domenica 1 maggio 2016

Ant-man


Suonerà strano, ma a me i film di supereroi piacciono parecchio. D'altronde la mia generazione è cresciuta con Spider-man e ho vissuto il periodo in cui Il cavaliere oscuro ha, nel bene o nel male, dettato le nuove regole della cinematografia degli steroidati in calzamaglia. Era un periodo in cui i nerd non erano ancora al potere, erano solo quei poveri sfigati a cui i bulletti mettevano la testa nel cesso, non la moda imperante che è dilagata a causa di The Big Bang Theory. Di conseguenza, quando al cinema facevano 'cose da nerd' le si faceva usando dei registi di richiamo che potessero dire la loro sull'argomento. C'è stato Sam Raimi per il tessitele, Batman ha avuto dalla sua Tim Burton e Christopher Nolan (lasciando da parte la triste parentesi di Joel Schumacher), mentre i mutanti hanno contato sul supporto di Brian Synger - che è ritornato quando hanno capito che non si andava più avanti. Adesso invece non conta fare dei film di qualità, conta solo il fare delle opere che si possano unire fra loro in modo che, una volta raggruppati i super-tizi di casa Marvel, nessuno si accorga delle differenze - ricordate però che certi nomi sono ancora di proprietà della Sony. Si è salvato da tutto questo giusto I guardiani della galassiamentre per il resto ci sono state cose anche buone ma che, purtroppo, non si differenziavano minimamente dal resto. Cose che alla lunga ti fanno smettere di amare quei personaggi della casa che ha contribuito al tuo immaginario di bambino, facendoti ambire solo ai titoli di punta e non più a quelle pellicole introduttive che devono inserire dei nuovi personaggi. Di questo Ant-man quindi, per dirla nella maniera più raffinata che mi riesce, non me ne poteva fregar di meno.

Scott Lang è un ingegnere elettronico finito in carcere dopo aver cercato di derubare il server di una grande multinazionale. Una volta scarcerato ha modo di conoscere lo scienziato Hank Pym, creatore delle particelle Pym, un'innovazione tecnologica che permette di rimpicciolirsi a piacimento e che lo SHIELD aveva tentato di requisirgli. Pym cerca l'aiuto di Scott perché Darren Cross, il suo ex pupillo, sta sviluppando una tecnologia gemella da usare per scopi bellici...

