giovedì 9 giugno 2016

Sicario


Avete mai pensato a quali sono i "film che fanno per voi"? Che poi è una sigla abbastanza inficiante, perché sono convinto che in queste cose non debbano esserci paletti. Quando mi chiedono quale tipo di film/libri mi piacciono rispondo sempre dicendo quelli belli, perché la bellezza sta in ogni genere e in ogni tipologia narrativa. Però da che ho vent'anni, dopo un predominio del fantasy, ho scoperto che i film che sulla carta dovrebbero appagarmi maggiormente sono quelli drammatici o, e qui le cose si fanno particolarmente interessanti, quelli duri, crudi, magari particolarmente violenti ma accompagnati da una visione disincantata del mondo. Sicario sembrava racchiudere tutte queste caratteristiche, tanto che mi aveva fatto venire una voglia immane di vederlo ma, com'è mio solito, alla fine me lo sono bellamente perso. Tocca a lui quindi in questo periodo di recuperi, dopo aver raccolto consensi e detrazioni un po' ovunque, sottoporsi alla visione casalinga. Però non so, non appena ho schiacciato play ho sentito l'aria diventare più fredda e ferrosa, ancora prima che le prime immagini comparissero sullo schermo. E' possibile che un film faccia effetto ancora prima di iniziare?

Dopo un'operazione che rivela una tragica scoperta, la giovane agente Kate Marcer, che vi aveva preso parte, viene trasferita in una task force che opera sul confine fra Stati Uniti e Messico. Le sue convinzioni su chi è buono e chi è cattivo finiranno con lo sgretolarsi...

A invogliarmi nella visione c'era anche il fatto che questo era il terzo film americano del regista canadese Denis Villeneuve, divenuto celebre con l'inaspettatamente bello Prisoners ma passato inosservato con il saramaghiano Enemy, comunque una firma che se non inizia a frequentare brutte compagnie rischia di diventare una delle mie nuove scoperte preferite. Il film con Hugh Jackman vendicatore si era contraddistinto per una sottile demarcazione di bene e male, rinunciando a ogni manicheismo e facendo vedere come le due cose arrivassero a fondersi, oltretutto in maniera per nulla retorica e a tratti anche angosciante. Con questo film sembra proseguire su quella filosofia, imbastendo una messa in scena fantastica e che non si risparmia nulla, ma anche giostrandosi su una storia davvero ben scritta e che viene resa al meglio grazie al talento registico del canadese - Villeneuve, non Wolverine. Già l'inizio fa presagire un carico di tensione non indifferente, che si propaga poi per tutta la pellicola, non senza qualche difetto, ma vengono tutti polverizzati davanti all'imponenza dei pregi. Molti si sono lamentati per la lentezza ma io personalmente non l'ho patita, proprio per via del senso di tensione e di sporco che accompagna ogni singola scena fino al disilluso epilogo, concludendo una delle narrazioni più dolorose e doloranti che mi è capitato di vedere quest'anno. Sicario è un continuo sprofondare nel male, un'analisi impietosa di uno stato che si nasconde dietro una facciata di buonismo per mantenere un controllo che in realtà non esiste e che gli operatori stessi non sono intenzionati a mantenere, perché va al di là delle loro capacità e del loro interesse. E' un film che esteticamente è una meraviglia, sfoggiando una fotografia che da sola basta a rendere bellissime tutte le immagini (e quanti aiuti dà per gli scenari notturni!), ma che dimostra anche di essere molto più profondo di quello che può sembrare a una prima occhiata disattenta. E' un film dove il titolo assume un duplice significato, come ci fanno intuire le scritte all'inizio che spiegano l'origine del termine e la sua attuale collocazione linguistica, rendendo i personaggi ancora più ambivalenti, cosa che impreziosisce ancora di più tutta l'operazione. Ritrae un mondo il più realistico possibile, anche nello svolgersi delle indagini dei poliziotti, ma dove il termine assassino non ha una vera e propria collocazione. Tutti lo sono, nessuno escluso, sia le vittime che i carnefici e non c'è un personaggio che ne esca pulito. A tutto questo si mette lo sguardo incredulo e spaventato della protagonista, un Emily Blunt in splendida forma, che scopre lentamente l'impossibilità di poter smuovere un sistema così complesso, corrotto e profondo. Ci sono anche dei già menzionati problemucci, però. Innanzitutto è un filmolto lungo (due ore esatte) dal ritmo non proprio freneticissimo, cosa che a molti ha dato diversi problemi, senza contare che certe scene di violenza (più psicologica che fisica, ma comunque è l'atmosfera generale che si fa molto opprimente) possono rendere la visione difficile agli spettatori più sensibili. Ci sono anche molti personaggi e non tutti hanno il trattamento necessario, quello di Josh Brolin poi appare come una macchietta non proprio necessaria di una caratterizzazione così estrema che poi va a sfociare nel nulla, mentre la protagonista è fin troppo poco sfaccettata e quasi ridicola nella sua ostentazione di giustizia, ma sono particolari evidenti e innegabili che nonostante tutto si fanno dimenticare. Perché Sicario è puro cinema e nell' ultima mezz'ora finale fa uno scatto, dando il meglio di sé. Una mezz'ora che dà un nuovo senso (se non il vero senso) al titolo, trasformando il film e regalando la sequenza più agghiacciante di tutte. E il cerchio si chiude con due finali, quello della protagonista e quello di una piccola parentesi lasciata aperta per quasi tutto il film, che fanno male. Che fanno sanguinare il cuore. Forse perché quella è una terra di lupi e noi non lo siamo. Non lo siamo proprio...

