lunedì 11 aprile 2016

Immortals


Scommetto che quasi tutti voi avuto l'amico musicista che - non so perché, ma questa è una cosa con cui sono fissati tutti quelli che bazzicano nel campo musicale - a una certa, parlando di un gruppo a caso, se ne usciva con la frase: "erano bravi all'inizio, ma poi si sono commercializzati". Poi magari era quello che correva a vedersi l'ultimo American pie, però gli stava proprio sulle scatole che quelli bravi si commercializzassero. Che in quello che è il vademecum delle frasi fatte è seconda solo a "il libro era meglio" o "l'anime fa schifo, ma il manga era molto kawaii". Insomma, cosa vorrà mai dire questo commercializzarsi? Che prima regalavano i cd (e forse era per questo che erano bravi?) e poi, dal nulla, li hanno fatti pagare? Commerciale è una parola che per me non ha senso di esistere, manco nel cinema. Perché finché devo pagare un biglietto per vedere qualcosa, allora questa cosa è sul commercio. Nemmeno Lars Von Trier, Bela Tarr o David Lynch hanno mai fatto visionare gratuitamente le loro opere al pubblico, e loro non sono proprio gli autori per cui le sale si riempiono. Ho passato anni della mia vita a cerare di capire come mai ci fosse questo infervoramento per la questione, trovando il giusto compromesso nel termine blockbuster, senza però negare mai e poi mai che ci potesse essere roba molto buona pure in quel settore.

Antica Grecia. Gli dei dell'Olimpo hanno sconfitto i Titani, relegandoli nelle profondità del monte Tartaro. Re Iperione, sovrano miscredente reso folle dalla perdita della moglie e dei figli, vuole trovare l'arco di Epiro, l'unica arma che può liberare i Titani, per muovere guerra contro gli dei, rei di aver permesso che i suoi cari perissero. Ma sulla sua strada si metterà Teseo, giovane bastardo rinnegato dalla sua città, che...

Nel panorama dei blockbuster - o del cinema 'commerciale', per far contento quell'amico musicista che tutti avremo avuto - Tarsem Singh ha avuto una carriera davvero particolare. E' sicuramente uno che sa il fatto suo, perché è impossibile negare che non abbia uno stile visivo particolarissimo e assolutamente riconoscibile, ma è sempre stato in balia - non mi pronuncio se a torto o a ragione - di quelli che sono stati i voleri produttivi del momento, cosa che per me gli ha sempre impedito di spiccare realmente il volo. E poi uno che inizia la carriera dirigendo cose come Losing my religion o Hold on dimostra più che mai di avere del talento. Peccato che spesso questo suo talento non sempre sia accompagnato da una qualità di contenuti, perché eccetto per l'adorabilissimo The fall tutto il resto della sua produzione non può propriamente essere definito come un qualcosa di particolarmente memorabile. Nemmeno questo Immortals, all'epoca distribuito in un inutile 3D. Un film strano e straniante che però nasce da una volontà particolare, quella del produttore Gianni Nunnari, che voleva replicare il successo al botteghino di 300 con un film vagamente similare, sempre ambientato nell'antica Grecia. "Successo al botteghino" però non fa rima con "prendiamo Tarsem Singh e diamogli tutta la libertà artistica di questo mondo", perché per quanto bellissimo, il suo stile visivo non riesce quasi mai a incappare nei favori del grande pubblico. Se poi la sceneggiatura non è propriamente delle migliori, il suo stile tende a influire pesantemente su quelli che son i difetti, perché tutto quel barocchismo rischia di diventare ridicolo a tratti se non è sfoggiato su un materiale particolarmente degno. Il materiale di Immortals purtroppo non è degno per nulla. Si tratta palesemente di una storia ciaciarona e muscolare - cosa che per me va benissimo - come la pellicola sugli spartani da cui prende spunto, ma il risultato finale è un gran bordello. Non nel senso che c'è molta azione, nel senso che è un casino come hanno gestito il tutto. Perché la storia è infarcita di cose messe a caso (sulle inesattezze mitologiche manco mi soffermo, non è il genere di film che guardo per la fedeltà storiografica) e dal dubbio svolgimento, con dei colpi di scena che spuntano dal nulla e una gestazione dei personaggi davvero basilare, mentre come contrappeso abbiamo Singh che ci mette tutta la passione di questo mondo, creando inquadrature e soluzioni visive di grande bellezza (la prigione dei Titani... ne vogliamo parlare?) che però, in questo contesto, appaiono come le proverbiali perle ai porci. Tutto ha una sua speciale connotazione visiva, le trasformazioni non sono mai banali, le battaglie sono gestite con un'eleganza che spesso manca pure a molti presunti film autoriali e persino il legarsi con lo stile snyderiano voluto da Nunnari avviene con una sua grazie che non fa pensare subito al tentativo di fotocopiare il re dei tamarri. Per certi versi Singh ne esce totalmente vincitore, come magari può uscirne vincitore Sam Raimi da Spider-man 3, ma resta alla fine da valutare il prodotto finale per quello che è, e il risultato non è dei migliori. Se lo si prende seriamente, come sembra richiedere in certi (troppi) momenti, risulta una vaccatona di proporzioni epiche, se invece ci si approccia con un cipiglio più 'ignorante' può riservare un vago divertimento, anche se tutta questa ricerca ostentata di un'autorialità che non ha senso di esistere può mettere una discreta confusione. Unica cosa davvero convincente sembra essere l'interpretazione di Mickey Rourke, uno degli attori più sottovalutati di sempre, che con la sua fisicità e il suo carisma riesce a dare monoliticità a un cattivo senza sugo come Iperione.

