento, quando alla fine è semplicemente uno che se ne frega altamente di tutto e ci tiene a fare il suo lavoro. Dei losers fatti e finiti, senza nessuna eccezione, che si muovono in un mondo in tracollo economico, dove pure l'economia mafiosa risente di quella esterna. Tutto si mantiene su un tono cinico e irriverente, offrendo dei dialoghi bellissimi che a tratti strappano anche più di una risata, ma è anche nella regia del neozelandese Dominik che sta il vero fiore all'occhiello. Oltre alla semplice ma bellissima scena iniziale, tutto il film mantiene un ritmo molto frizzante e che non concede attimi di respiro nonostante succeda poco o nulla, complice anche la breve durata, lasciando il posto a degli attori più in forma che mai - fra cui anche il compianto James Gandolfini, uno dei personaggi più memorabili. Alla fine fra presidenti e mafiosi non sembrano esserci molte differenze, tutti comandano a loro volta e i primi tengono i fili di un mondo che hanno contribuito a ingrigire in maniera inguaribile, dove solo il disinteresse mostrato da Cogan è l'unico modo per uscirne vivi. Si muore di solitudine, perlopiù, perché tutti sono smarriti e pur incrociandosi spesso finiscono per perdersi irrimediabilmente. Il sogno americano è stato sempre una bufala, perché anche se la notte persiste a durare è tempo di svegliarsi.

Alla fine mia madre, una volta capito che quella su Bardem era una balla, è andata a dormire col nervoso. Poi io mi metto a curiosare su internet e scopro che proprio lui inizialmente era stato considerato per il ruolo di Pitt. Coincidenze?... io non credo.


Voto: ★ 

12 commenti:

  1. Film molto particolare, che non mi era affatto dispiaciuto.
    Anche se ricordo che un sacco di gente l'aveva (ingiustamente) massacrato...

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    1. A me invece ha colpito fin da subito.
      Per me non è stato capito. Tutti si aspettavano qualcosa di molto più classico, e invece si sono beccati il pippone.

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  2. Ingiustamente massacrato anche per me, invece prodotto più che discreto.

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    1. Prodotto notevole, altroché! La regia di Dominik dà un vero e proprio valore aggiunto!

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  3. Concordo in pieno con te, a me è piaciuto molto, ha qualcosa dei film anni '70 ma è allo stesso tempo molto moderno. Giù il cappello davanti alla prova di Brad Pitt, ma soprattutto di Richard Jenkins, che trovo sempre molto bravo. L'unica scena in cui si vede James Gandolfini, viene letteralmente divorata dal grande attore... Quanto mi manca quell'omone. Cheers! ;-)

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    1. Gandolfini ci mancherà ancora per molto, credo, e Brad Pitt mi ha stupito. L'atmosfera poi fa la parte definitiva.

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  4. Non ricordo di averlo visto o no..e questo è già un brutto segno, vuol dire che non mi è rimasto impresso, ma in ogni caso Brad Pitt ogni tanto fa anche film buoni e questo potrebbe esserne un esempio ;)

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    1. Pitt ha fatto un po' di tutto, innegabili schifezze ma anche dei filmoni. Qui fa veramente un'ottima performance, così come nel precedente film di questo regista.

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  5. Nonostante Brad, che per quanto mi riguarda è invecchiato benissimo invece ed è pure bravo, credo di essermi appisolata più volte durante la casalinga visione...

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    1. La pensi più o meno come mia madre sull'argomento ^^'

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  6. Lo vidi piú o meno nel periodo in cui uscí al.cinema e ricordo che lo detestai abbastanza. Per il resto non ne ho ricordi se non quelli dovuti alla noia che mi provocò

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    1. Ironicamente io ho trovato che ha vinto ritmo davvero ben sostenuto, forse anche perché dura poco.

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Ragazzi, mi raccomando, ricordiamoci le buone maniere. E se offendete, fatelo con educazione U.U