Fantastico. Insieme a La isla minima uno dei più bei thriller recenti, ed entrambi due visioni del mondo disilluse della vita in generale ma, soprattutto, del loro paese.


Voto: 

14 commenti:

  1. Naturalmente la sensazione angosciante si percepisce chiaramente, ma durante la mia visione è stata surclassata dalla lentezza, che invece io ho patito moltissimo.
    Crudo e paranoico, si, ma ho preferito di gran lunga Prisoners, forse perchè si avvicina anche di più al mio genere.

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    1. Ognuno reagisce alle cose in maniera diversa - per fortuna, aggiungo, sennò non ci sarebbe dibattito o confronto - e ammetto che un ritmo così lento può pesare su tanti.
      Però a me ha incantato. Ma questo si può facilmente intuire ^^'

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  2. Sono di parte...per me il miglior film dello scorso anno. Bellissimo.

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    1. Davvero fantastico. L'avessi visto al cinema credo che l'avrei amato ancora di più.

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  3. Villeneuve sa il fatto suo, un film quasi alla William Friedkin dei tempi migliori, alcuni passaggi sono da ansia vera, come la scena dei SUV, non è impeccabile come sceneggiatura, ma come fotografia, mamma mia che roba! ;-) Cheers

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    1. La sceneggiatura ha dei difetti, ma li ho trovati davvero minimi. A quelli compensa egregiamente una sceneggiatura e una regia fantastica. Questo è il cinema che piace a me!

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  4. Film stupendo, tra i migliori dell'anno scorso.
    Una bomba.

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    1. Credo lo comprerò al più presto. È uno di quei film che voglio avere originali.

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  5. Grandissimo film di tensione continua, concordo con Ford, tra i migliori dello scorso anno!

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    1. Anche di questo, per quel che ho avuto modo di vedere XD

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  6. Penso di averlo visto almeno una decina di volte (sia in lingua originale che doppiato...): ecco... E' il mio film(almeno di quest'anno, e anche se non è finito lo so già! xD!).
    A me il personaggio di Josh Brolin è piaciuto parecchio, con quell'aria a gatto sornione pronto a tirar fuori gli artigli, e Benicio Del Toro... che te lo dico a fare!
    Però, una spanna sopra a tutti è la prova di Emily Blunt: la sua Macer è qualcosa che non si dimentica facilmente...
    La fotografia aerea di Villeneuve è semplicemente da urlo. Punto.
    Ammetto che non sono granché ferrato sulla sceneggiatura, e leggo che qui ci trovate diversi difetti: potrei sapere quali?

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    1. la sceneggiatura consiste in trama e dialoghi, lo si evince da quello ;)
      Diciamo che la parte centrale è un po' troppo statica e per una buona mezz'oretta gira in tondo. Difetti minimi, per me la potenza che segue (insieme a quella visiva, che è onnipresente) compensa tutto.

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  7. Concordo con il recensore. Il film merita veramente. La sequenza del prelievo del prigioniero a Juarez e del suo trasferimento oltrefrontiera è superlativa.

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    1. E non solo quella! Tutti i momenti topici sono stati resi alla perfezione.

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Ragazzi, mi raccomando, ricordiamoci le buone maniere. E se offendete, fatelo con educazione U.U