mercoledì 20 gennaio 2016

Irreversible


Avete presente ogni tanto quei tizi che, vantando una conoscenza superiore in quanto appartenenti a un sottogruppo elitario di intellettualoidi, tentano di sminuirvi a tutti i costi di fronte a certe vostre lacune culturali? Il mio cervello ogni tanto fa così. Mi guarda di soppiatto, con quel sorriso da simpaticone che in realtà è tutto un pretesto per esordire con un'interminabile presa per il culo, asserendo quella che ormai sembra essere un'assodata verità: ovvero che io non capisco un ciufolo di nulla. E tempo fa mi ha detto: "Ma come, non hai mai visto un film di Gaspar Noé? Guarda che lui è uno tosto, uno provocatorio, l'hanno visto tutti tranne te!" Che abbia quel cretino da fare tanto lo smargiasso non lo so, anche perché il fare accoppiata con me è già la prova lampante che l'intelligenza non fa parte della sua natura, però ogni tanto si diverte a fare lo stronzo. E io che sono scemo quanto lui subisco in pieno queste provocazioni. A quel punto si profilano due soluzioni: o mi do da fare per colmare queste lacune, o mi deprimo della mia ignoranza piangendo e mangiando Nutella - se il mio trainer sta leggendo, lo assicuro che faccio di tutto per rispettare la dieta della palestra. Fortunatamente ogni tanto cerco di darmi una regolata e, quando mi prende il mood giusto, quello di voler vedere un certo tipo di opere, cerco di ricordarmi anche di quei titoli che forse dovrei recuperare. Perché guardare film per forza, 'perché vanno visti assolutamente', non è nel mio stile. Ieri avevo deciso che mi ci voleva qualcosa di forte e che, molto probabilmente, era l'occasione giusta per iniziare a vedere un film di Gaspar Noé. Che per un po' l'ho chiamato Gaspar Mosé perché quei due personaggi li ho sempre confusi, forse perché finiscono con la stessa lettera o hanno ambedue a che fare con l'acqua.

Alex, giovane e avvenente donna, nel dirigersi a casa dopo una festa viene violentata brutalmente in un sottopassaggio. Marcus, il suo fidanzato, e Pierre, il suo ex marito, decidono di cercare il suo aguzzino e di farsi giustizia da soli...

Irreversible, lanciato sul mercato come il film che ha sconvolto il Festival di Cannes del 2002, è sicuramente una visione non facile, a tratti insostenibile. Pur non avendo mai visto un suo lavoro, ero ben a conoscenza della particolarità di questo regista e della sua voglia di provocare a tutti i costi, così come avevo ben letto della cruenta scena dello stupro della Bellucci che dura la bellezza di nove minuti - dove ironicamente ho detto che le fanno la stessa cosa che lei ha fatto alla recitazione per tutta la sua carriera. Ho iniziato la visione parzialmente preparato, perché questo è davvero un film strano e straniante, tanto che non me la sento di consigliarlo a tutti, nonostante possa dire che mi sia piaciuto. Ancora prima di Birdman, Noé ha avuto l'ardire di realizzare una pellicola che è tutto un intero (finto) piano sequenza e, non contento, ha invertito l'ordine cronologico degli eventi come aveva fatto prima un certo Cristoforo Nolan con Memento. Dove però il film del regista con più fanboy al mondo aveva un senso, con quel suo ordine invertito degli eventi a suggellare l'importanza e la fallacità della memoria, la scelta di Noé appare quasi più un esercizio di stile, così come l'idea di girare tutto con un unico, schizoide piano sequenza, perché anche senza l'ausilio di questo mezzo non sarebbe cambiato molto del senso che si voleva trasmettere. Tutto sembra di ausilio alla sola tecnica, al creare una cifra stilistica che riesca ad accompagnare un racconto sporco e morboso che altrimenti non avrebbe saputo destare il medesimo interesse. Molti hanno condannato questa sua scelta ma io, pur non dandogli il valore assoluto di certi suoi estimatori, non me la sento di cassare la pellicola per questo perché, anche se dopo averci pensato su, mi sono ricordato della mia convinzione che non conta tanto quello che racconti ma come lo racconti. Noé è riuscito a creare interesse attorno a una storia semi inesistente e che se fosse stata realizzata in una maniera più convenzionale avrebbe dimostrato tutta la sua vacuità, ma così ottiene una propria e precisa identità, che potrà piacere o meno ma che alla fine rimane bene impressa. Anche l'aspetto cronologico, dopo un poco, non appare così insensato, perché il discorso principale è legato al tempo e a come questo distrugga tutto - la vera irreversibilità del titolo. Secondo il regista sembra non esserci salvezza per nessuno e, per spiazzare lo spettatore, decide di mostrare (insieme a genitali ripresi a distanza ravvicinata, scopate. botte da orbi e altre simpatiche carinerie) fin da subito le conseguenze estreme del tutto e, dopo aver sfiancato lo stomaco dello spettatore, gli piazza davanti agli occhi i momenti più calmi, quelli dove tutto sembra bello e tranquillo, mettendoci una piccola rivelazione che conferisce un ulteriore fatalismo a quanto sappiamo dovrà accadere. Per alcuni questo è troppo poco per giustificare tutto quello che si sussegue sullo schermo e, non senza un certo ripensamento, non posso contraddirli del tutto. Anzi, i momenti vagamente filosofeggianti (tipo la primissima scena, potente nell'introdursi ma assolutamente vuota nel suo concludersi) li ho trovati proprio fuori luogo e approssimativi, forse il vero passo falso del film. Fin dal suo inizio si corre il rischio di imbattersi in un approssimativo A Serbian film, ma qui si va decisamente oltre, non me la sento minimamente di mettere questi due titoli sullo stesso piano. Anche qui c'è una violenza auto-compiaciuta, a tratti davvero eccessiva, ma tutto raggiunge una forma estetica e d'atmosfera, senza bisogno di tirare in ballo questioni politiche di dubbio gusto/senso. Non eleggo il film come un capolavoro assoluto perché, nonostante il suo fascino perverso, decisamente non lo è, ma è sicuramente un titolo che potrà lasciare qualcosa a chi ama storie di questo tipo e non si lascia impressionare troppo. Pur coi suoi limiti, ottenuti proprio dal suo cercare di essere sempre così estremo a tutti i costi. Che l'irreversibilità dle titolo sia quella che alberga anche nell'animo di Noé?

Noé ha mantenuto le aspettative che le informazioni su di lui avevano promesso. Ora sono curioso di vedere che altro è on grado di produrre questo pazzo.


Voto: 

2 commenti:

  1. Mi hai fatto ragione sul fatto che di questo film ho sempre sentito parlare (per motivi di gossip pompati dai media) ma non l'ho mai visto, segno ;-) Cheers!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Buona fortuna. Poi fammi sapere... o meglio, scrivine ^^'

      Elimina

Ragazzi, mi raccomando, ricordiamoci le buone maniere. E se offendete, fatelo con educazione U.U