lunedì 4 luglio 2016

School of rock


Era il 2015 e io uscivo con la mia prima vera e propria ghenga, manco a dirlo di stampo rock/metal, con degli esiti comportamentali non proprio soddisfacenti. In soldoni, volevamo atteggiarci come i Rolling Stones, ma finivamo per assomigliare alle Simpatiche canaglie - quelle con Alfa Alfa, per intenderci. Fatto sta che tutti continuavano a dirmi "Figa Jean, a te che piace il cinema, cioè, ci sta questo Scul of roc che, figa, insomma dai, è proprio figo, figa, e poi ci sta Gec Blec che, figa, l'è davero un pajazo!", e fu la prima volta che sentii nominare questa pellicola. Poi vennero i diciassette anni e uscii con quella maledetta sanguisuga la prima ragazza, anche questa di stampo rock/metal, e pure lei a parlarmi di School of rock. Dovetti aspettare di avere diciannove anni per vedermi questo benedetto film, nonostante me lo abbiano nominato più o meno tutti (ma si sa, con le cose che tutti dichiarano belle sono lento, A Serbian film ha fatto scuola su questo) e lo vidi in un'occasione anche piuttosto triste, tanto che la visione fu una necessità per far stare un attimo più leggera una persona a cui tenevo molto. Fortunatamente riuscii nell'obiettivo, quindi di questo film ne conservo un piacevole ricordo, al di là di quelli che sono i suoi effettivi meriti. In più è un bel film, quindi...

Dewey Finn è un egocentrico musicista che sogna di diventare un dio del rock, salvo venire cacciato dalla sua band per via del suo atteggiamento. Per sbancare il lunario prenderà, tramite un maldestro tranello, il posto del suo migliore amico come supplente, scoprendo di avere a che fare con una classe di talenti.

Col tempo scoprii che la mente dietro a questo progetto era quella di Richard Linklater, uno che poi sarebbe andato a fare cose come A scanner darkly e, anni dopo, quel mezzo pacco di Boyhood, per me uno dei film più sopravvalutati della storia recente, qui alle prese con un film decisamente su commissione. Film che ironicamente ritengo uno di quelli che gli sono riusciti di più, almeno fra quelli che ho visto, tanto che alcune battute sono entrate nell'immaginario comune - mi riferisco più che altro a quella del "leggi fra le righe", perché quella su "chi non sa fare nulla, insegna" era di Woody Allen ed era contenuta in Io e Annie, giusto per fare i precisetti. E' anche uno dei pochi film in cui si può ascoltare una canzone dei Led Zeppelin, Immigrant song, permesso concesso dalla band in esclusiva, dato che non amano sentire le loro canzoni nelle pellicole, dopo una raccolta di millemila firme presieduta proprio da Jack Black in persona. E Jack Black qui è proprio mattatore assoluto e School of rock è un vero e proprio one man show ricalcato sulla sua figura, dato che sembra essere uno che non ha ancora capito se nella vita vuole fare l'attore, il comico, il musicista o l'emulatore di Angus Young - i suoi atteggiamenti, il vestiario e persino la chitarra che suona sono ricalcati sulla figura del chitarrista solista storico degli AC-DC. Personalmente non ho mai avuto una vera e propria venerazione per quel cicciopanzo, mi sta simpatico e i suoi filme li guardo anche con piacere, ma non mi sono mai strappato i capelli per il suo umorismo, ma questo film, come Be kind rewind, è una pellicola che va oltre il personaggio che è andato a crearsi nel tempo, tanto che per un bel po' l'ho ricordato come "il film bello con Jack Black". Perché School of rock va oltre l'aspetto ridanciano, per quanto si rida molto e, cosa incredibile, pure con un certo garbo, imbastendo uno scenario che pur rispettando gli schemi classici della commedia - e del rock - riesce anche a formulare un discorso coerente, preciso e a tratti nemmeno troppo retorico. Mi è piaciuto un sacco vedere come il protagonista si atteggia coi ragazzini, l'iniziale inadeguatezza e poi il rapporto che segue nel creare quella rock band clandestina, che avviene gradualmente e in maniera del tutto credibile. E' un fil che parla della scoperta del proprio ruolo, di sapersi fare avanti ma, al contempo, retrocedere di un passo, dinanzi a quelle che sono le proprie reali capacità. ma al contempo parla anche della vera scoperta di sé, del lasciarsi andare e di trovare il giusto compromesso fra il dovere civile e la reale realizzazione. Perché tutti i personaggi ragionano agli estremi; quello di Jack Black è uno che ha inseguito il proprio sogno anche in maniera poco coscienziosa, finendo per diventare un nullafacente, mentre tutti gli altri adulti sono dei repressi che nascondono il proprio vero io dietro una facciata di finta accondiscendenza sociale - a tal proposito, bellissima la scena nel bar con la direttrice. Poco male per quella che doveva essere una semplice commedia. Una semplice commedia forse apprezzata per i motivi più superficiali, perché il rock, come ho detto, è solo la superficie, per quanto occupi gran parte del minutaggio. Ma nonostante tutto, proprio per non farsi mancare nulla, pure la colonna sonora spacca, sia quella originale che non (composta da grandi classici, oltre a quello dei Led), tanto che la si può ascoltare separatamente dalla pellicola. Per dirvela tutta, anche una scena apparentemente inutile come quella che accompagna i titoli di coda, l'ho seguita interamente solo per sentirmi la canzone e ce l'ho pure sull'mp3. E alcuni titoli presenti sullo stesso sono proprio stati consigliati da questa piacevole, leggera e distensiva visione.

