lunedì 27 giugno 2016

Tutti vogliono qualcosa


Avete mai notato che spesso ci sono dei registi che prima solo in pochi si sfangavano di striscio e che poi, finalmente, fanno il colpaccio e riescono a divenire di culto? L'esempio più eclatante è quello di Christopher Nolan, che dopo Il cavaliere oscuro è diventato il regista preferito dai fanboy, mentre l'ultima volta che una cosa simile è successa è stato con Birdman (oddio, esempio non proprio funzionante perché Iñàrritu non era proprio il primo scemo che passava...) e, dopo quello, tutti che attendevano Revenant come se non ci fosse un domani. Tempo fa invece è toccato a Linklater che firmava Boyhood, uno dei film più sopravvalutati degli ultimi anni, che però aveva fatto incetta di consensi e lo aveva portato sotto un'attenzione che non gli capitava da A scanner darkly - pellicola interessante, ma da quel gran romanzo da cui è tratta era difficile realizzare qualcosa di brutto. Fatto sta che ormai lui è uno dei nomi che contano e, se aveva degli estimatori ancora prima delle inesistenti vicissitudini di Mason, adesso sotto la sua ombra se ne possono contare molti di più. Questo Tutti vogliono qualcosa quindi era largamente atteso ed era stato dichiarato come uno dei film più belli dell'anno. Dal canto mio, invece, speravo solo che a questo giro gli riuscisse solo una pellicola più bilanciata.

Jake arriva in città per iniziare il college, venendo accolto dai coinquilini - e suoi futuri compagni sul campo di baseball - che lo condurranno in tre giorni di festini e corteggiamenti in quel week end che precederà l'inizio delle lezioni.

Cos'è che si vuole da un film, solitamente? Domanda difficile. Anche perché, e qui sta il bello della cosa e del discutere di una passione, ognuno vuole qualcosa di diverso. Sono necessità ideologiche e intellettuali che pongono le loro basi su diversi fattori: educazione, capacità di ragionamento, istruzione, stress del periodo (che è quello che mi porta a vedere i film dei Transforers, per dire)... insomma, così tante cose che è possibile conglomerarle in una sola che possa riassumerle. Anche perché pure io non cerco sempre la stessa cosa quando guardo un film. Fondamentalmente, ma questo vale anche per quando leggo o ascolto musica, io voglio vedere qualcosa che sappia offrirmi una buona storia e che, attraverso quella, riesca a darmi una visione differente sulle cose, o almeno a riuscire a esprimere attraverso il proprio media cose che sapevo già - ad esempio, qualcuno disse che il compito di uno scrittore non è dirci quello che non sappiamo, ma riuscire a trovare le parole per le cose che sappiamo già ma non riusciamo a esprimere. Poi sì, come ho già scritto ci sono anche i periodi di forte stress, e allora vai giù di Sucker punch, Shoot 'em all e The expensables 2ma quella è un'altra storia. La vera domanda che mi viene da pormi, invece, è cosa vuole comunicare un film come questo. Linklater ha dimostrato appieno di essere fissato col tempo, e non solo per il modus operandi con cui ha realizzato la recente ragazzezzama proprio perché gran parte dei suoi film, anche il più mainstream come School of rock (ironicamente, fra quelli che ho visto, il più riuscito) sono fagocitati dentro questa tematica così astratta e, a tratti, anche inquietante. Lui la ritrae con un occhio abbastanza disincantato, concentrandosi sui dettagli piuttosto che sulle trovate eclatanti, ma purtroppo quello che sulla carta dovrebbe funzionare per me non ha presa effettiva quando è messo in scena. In questa pellicola mostra gli ultimi tre giorni di libertà di un gruppo di ragazzi che si apprestano ad avventurarsi nella vita adulta, quel lento percorso che li porterà a diventare gli uomini e le donne di domani. Nel mezzo ci sono mille festini, cameratismo, approcci e partite di baseball... ma onestamente, e qui credo che sia un limite unicamente mio, non ci ho visto molto altro. Il film non annoia, è diretto bene e ci sono anche dei movimenti di macchina interessanti, ma nulla che mi abbia dato l'idea di aver visto un bel film. Mi ha suggerito più che altro che con mezz'ora in meno o con le tempistiche di un corto sarebbe potuto diventare un bel film (la stessa idea di Somewhere, per certi versi, anche se quello affermo con sicurezza che era davvero brutto), ma così si è dimostrata una dilatazione di tempi e avvenimenti totalmente fine a sé stessa, senza contare che non è che ci sia una storia vera e propria (cosa non gravissima) e ancor meno una costruzione specifica dei personaggi (ok, qui va già peggio). Soprattutto quel dannato protagonista, con quel suo sorrisetto idiota perennemente stampato sul volto, la faccia a culo, i modi gentili e la capacitò do stare simpatico a tutti; no, non sono questi i personaggi di cui voglio sentir parlare, non sono loro che mi affascinano e non sono le loro scorribande socialmente accettate che per me possono descrivere in pieno la gioventù. Se ne descrive una parte, un certo tipo, che per me è anche quella meni interessante. Sarà quindi che ho avuto una vita decisamente diversa e che ho altri obiettivi nella vita, ma questo sgangherato gruppo di ragazzi non mi ha coinvolto così come non mi ha preso la ricostruzione degli anni Ottanta, anzi, di ricostruzioni storiche sono abbastanza stufo, dato che ormai sembra far breccia solo l'effetto nostalgia o il revival. Mi ha colpito la scena finale, quello sì, quell'atmosfera che si fa opprimente e che interrompe la narrazione. Le lezioni hanno inizio, ma lo stesso va a dirsi anche della vita adulta e dell'epoca di Reagan, e da festeggiare ci sarebbe stato poco. Eppure un minuto così, per quanto funzionale, è un po' troppo poco se - per me e quella che è la mia sensibilità narrativa - tutta l'ora e cinquanta che lo ha preceduto è l'agglomerarsi del nulla.