Io mi aspettavo il peggio del peggio e forse è per questo che non lo casso del tutto. Ma è davvero poca roba, anche se visto col terzo occhi della tamarraggine.


Voto: 

10 commenti:

  1. Sai cos'è moooolto meglio, a parità di tipologia filmica? "La furia dei Titani"

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    1. Sì, a livello di scrittura decisamente ed è pure superiore al predecessore, ma personalmente lo ho sempre trovato piuttosto anonimo...

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  2. A me piace molto la mitologia, certamente questo non è il miglior film del suo genere, effettivamente un po tamarro e un po troppo inverosimile, ma non è malissimo...preferisco però 'La furia dei titani' ;)

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    1. Ma a me le cose tamarre e inverosimili piacciono da mati (per dire, mi piace 300...), qui però ci sono cose bellissime che in un film simile sono davvero sprecate.
      "La furia dei titani" si guarda e diverte, ma ti dirò, visto una volta e non ricordo nulla...

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  3. Io l'ho trovato terribile, sei stato anche troppo generoso! :D

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    1. Ne avevo sentito parlare così male che mi ero preparato al peggio. Poi "Batman v Superman" è un trauma recente che non riesco ancora a superare...

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  4. Una puttanatona, insomma! Fai quasi venire voglia di guardarlo :D

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    1. Puttanatona fino a una certa. A fine visione mi era venuta da chiedermi quanto saprebbe potuto essere bello se avessero migliorato certe parti...

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  5. Ne ho visti 5 minuti l'altra sera, lo passavano su Rai Movie, rivedendolo ho pensato: Tarsem è il peggior nemico di se stesso.
    Se lasciato libero può fare scene pazzesche come il finale (un quadro rinascimentale su schermo) o la gabbia dei Titani da te citata, oppure momenti tragicomici, l'arco on il mirino, gli Dei che sembrano Cavalieri della Zodiaco e momenti che ricordano la pubblicità di un profumo. Se mai trovasse la sua strada, quell'uomo Indiano spaccherebbe tutto... Cheers!

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    1. Ecco, hai citato le scene più riuscite e hai sintetizzato tutto con efficacia. Io spero che riesca a fare un altro "The fall" e ad avere tutta la libertà creativa, oltre che concettuale.

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Ragazzi, mi raccomando, ricordiamoci le buone maniere. E se offendete, fatelo con educazione U.U