Da allora ho avuto modo di rivederlo solo una volta, per via di un passaggio televisivo, e non lo osanno come fanno ancora molti ex metallari. Però lo ricordo con estremo piacere.


Voto: ★ ½

16 commenti:

  1. Filmino, facile facile, ditemi quello che volete, però mi fa impazzire, ogni tanto vado a rivedermelo. In un mondo giusto, Giacomo Nero farebbe solo film a tema rock ;-) Cheers!

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    1. Facile ma efficace, a differenza di molte altre commedie è davvero scritto bene!

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    2. Dici bene, le commedie sono troppe spesso scritte per mandare a segno qualche gag da mettere nel trailer.
      Questo funziona perchè è pensato come un film, che fa anche ridere. Cheers!

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    3. Che sintesi sopraffina! *.* finora il mio preferito fra quelli di Linklater che ho visto, comunque.

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  2. Veramente un bel film e poi Jack Black è un grande ;)

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    1. A me sta simpatico, ma a piccole dosi.

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  3. Un film che ho guardato la prima volta con molto piacere, ma dopo di che non ho mai più avuto voglia di rivedere.

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    1. Io l'ho rivisto per casualità e l'ho fatto con piacere, ma non andrei mai a ripescarmelo di mia volontà.

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  4. A parte che la penso come te su Boyhood, io ADORO e dico ADORO questo film. Ma veramente, non capisco come facciate ad essere tanto tiepidi con sta pellicola esaltante :D

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    1. Io dalla mia ho il fatto che me l'hanno nominata così tante volte che ha finito col nausearmi. Però il giudizio non è stato per nulla tiepido. La prendo per quel che è, ma è davvero un bel film ^^'

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  5. Sto film io lo adoro. Adoro Jack Black, adoro la colonna sonora, adoro i momenti comici... Lo adoro. Cazzo Linklater, ha tirato fuori un film davvero troppo bello!

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    1. Guarda caso, il suo film meno personale è uno dei più riusciti, secondo me XD

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  6. Fantastico,pieno di musica figa e divertente.Jack Black ha fatto per molti anni un pò lo stesso personaggio,nei suoi film,Be kind rewind a parte,ma la sua ultima apparizione in piccoli brividi mi fa ben sperare per il futuro ;)
    Boyhood sta ancora nella lista dei recuperi,nella cartella "rischio pacco"che guardo nelle mie mattine solitarie :)

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    1. "Boyhood" ha paccato pure me, per quanto abbia apprezzato il messaggio finale ^^'
      Su Black... boh, mi sta simpatico ma vivo bene anche senza. L'altro ieri però ci sono rimasto male a scoprire che lui è uno dei bulletti de "La storia infinita 3"...

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  7. Sconfiggiamo il potente con il rock!!!

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    1. Ahahah! Occhio, che ormai ho una certa ;)

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Ragazzi, mi raccomando, ricordiamoci le buone maniere. E se offendete, fatelo con educazione U.U