Linklater è un regista che suggerisce, piuttosto che uno intento a spettacolarizzare, e questo va più che bene. Ma ammetto che ogni tanto aspetto un piccolo scossone...


Voto: 

14 commenti:

  1. Ne stanno parlando tutti benissimo, non ho ancora avuto il tempo di vederlo, ma del tuo giudizio mi fido, di Linklater non ho visto tutto, ma giusto per dirti, i suoi film che ho preferito sono "School of rock" e "A Scanner Darkly" ;-) Cheers

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    1. Idem. Io avevo preferito "Boyhood", che non ritenevo imperdibile. Quindi fai tu...

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  2. Oppure il film stava proprio tutto lì; la spensieratezza di quella vita di vizi in contrasto con quel minutino in cui Luke capisce che la realtà è ormai alle porte. Magari era quello il suo obiettivo. Mi è venuto in mente mentre leggevo il tuo commento.
    Ma comunque mi trovi pienamente d'accordo.

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    1. Ma per me sta proprio lì il senso. Solo che mi è sembrato troppo poco :/

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  3. secondo me la gestione spensierata e fine a se stessa del film è equiparabile al periodo che lo stesso vuole descrivere, pre cazzeggiamento prima delle lezioni... vuoto divertente e quasi nostalgico

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    1. Solo che per come sono fatto io non ha divertito .__. Anzi, a tratti mi ha pure irritato parecchio.
      E sono stufo di film nostalgici.

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  4. Ho sempre trovato i suoi film semplici e poetici, escluso forse Waking Life che è davvero cervellotico. È anche per questo motivo che ho delle aspettative abbastanza buone per questo film, capisco però cosa intendi quando dici "aspetto lo scossone".

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    1. Ho visto troppo poco per poter dare un giudizio esaustivo sui suoi lavori, ma più che semplice questo è bin film che non racconta nulla. Tagli interi spezzoni ed è lo stesso.
      Non dico sua brutto, più che altro è una questione di ciò che si vuole da un film. Evidentemente questo non fa per me.

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  5. Sei il primo che ne parla con scarso entusiasmo. Devi recuperare la trilogia Prima dell'alba-tramonto-mezzanotte, secondo me cambierai idea su Linklater! All'inizio il trailer non mi aveva preso, ma poi ho letto una sua intervista sul film, e cosa voleva comunicare, e beh, il regista texano ha colto nel segno anche questa volta!

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    1. Li vedrò sicuramente, prima o poi :) se mi passi quell'intervista mi faresti un enorme favore!

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  6. avrei voluto vederlo, ma nei cinema bresciani ha avuto vita molto molto breve... recupererò di certo perché mi ispira tanto

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  7. Devo ancora vederlo...
    Di Linklater secondo me il migliore è "Prima dell'alba" con i suoi seguiti!

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    1. Purtroppo ho visto solo i suoi lavori considerati 'minori' o 'su commissione'. Finora come autore non mi entusiasma...

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Ragazzi, mi raccomando, ricordiamoci le buone maniere. E se offendete, fatelo con educazione U.U