domenica 24 gennaio 2016

Piccoli brividi


Ogni tanto anche su questo blog si parla di libri, e non solo con la scusa che molti film sono tratti da delle opere letterarie. Tempo fa ci aveva pensato il buon Caden con un gioco a tema, che era involontariamente diventato una catena in grado di coinvolgere moltissimi blog, dove avevo detto quasi tutto quello che potevo sulle opere che più mi hanno influenzato l'esistenza. No, nel senso positivo, non perché mi hanno fatto venire la febbre. Purtroppo quindici titoli, per quanto siano tantini, non sono stati del tutto sufficienti e a malincuore ho dovuto lasciarne da parte alcuni che, per quanto fondamentali alla mia crescita, ho preferito non far comparire al posto di altri. Uno di questi era sicuramente Harry Potter, perché il maghetto ricchione occupa ancora adesso una gran fetta del mio cuore raggrinzito, e gli altri sono i Piccoli Brividi. Questi ultimi da piccolo li adoravo, credo che li avrò letti quasi tutti e collezionavo pure gli adesivi che si trovavano in fondo, che appiccicavo alla spalliera del mio vecchio letto - non vi dico il trauma quando ho dovuto cambiarlo. Avevo anche qualche vhs della serie di telefilm che avevano fatto, un qualcosa ai limiti del trash, e le avevo viste così tante volte che avevo consumato il nastro. Quei libercoli mi hanno iniziato alla lettura, fatto avvicinare all'horror e sono stati anche una vaga ispirazione per i primi imbarazzantissimi racconti che ho fatto. In soffitta ne ho ancora molti e ricordo che un paio di anni fa, quando sono dovuto salire per ripescare dei vecchi libri di testo che cercavo di rivender, li ho trovati ed ho passato mezza giornata a rileggerli. Poi un giorno ho scoperto che ne hanno fatto un film e la mia visuale sul mondo si è capovolta.

Il giovane Zach si trasferisce con la madre in una nuova città dopo la morte del padre. Lì conosce Hannah, la sua vicina, figlia di un padre strambo che la vuole reclusa in casa. Si scoprirà che quell'inquietate vicino altri non è che R.L. Stine, l'autore della collana letteraria Piccoli brividi, e che tutti i parti della sua fantasia sono racchiusi in degli appositi libri che, se aperti, rilasciano il mostro in questione. Quando per causa di un incidente tutte le sue creazioni saranno libere di scorrazzare in giro, ci sarà da tremare...

