martedì 26 luglio 2016

Zootropolis


E' innegabile che stiamo vivendo in tempi davvero bui e difficili. C'è da averne paura, di questi tempi. A me però spaventa di più l'effetto che questo strano periodo storico sta avendo sulla gente comune, nella anonima quotidianità che, però, risulta essere quasi più spaventosa dei fatti con cui ci bombardano i telegiornali ogni giorno. La gente comune, questa misteriosa. Va detto che anche attentatori, uxoricidi e altre simpatiche canaglie erano, prima di tuffarsi ad angelo fra le fauci della cronaca, gente comune, e penso sempre che come tutte le persone comuni sono spaventate e disperate, e in nome di questa loro disperazione o hanno detto addio alla ragione o si sono abbandonati alla risposta più semplice e immediata. Alla fine non credo ci sia molta differenza fra uno che fa un attentato e uno che spera che un barcone carico di immigrati affoghi perché "vengono qui a rubarci il lavoro, a invaderci e a trombarci le donne". Sono due diversi estremismi, entrambi dettati dalla disperazione, ma sempre di estremismi si parla. Che li guidi la paura o l'ignoranza, poco cambia, alla fine, quello che conta è il risultato ultimo. Ed è demoralizzante assistere che mondo stiamo contribuendo a formare, un mondo dal quale non vi sento rappresentato e che vedo solo come il frutto di una paura complessiva. Tutte riflessioni che, stranamente, mi sono state riportate a vedere questo cinquantacinquesimo classico Disney.

Judy Hopps è una coniglietta che vuole diventare a tutti i costi una poliziotta e, continuando a credere in se stessa, riesce a diventare la migliore del suo corso nonostante le iniziali difficoltà. Verrà così trasferita nella metropoli di Zootopia, dove dopo essere stata sistemata come addetta al traffico, incontrerà la volpe Nick e verrà invischiata in un macabro mistero...

Non avevo grandi aspettative da questo Zootopia, nonostante fra i registi ci fosse quel Rich Moore che prima si era occupato di Futurama e poi era andato a creare quella meraviglia che era Ralph spaccatutto (Byron Howard invece ha diretto Bolt e Rapunzel - mentre fra gli autori del soggetto c'è la Jennifer Lee di Frozen), tanto che come al solito me lo ero perso al cinema. Poi i cartoni animati che hanno fra i protagonisti degli animali antropomorfi mi piacciono fino a una certa, quindi altra cosa che ha fatto scemare l'interesse. Poi però tutti hanno iniziato a parlarne in una maniera strana, fino a che non lo ha fatto pure il re della polemica fumettistica Roberto Recchioni, tanto che a quel punto non ho potuto continuare a esimermi dalla visione. Siccome sono furbo, ho deciso di vederlo poco prima di andare a lavorare, con la scusa di guardare un qualcosa di leggero e... beh, senza vergogna, dico che questo è uno dei film più polemici e politici che ho avuto modo di vedere negli ultimi tempi, quindi non p un caso se quel primo paragrafo è nato una volta che i titoli di testa hanno iniziato a scorrere. Altra riflessione che è seguita, stavolta volto più venale, è come la Disney ultimamente in fatto di idee stia quasi raggiungendo la Pixar - che l'anno scorso si era comunque difesa con l'interessante Inside/out - e proprio grazie a dei titoli quasi insospettabili come, per l'appunto, questo. Non fraintendiamo, rimane sempre un prodotto Disney in tutto e per tutto, con gli ingredienti che hanno decretato il successo della Casa di Topolino (mancano giusto le sequenze cantate) ma con delle aggiunte che arrivano inaspettate e gli danno quella profondità che gli serviva per sopraelevarsi alla quasi totalità dei prodotti medi, siano essi animati o meno. C'è infatti la storia del personaggio che si crea da sé con molta forza di volontà, così come il suo scoramento iniziale, il presunto fallimento e la rivalsa finale (seriamente, per certi verso va col pilota automatico) ma, proprio quando tutto sembra essere finito, arriva un sotto testo che non mi aspettavo. La paura. Perché è la paura la vera grande protagonista di Zootopia ed è proprio grazie a questa che il villain riesce a ordire i suoi piani. La raffinatezza del progetto poi sta nel fatto che la suddetta paura è proprio verso un qualcosa di intangibile, ma che trova riscontro nelle minoranze e nella disinformazione. Un passaggio che mi ha colto davvero in contropiede e che ho trovato assurdamente realistico, oltre che estremamente coraggioso per un cartone animato occidentale di una simile major. Tutto questo rimanendo assurdamente coerente con se stesso e con la sua natura di cartone animato per bambini, senza strafare ma facendo arrivare con assoluta chiarezza tutti i messaggi dei quali si fa portavoce. E così arrivi a dimenticarti che stai guardando le avventure di una coniglia poliziotto che indaga su una volpa, dato che pure l'intreccio principe è costruito davvero bene, lasciando che nella testa ti rimanga solo l'eco di quella riflessione. "Non dobbiamo lasciare che la paura ci divida", dice uno dei comprimari in uno stralcio, ed è quello che mi sono augurato anch'io una volta che ho finito di vederlo. Così come ho sperato che tutti i bambini che hanno visto questo film lo abbiano assimilato (canzone di Shakira a parte, che ironicamente doppia proprio quel perosnaggio che dice quella iconica frase), in modo che crescendo possano diventare in tutto e per tutto diversi dai molti adulti che ci spaventano. Magari ugualmente spaventati, perché a quanto pare la paura è una costante della vita, ma comunque molto più consapevoli di come stanno le cose.