Ammetto che, ancora prima di averlo visto, odiavo questo film per partito preso. Il motivo ha da riconoscersi in un nome e un cognome: Edgar Wright. Sì, proprio lui, quell'Edgar Wright che è anche il geniale regista e sceneggiatore inglese, autore della grandiosa Trilogia del cornetto (Shawn of the dead, Hot fuzz, La fine del mondo), che da un po' di anni a questa parte era stato coinvolto in questo progetto, peraltro sbandierato senza pudore ai quattro venti, ma dopo infiniti rimandi per i vari impegni dell'inglese e altrettante riscritture della sceneggiatura, Wright ha abbandonato il progetto per delle mai chiarite divergenze creative con lo studio. Una cosa così strampalata che non si vedeva dai tempi in cui Guillermo Del Toro ha dato il benservito per Lo Hobbit. Qui l'incazzatura salta automatica perché non concepisco come faccia una realtà imperante nella cinematografia mondiale come quella della marvel a prendere un regista simile - leggasi: un fottuto genio - sotto la sua ala, pubblicizzare la cosa per anni e, alla fine, dargli il benservito perché non si è messo a pecorina come tutti gli altri mestieranti con cui hanno avuto a che fare. La prova che ormai i cinefumetti non sono più film tratti da dei fumetti ma rivolti a delle persone che vogliono del buon cinema, anche se a livello di blockbuster (perché il buon cinema sta anche lì), ma cose fatte per accontentare quei dannati fumettari che di film non capiscono nulla. Dopo premessi simili la voglia di vedere questo film era passata, difatti ho deciso di recuperarlo solo per essere in pari con tutte le visioni di questo universo in vista dell'uscita nella sale di Civil warma fin dalle prime scene ho avuto la coscienza che, al termine della visione, non sarei riuscito ad essere imparziale nel giudizio. Strano a dirsi, però, alla fine mi è piaciuto. Un film onesto, divertente, coerente con sé stesso e, pur senza brillare, pure ben diretto. Per certi versi posso dire che lo ho addirittura preferito al tanto acclamato Deadpool, decisamente meno volgare e più sagace nelle battute, anche perché in quanto facente parte della scuderia Disney è esplicitamente rivolto a un pubblico infantile. Purtroppo però soffre della sindrome della riscrittura multipla (dopo quelle di Wright poi sono seguite quelle di AdaMcKay e del protagonista Paul Rudd), ovvero di alcune sequenze dove la mano del regista d'origine si vede e tutte le altre, frutto del talento - che comunque c'è - degli altri artisti. Il ritmo non cala mai e le trovare di regia di Peyton Reed sono quasi sempre efficaci (ma me ne sono accorto solo io o in certe scene, tipo il prologo iniziale, ci sono diversi errori di dislocamento?), accompagnando la narrazione in maniera non lineare e avvincente, creando un personaggio di cui magari non poteva fregarcene nulla - seriamente, a chi ispirava un film sull'uomo formica? - ma per il quale ci troveremo a parteggiare alla fine di tutto. Certo, ci sono il soliti cliché che il genere comporta, lo spiegone sui poteri dura anche troppo e la minaccia finale non sembra questo granché, ma per essere un film riempitivo, quello che doveva chiudere la Fase Due dell'universo cinematografico della Casa delle Idee, fa il suo sporchissimo lavoro. Non ci si deve aspettare chissà cosa, alla fine è la classica storia di un personaggio che perde tutto e al quale viene fornita la possibilità di una seconda chance, condita con combattimenti, fanservice e qualche strizzatina d'occhio per le new entry che ci saranno, ma in un periodo dove tutto sembra all'ordine della mediocrità, non fa male vedere che dalle ceneri del lavoro di un genio si riesce comunque a ricavare un prodotto onesto e a suo modo intelligente. E fa strano vedere come ormai quello della Marvel sia un universo coeso e ormai confermato anche sul grande schermo, pur con le dinamiche cinematografiche.

Promosso, anche se mi brucia ammetterlo. E come sempre, vi ricordo di guardare anche i titoli di coda per le due scene supplementari.


Voto: 

12 commenti:

  1. A noi è piaciuto molto davvero,anche se Deadpool forse un pò di più ;)

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    1. "Deadpool" forse è un po' troppo volgare per o miei gusti, ma obiettivamente sono a pari merito.

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  2. L'avevo trovato carino, e poi mi ero innamorata della formica *.* tenera.

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    1. Ti dirò, le scene con le formiche viste nel trailer mi avevano fatto desistere ulteriormente, ma stranamente funzionano pure quelle.

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  3. Molti lo hanno adorato tra i film Marvel dello scorso anno. Io l'ho accolto con una certa indifferenza invece, non mi ha proprio convinto...

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    1. Ha fatto a molti questo effetto, ho letto.

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  4. La sindrome della riscrittura rende perfettamente l'idea, sono contento ti sia piaciuto e concordo con te, lasciare andar via Wright é una di quelle cose per cui la Marvel dovrebbe mangiarsi i gomiti. Cheers!

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    1. La prova che i tempi di Raimi sono lontani. Ora capisci perché, nonostante tutto, non sono scontento che a Snyder facciano fare film?

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  5. Qual pietade....Specie il Douglas in faccette brillanti come ai tempi di Jack Colton...ed Evangelin che andrebbe abbattuta come con le beshtie malaaaaate...

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    1. La Lilly ha una delle parrucche più brutte della storia recente. Già in "Lost" mi piaceva poco come attrice.

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  6. L'ho visto solo una volta, al cinema e non mi ricordo nulla. Non mi ricordo nemmeno se l'avevo recensito e se mi fosse piaciuto o meno...

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    1. Noto che sono uno dei pochi a non esserci andato giù così severo con questo povero film ^^'

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Ragazzi, mi raccomando, ricordiamoci le buone maniere. E se offendete, fatelo con educazione U.U