Il traguardo dei venticinque anni ti fa capire che, effettivamente, stai invecchiando. Non solo quando guardo gli adolescenti che incrocio per strada penso "Ai miei tempi era tutto più semplice", ma mi ritrovo a rimembrare di tutte le cose che mi piacevano 'da piccolo'. Inoltre, non mi viene neppure da fare una qualsiasi ironia sull'aver appena usato una parola che al suo interno contiene membro. Anche sulla musica ci sono delle pernacchiate mostruose. Non mi metto più a cercare gruppi di metal estremo ma mi sono andato ad appassionare a Levante e ultimamente sto ascoltando spesso Se perdo anche te. L'aspetto più inquietante però rimane quello legato al fattore nostalgia e, ironicamente, fra Jurassic world, Terminator Genisys e Il risveglio della forza (ma ricordiamo anche il fallimentare Jem e il futuro nuovo film dei Ghostbusters), ultimamente Hollywood sembra proprio puntare a cose che possano guadagnarsi una nuova fetta di pubblico, giocando sul sicuro al contempo perché certi che le vecchie leve correranno a frotte per non perdersi il revival del momento. Stavolta nella trappola sono caduto anch'io, lo ammetto senza vergognarmi, ma l'idea di poter vedere un film su una delle opere che mi ha iniziato a una delle mie passioni principali (la lettura) era troppo forte. Anche più dell'idea di vedere Jack Black all'opera, un tizio sul quale la penso un poco come i Griffin e che mi è rimasto sempre abbastanza indifferente. La preoccupazione massima però è giunta quando, una volta finito, ho dovuto ammettere a me stesso e al mondo che il film mi è piaciuto, e pure parecchio, come solo un film di questo genere può piacere. E anche qui vanno messi però i dovuti paletti. Sì, è una minchiata, è un film del quale da qui a qualche mese nessuno, io stesso, si ricorderà più e ci sono un sacco di mancati collegamenti e disconnessioni logiche che pure in una storia fantasy comica dovrebbero avere una loro minima coerenza. E' il classico film con Jack Black, peraltro diretto da Rob Letterman, uno che inaspettatamente riesce a fare dignitosamente il proprio lavoro, aggiungendoci qualcosa in più che faccia funzionare il tutto nella sua natura cinematografica e che già aveva diretto il cicciobonzo in un altro film, dopo essere scappato dal campo dell'animazione. Il vero colpo di genio viene dalla coppia di sceneggiatori (limitati al ruolo di autori del soggetto, la stesura dello script è spettata a un certo Darren Lemke) Scott Alexander e Larry Karazewski, tizi che hanno portato la firma ai copioni di cose come Big eyes, che non si concentrano su un libro specifico ma... su tutta la saga. Il che non porta a qualche problema, perché il film può venire apprezzato nella sua interezza quasi unicamente da chi conosce i libri e sa cogliere i riferimenti, ma per fortuna i momenti di 'strizzatina d'occhio' non raggiungono livelli esagerati: sai che Stine ha scritto i libri e che quei mostri vengono da lì, ma solo da ex lettore puoi capire tutta la storia che si portano dietro, e questo è forse la parte più straniante dell'intero insieme. Poi sì, vanno segnate molte altre cose, tipo un colpo di scena finale telefonatissimo, un protagonista che non trova una vera e propria crescita (la storia del padre è messa proprio tanto per) e un finale che non ha senso, se non per il cammeo del vero R.L. Stine, però l'intera baracca regge dignitosamente e se la si sa prendere per quello che vale riesce pure a divertire parecchio. Inaspettatamente, danno centralità a uno dei villain più iconici dei libri e lo amalgamano bene in un duello generazionale con l'autore, il personaggio di Jack Black, che finisce per essere il vero e proprio protagonista ed a rubare la scena a tutti, concentrando tutte le attenzioni su di sé e concludendo l'intera questione in una maniera più che dignitosa. Cosa rara, per un film destinato ai bambini, ultimamente.

Solito prodotto da 'operazione nostalgia' che ultimamente rende molto bene, anche se a questo giro hanno cercato di dare qualcosina in più.


Voto: ★ ½

10 commenti:

  1. Come sai mi è piaciuto, ci sta il tuo discorso sull'operazione nostalgia, però è un film che si lascia guardare, divertente e pieno di citazioni, Giacomo Nero è un tocco in più, lo trovo molto simpatico ho un debole per quella facciona da schiaffi ;-) Cheers!

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    1. Io ho il problema di essere cresciuto in un gruppo di metallari e me la smenavano con lui ogni giorno, ho finito per esserne assuefatto mio malgrado ^^'

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  2. Non ho mai letto i libri, ero già grande, ma il film mi è piaciuto parecchio, divertente e un po' retrò. Mi ha fatto persino venir voglia di dare un'occhiata hai romanzi...

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    1. Ti avviso che una volta superati gli 11 anni perdono ogni valore, sono rivolti a un pubblico prevalentemente infantile. Il film però riesce a farsi guardare e in maniera anche intelligente, cosa sbalorditiva.

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  3. Anch'io ed il Khal l'abbiamo apprezzato molto,nell'ottica dell'intrattenimento spensierato senza pretese,senza aver mai letto i libri!!!!

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    1. Come visione spensierata funziona benissimo, diciamo che conoscere i libri aiuta più che altro nel riconoscere le funzioni di tutti i mostri, che qui appaiono un po' gratuito - che poi, a me da piccolo il pupazzo faceva un terrore assurdo.

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  4. Visto stasera, mi accodo agli altri.
    Divertente, vintage e con uno spirito che a tanti film d'intrattenimento degli ultimi anni - operazioni nostalgia escluse - è mancato.

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    1. Per me è mancato soprattutto a quelle!

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  5. Voglio recuperarlo, tra la marea di roba. Proprio perché è un'operazione nostalgica e quei libri sono stati una parte fondamentale anche della mia adolescenza

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    1. A me hanno accompagnato per tutte le elementari. Quanti ricordi T.T

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Ragazzi, mi raccomando, ricordiamoci le buone maniere. E se offendete, fatelo con educazione U.U