Ultimamente trovo le sorprese proprio dove non me le aspetto - bravo pirla, la sorpresa consiste in questo. E di ciò ringrazio.


Voto: ★ ½

14 commenti:

  1. Nemmeno le animazioni ormai riescono a farci svagare un po' xD

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    1. Ma per fortuna! Forse siamo arrivati a questo punto perché ci si è svagati troppo prima...

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  2. Riuscire a parlare di bullismo senza cadere nel banale, animazione ben fatta, gag divertenti (Flash il bradipo) e citazioni (Il Padrino e Breaking Bad), il tutto tenendo a mente le dimensioni, che permettono ad una coniglietta di seminare più panico che Godzilla a Tokyo. Forse l'identità del cattivone non è impossibile da capire, ma concordo con te, avercene di sorprese come questa ;-) Cheers

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  3. Adorabile ma anche capace di fare riflettere, sì. Zootopia è un modello di ipocrisia, razzismo ed intolleranza, alla faccia dei suoi morbidi abitanti, e non è così distante dal mondo in cui viviamo. Ci vorrebbero sicuramente più Judy Hopps a questo mondo...

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    1. Confido che in giorno saremo pieno di persone così.

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  4. Caspita, devo vederlo ma lo rimando in continuazione. Ad ogni modo caro Jacques ti ho mandato una mail un po' di tempo fa. Solo per dirti che sono colui che prima aveva il blog Sabato Pizza (che tu hai gentilmente messo nel tuo elenco e ti ringrazio). Ho eliminato quel blog, per tutta una serie di questioni inerenti alla mia salute mentale. Tuttavia ne ho messo su un altro, praticamente identico ( http://muffinconpost.blogspot.it/ ). Volevo solo segnalartelo per via del fatto che hai in elenco un blog (Sabato Pizza) che non esiste più.

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    1. Sì avevo visto, solo che non ho avito ancora tempo di rimediare causa impegni - sono presissimo con un sacco di cose T.T
      Aggiornerò anche solo per leggere il tuo parere :)

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  5. Divertentissimo e profondo, non è facile affrontare temi come quelli di Zootropolis in un film che dovrebbe essere per bambini, e invece è adattissimo anche ai grandi!

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    1. Esattamente. Sta proprio qui la sua bellezza.
      Anche se per me il miglior cartoon 'animalesco' rimane "Leafie - la storia di un amore".

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  6. un film adorabile, penso la Disney sia sempre meno "per bambini", e sempre più adatta ad insegnare a noi

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    1. Ironicamente negli ultimi tempi la Disney fa cose da Pixar e viceversa...

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  7. Molto piacevole, fresco e maturo.
    Promosso senza riserve.

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    1. Una delle vere sorprese della stagione!

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Ragazzi, mi raccomando, ricordiamoci le buone maniere. E se offendete, fatelo con educazione U.U