giovedì 14 aprile 2016

Californication - stagione 7


Mi sono scoperto amante - ma non troppo - delle serie televisive un po' per caso, perché mi rendevo conto che stavano diventando dal nulla, dopo anni che tutti dicevano "ma la tv produce solo cacca", un fenomeno di massa su cui non avevo nessuna cultura. O almeno, una cultura che non andava al di là di Xena, Camera café, Dr House e NCIS. Non so se tutta questa qualità c'è sempre stata o se è solo un fenomeno recente, solo che ho scoperto un mondo davvero variegato, in cui erano coinvolti scrittori magistrali e da cui potevo imparare non poco. Quello che non mi aspettavo però era quel senso di malinconia che ti pervade quando, dopo tot stagioni, devi dire addio a tutti quei personaggi, a quelle situazioni che ti hanno tenuto compagnia nonostante le felicità e le eventuali delusioni. Sì, quindi un poco mi manca pure Lost. Ero temprato da anni di visione di anime, cosa che ti aiuta molto psicologicamente, ma un senso di affezione a un personaggio come quello di Hank Moody, così vicino ma al contempo così lontano da me, mi ha stupito. E dirgli addio è stato un qualcosa di davvero, davvero difficile, nonostante delle stagioni che più andavano avanti più diventavano scadenti e una comicità davvero pecoreccia che offuscava le vere potenzialità di base - potenzialità che sono insite in ogni storia, d'altronde.  Ho visto quest'ultima stagione con una piccola morticina scheletrica nel cuore.

Hank sembra aver messo la testa a posto. Ha deciso di mettere un freno alle sue scappatelle, di occuparsi di quella che è la sua vera famiglia e, ciliegina sulla torta, si è trovato un lavoro come sceneggiatore di un pessimo serial televisivo. Ma le cose deragliano quando scopre che ai tempi aveva lasciato incinta una sua vecchia fiamma e ha modo di conoscere il suo problematico figlio...

Quella di Californication è una visione che va presa con le pinze, altrimenti si rischia di correre incontro ha una delusione davvero cocente. La creatura di Tom Kapinos non ha mai avuto grandi pretese autoriali e, in virtù di questa sua ostentata coerenza, ha saputo stupire in più di un'occasione mettendo al momento giusto delle trovate che avevano fatto pensare che poteva davvero diventare un qualcosa di seminale nel campo della comicità, con quella sua capacità di unire umorismo demenziale e riflessioni sulla vita, come non si vedeva dai tempi delle prime stagioni di Scrubs. Purtroppo in altrettanti momenti non ha mai avuto il coraggio di andare davvero oltre e anzi, spesso ha puntato l'asticella del 'socialmente accettabile' a livelli sempre più esagerati per poi terminare tutti i discorsi in una maniera che più buonista di così che non si può, riducendo il tutto che la famiglia è il bene più prezioso che esista. Già, la famiglia. Come la penso in merito lo sapete bene, io non ce la faccio proprio a vederlo come valore assoluto e il family-day potete ficcarvelo proprio in quel posto, ma penso che ci siano cose che vanno al di là di quella che è una semplice convenzione sociale dettata dall'uomo. Qui si faceva il colpaccio mettendo in discussione tutto ciò come non avevano mai fatto prima e sulla carta poteva diventare una stagione esplosiva, ideale per essere quella finale che avrebbe messo fine per sempre alle avventure del sirenetto scopereccio - tanto per citare il Bukowski al quale si sono ispirati. Tutto però procede nella norma, si ride a sufficienza e ci sono sempre le solite tette d'ordinanza - anche se a questo giro si sono particolarmente limitati - ma non si scavalca mai quel limite di sopportabilità morale e Kapinos si limita a far parlare tutti di cazzi e passere a ruota libera, come se questo fosse sufficiente. No, mi spiace. Le parolacce le sento anche nella puntata media di Colorado e non bastano quelle a scandalizzarmi. Non si scende mai approfonditamente (che male che suona una frase simile, in una serie come questa...) manco negli elementi di contorno, quella serie televisiva che sembra solo un pretesto per cambiare ambiente dato che non sapevano più cosa inventarsi. Anzi, mi ha scazzato abbastanza vedere Hank prendere tutto con tale menefreghismo, tanto che alle volte mi chiedo come diamine faccia a vivere se non lavora quasi mai. C'è da dire però che nonostante tutto il ritmo si mantiene sempre alto, le puntate non calano quasi mai a picco ma, con tutte le cose che vengono sfornate, tutte le implicazioni che la serie si trascina dietro da millenni, ci si aspettavano le vette della quarta stagione, che però sembrano un episodio isolato e ben lontano. Si arriva senza problemi alla fine e si assiste abbastanza impotenti a tutti quei finali che chiudono il cerchio, rimanendoci abbastanza male. L'unica soluzione davvero scorretta - e a tratti, inquietante - è stata quella di Stu, tutto il resto rimane sui binari del prevedibile o del bonario, con tutti che scoprono i piaceri dell'unità familiare e si apprestano a vivere felici e contenti - e i problemi comportamentali del figlio di Hank sembrano risolversi subito, fra l'altro. Il problema di questa serie è anche il suo essere indulgente, non condanna mai i protagonisti ma lascia tutto il peso ai comprimari, e infatti i primi procedono la loro esistenza così come se nulla fosse, abbandonando il passato. Quando invece, anche se a distanza di sicurezza, andrebbe sempre ricordato.

Una stagione finale che, in quanto tale, diventa il riassunto perfetto di tutto l'andamento che ha avuto per tutte le puntate precedenti. Nel bene e, soprattutto, nel male.


Voto: ★ ½

4 commenti:

  1. Per me, invece, l'unica stagione davvero deludente è stata la sesta.
    Un personaggio, quello di Hank Moody, che mi resterà sempre nel cuore.

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    1. La sesta è davvero ignobile, su quello non c'è proprio nulla da dire. Andare a un livello più basso era pressoché impossibile.
      Comunque pure io non riuscirò a dimenticare facilmente quell'adorabile bastardo <3

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  2. Adoro Hank Moody, io sono arrivata alla terza stagione, ben presto vedrò la quarta, ma dimmi a lungo andare perde l'amplomb? Noooo non ci credo...se perde l'appeal delle prime stagioni siamo rovinati sigh!!

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    1. La quarta per me è la migliore, per certi versi poteva essere un perfetto finale, anche se agrodolce.
      Più che altro si perbenizza un sacco, è stato questo a darmi più fastidio.

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Ragazzi, mi raccomando, ricordiamoci le buone maniere. E se offendete, fatelo con educazione U.U