martedì 26 aprile 2016

Hap and Leonard - stagione 1


Ho iniziato a leggere i libri di Joe R. Lansdale per lo stesso motivo per cui ho comprato il primo di Stephen King: continuavo a vederli in libreria. Col signore del Maine succedeva che, ogni volta che mettevo piede in una libreria della mia città, vedevo sempre una mensola a lui dedicata, con la sua collana che vedeva i volumi col dorso nero e il suo primo piano accigliato in bianco e nero (aveva uno stile pazzesco); col texano dai pugni di ferro invece è successo più tardivamente, circa dopo i miei ventidue anni, ma anche lì continuavo a imbattermi nei libri che portavano la sua firma. Lui non aveva la sua mensola o una linea editoriale, ma guardando fra gli scaffali era impossibile non trovare una copia de La sottile linea scura o Il valzer dell'orrore. Dovetti aspettare che la Feltrinelli facesse la raccolta delle prime tre avventure di Hap e Leonard per decidermi a comprare qualcosa di suo - con un super-sconto da paura, poi - e rimanere ammaliato dalla sua penna. A impreziosire questo ricordo sta anche il fatto che finii di leggere il tutto su un viaggio di ritorno da Milano, dopo una presentazione che ricordo con estrema gioia. Da allora è passato un po' di tempo e i libri suoi che ho letto sono parecchi, anche se non molti come avrei voluto, ma abbastanza da farmelo amare. Ovvio che una serie su quei due balordi con cui tutto è iniziato non potevo perdermela.

Hap Collins è bianco, eterossuale, democratico, pacifista e cazzone; Leonard Pine è nero, gay, repubblicano, ha combattuto nel 'Nam e non ha un carattere facile. Sono migliori amici da molti anni e lavorano entrambi in un roseto. Quando Trudy Fawst, l'ex moglie di Hap, spunta dal nulla per chiedere loro aiuto in un lavoro che può portare soldoni facili, iniziano i guai...

La cosa che ti fa rispettare enormemente uno come Lansdale è che non si prende mai troppo sul serio. E' un maestro indiscusso della letteratura moderna e, in quanto tale, i suoi libri sono una lezione di fiction perché ogni cosa è messa al suo posto, anche in quelli che non sono venuti al meglio. Personaggi credibili e ben caratterizzati, una storia che riesce sempre a tenere attivo l'interesse verso quello che sta succedendo e uno stile di scrittura asciutto, senza fronzoli, che più pane e salame di così si muore. I suoi romanzi inoltre sono molto pulp ma, nonostante tutto, riescono a contenere al loro interno tematiche molto interessanti e profonde, estraniandole da ogni possibile pesantezza e rendendole accessibili a chiunque, senza avere scopi elitari. Anche per questo sono racconti che si prestano benissimo al cinema, per quanto non siano molto sfruttati (però lui stesso ha scritto diversi episodi per il cartone di Batman, e la stima nei suoi confronti aumenta vertiginosamente), ma è proprio dal grande schermo che arrivano i nomi che hanno reso possibili questi sei assurdi episodi. Nick Damici e Jim Mickle avevano adattato per il grande schermo Freddo a luglio, e ritornano all together per dare nuova luce ai due folli personaggi nati dall'immaginazione del texano, dimostrando di avere per le sue opere lo stesso rapporto che ha Frank Darabont coi libri del già menzionato King. L'idea è quella di sviluppare una serie che raccoglie tutti i libri del ciclo, sviluppando un volume a stagione, e si parte così con Una stagione selvaggia, dove ci vengono introdotti i due personaggi. Il libro in sé era davvero godibile e non ti faceva staccare gli occhi dalla pagina - lo avevo letto in due riprese mentre lavoravo come custode, complice anche la lunghezza non eccessiva - ma era anche uno di quelli che aveva lo sviluppo più lineare e, suona un po' male a dirlo, meno interessante, pur rimanendo un bel libro che verteva sul concetto di come la vita ti porta a vedere sfumate quelle che sono state le tue passate convinzioni. Anche questa prima stagione punta sulla stessa tematica e riesce a sviscerare molto bene tutto il contesto, rimanendo perlopiù fedele al testo originale ma prendendosi anche le dovute libertà per gestire il tutto al meglio coi tempi televisivi che il mezzo concede. Certe cose si sono dovute allungare o aggiungere e il finale, seppur coerente, è diverso dal libro, ma il lavoro è comunque fatto davvero bene. A partire dalla scelta del cast, che vede James Purefoy (Solomon Kane e il video Dangerous, diretto da quel dritto di Jonas "Bathory" Akerlund) e Michael Kenneth Willams (le serie televisive Boardwalk empire e The Wire, ma anche Vizio di forma e 12 anni schiavo), perfettamente in parte, insieme a una giunonica Christina Hendricks (la Joan di quella grandissima serie che è Mad men e comprimaria in Drive - ma anche la pubblicità per la Sheba...) che ti fa capire come chiunque si sarebbe cacciato in un guaio del genere per una donna simile. Si mantiene intatto tutto il gusto pulp dei romanzi di Lansdale e, cosa ormai sempre più frequente in una serie televisiva, anche i livelli di violenza superano l'asticella dell'accettabile, dando uno spettacolo riservato per gli stomaci più duri. Ma si ride molto insieme a questi due bagordi e si arriva anche a piangere quando le varie storie sono sviscerate, dandoci dei personaggi molto più complessi di come possono apparire a prima vista, perché in fondo nessun essere umano è semplice come si vuole far credere - ma forse viene fin troppo sacrificato un elemento interessante e, nel libro, cruciale come Paco. Sei episodi che scivolano come l'acqua e che, alla fine, ti fanno desiderare di averne ancora. E i lettori del vecchio Joe non possono trattenersi dall'esultare quando l'ultima scena fa presagire l'inizio delle vicissitudini di Mucho mojo...

Leggera ma mai troppo scanzonata e, soprattutto, mai banale. Proprio come i romanzi di Lansdale, che nello spirito sono pienamente rispettati.


Voto: ★ ½

12 commenti:

  1. Non sapevo fossi un lansdaliano, grande!
    Tra l'altro, in una presentazione di Devil Red del 2010 a Milano passai tutto il giorno con lui per motivi "di lavoro", mitico!

    Per quanto riguarda la serie, nonostante i due attori non mi facciano affatto impazzire, sono completamente d'accordo con te.

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    1. Ma mi sembra che ne avevamo parlato, perché mi ricordo di quel tuo racconto :/
      Ti dirò, a me sono sembrati azzeccati anche i due attori.

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  2. Oh bene, sono contento che ti sia piaciuto, per quanto mi riguarda il casting è ottimo e la serie si lascia guardare, dici bene, proprio come i libri di Big Joe, che volano via mentre lì si legge ;-) Cheers!

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    1. Adesso però voglio vedermi il film fatto da questi due simpaticoni.

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  3. In tanti mi hanno consigiato la lettura di codesti romanzi.
    E se saltassi direttamente alla visione della serie per poi fingere di averli letti?
    Mediterò sul da farsi...

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    1. Fai pure, ma sappi che ti perdi della roba bellissima.

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    2. No Bangiu! devi assolutamentissimamente leggere Lansdale!

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    3. dai, che lo convinciamo ^^'

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    4. Va bene, recupererò anche i romanzi!
      Datemi giornate da 36 ore però... :)

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    5. Quelle servono un po' a tutti...

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  4. Risposte
    1. Conviene! Poi è breve, la si guarda in un attimo :)

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Ragazzi, mi raccomando, ricordiamoci le buone maniere. E se offendete, fatelo con educazione U.U