venerdì 27 maggio 2016

La isla mínima


Ho sempre detto che internet riesce a essere una vera meraviglia quando permette di comunicare pacificamente e di fare un giusto confronto. Che dovrebbe essere quello per cui è nato, poi, oltre che a favorire il diffondersi della comunicazione. E' per questo che ho aperto un blog, non solo per dire la mia su un dato titolo, ma per cercare gente in grado di illuminarmi in merito e di consigliarmi cose delle quali altrimenti non sarei mai venuto a conoscenza. Come nel caso di questo film spagnolo, ormai uscito anche in Italia, che qualche anno fa aveva fatto impazzire mezza blogsfera. Io lo recupero col mio solito ritardo, ma a questo giro devo ringraziare un inaspettato scorrere degli eventi che me lo ho portato davanti come se nulla fosse, permettendomene la visione. Va detto anche che, a distanza di così tanto tempo, non avevo nemmeno così tanto hype come avrei potuto serbarne all'inizio della sua scoperta, e forse è proprio per questo che l'effetto è stato così devastante, decisamente oltre ogni mia più rosea previsione.

Guadalquivir, 1980. Due ragazzine vengono rapite e così due detective agli antipodi, entrambi trasferiti per via di un passato burrascoso, devono indagare in merito. Verranno a conoscenza di un mistero molto più ampio...

Il film è un thriller, senza dubbio. Ma non credo che lo consiglierei mai a un appassionato di thriller, perché è una di quelle pellicole che trascendono il genere, 'rischiando' di metterlo in secondo piano e di far scorrere la pellicola su binari inaspettati. Il genere qui, come succede solo coi migliori titoli, è unicamente un pretesto per poter andare a raccontare un qualcosa di più ampio che, proprio grazie a questo tipo di storia, trova la sua massima espressione. E' un film che consiglierei a uno che vuole vedere dei film belli e che lo facciano pensare, perché qui da riflettere c'è anche fin troppo. E poi c'è anche la storia thriller, quella sì, con le sue indagini, le sue variazioni e i suoi colpi di scena, che però guarda caso finisce per essere l'aspetto meno interessante di tutto l'insieme, per quanto ben orchestrata. Non nasconde mai questa sua natura, la palesa in ogni secondo e, alla fine, arrivi a renderti conto anche di tutto il resto che si porta dietro. Il regista e sceneggiatore Alberto Rodriguez dimostra una lucidità rara per smuovere una vicenda così complessa, usando tutti i cliché del genere, ma senza perdere mai di vista quello che deve essere il discorso finale, che finisce per apparire chiaro e cristallino. Così come non perde mai di vista nemmeno l'apparato tecnico, perché nessuna inquadratura è mai fuori posto e si arriva a costruire una storia d'immagini che sul lato visivo rasenta la perfezione, con questo ritmo decisamente lento ma sostenuto e una fotografia che fa gridare al miracolo in più punti, con le paludi del profondo sud della Spagna che costituiscono un luogo a sé, sospeso dal tempo. Invece il tempo è ben stabilito, e vede il paese riprendersi dopo la caduta di Francisco Franco, con tutti i crismi che una simile cosa può portare. E' un film che parla di drammi personali e che vede la coppia di protagonisti fare i conti con un passato marziale che ha segnato indelebilmente le loro vite, motivo per cui si ritrovano in quel luogo a indagare assieme. C'è nell'aria questa nuova parola, democrazia, che coglie molti impreparati ma con la quale cercano di fare i conti quasi tutti. E non sembra un caso che si sia scelta come location una delle zone più paludose di tutta la Spagna, perché quello che si è preso in analisi è forse il clima politico più paludoso che quel paese ha dovuto affrontare, col suo tentativo di andare avanti e i suoi nostalgici - ma pensate a quanti ancora oggi, in Italia, si ritengono favorevoli al ritorno del fascismo, e potrete capire quindi cosa doveva provare un certo tipo di popolazione spagnola in quel periodo. Ma sono anche quelle paludi che permettono di ricreare un'ambientazione sporca e quasi fastidiosa, che ben si sposa col tema delle ragazze rapite e torturate, dove nulla sembra essere innocente e lo sporco prima o poi prende di mira tutti. Ed è a quel punto che il film fa qualcosa di apparentemente sbagliato ma, alla fine, è proprio quello che lo fa diventare straordinario: mette in secondo piano la risoluzione del caso. Che non è nemmeno così imprevedibile o sensazionale, si chiude con una scena di violenza abbastanza efferata, ma dopo tutto quello che si è visto nel corso degli anni nulla che finisca per scuotere più di tanto. E' quello che succede dopo a sconvolgere davvero. Un film che ironicamente non termina con il termine dell'indagine, ma che prosegue ancora un poco, lasciando i due protagonisti a fare i conti col proprio passato che, senza sensazionalismi vari, ritorna a far capolino fra le loro vite. Ci si ritrova così con la sensazione che alla fine quell'indagine era solo un tassello di un'indagine ancora più grossa, coi dubbi che la persona che ci troviamo davanti non sia proprio quella che avevamo finito col credere. E ci si avventura così verso le nostre vecchie vite, in un paese cambiato quanto noi, ma forse non ancora pronto ad affrontare questa mutazione. Democrazia, la chiamano...

In una parola: sorprendente. Ma per favore, smettiamola di fare paragoni con True detective che sono davvero fuorvianti e non necessari.


Voto: 

13 commenti:

  1. Ah ecco, mi hai fatto venire voglia di recuperarlo, altrove l'hanno stroncato di brutto convincendomi a snobbarlo! ;)

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  2. Io non l'ho stroncato, ma non ne avevo parlato proprio.
    Troppo nebuloso, affrettato. Ben fatto, ma mi era sfuggito per tutto il tempo. Boh.

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    1. Onestamente, non lo trovo affatto affrettato. Anzi, si prende tutti i suoi tempi e la lentezza la fa da padrona in più punti. Credo sia questione di attitudine, anche.

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  3. Indovina un po'??
    Sei stato nominatoooo xD

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    1. Yeeeeeeh! :D
      Tu intanto fila a vedere questa meraviglia u.u

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  4. fantastico, tra i più belli spagnoli degli ultimi anni

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    1. Sui film spagnoli non ho molta cultura, purtroppo ^^' so solo che è uno dei migliori thriller visti di recente.

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  5. Scusa l'OT, ma quando hai un minuto passa dalle mie parti a ritirare la tua coccarda celebrativa, Cheers! ;-)

    http://labaravolante.blogspot.it/2016/05/liebster-blog-award-2016-tocca-me-dire.html

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    1. Già vista XD poi in un post in cui viene citato "Io sono leggenda" di Matheson... kawabunga dudes!

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  6. Film che mi ispira parecchio ma che ancora non sono riuscito a vedere! Comunque anche dalle mie parti è tempo di premiazioni!

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    1. Recuperalo perché ne vale davvero la pena!
      E grazie mille :D

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Ragazzi, mi raccomando, ricordiamoci le buone maniere. E se offendete, fatelo con educazione U.U